sabato 31 ottobre 2009

Kolarov: Voglio restare qui

Fonte: www.corrieredellosport.it
Il miglior modo per chiudere il ca­so è professare amore, è professare la fede nei colori biancocelesti. Ed è questo che ha fatto. Non lascia la Lazio, vuole restare. L’­ha detto lui apertamente: «Resto, non potrei mai andare in un altro club. Ho un contrat­to solido. Non ho mai espresso il desiderio di lasciare la società». E’ stato al centro delle polemiche e delle contestazioni. I tifosi si so­no offesi, colpa del gesto sba­gliato rivolto nei loro con­fronti a Bari a fine partita, quando infuriava la protesta. Kolarov si è spiegato: «Non riuscivo a capire perché ci fi­schiassero e ci offendessero. Così sono andato sotto gli spalti ed ho applaudito ironi­camente. Poi la storia è stata gonfiata» . Ha parlato a Kurir, quotidiano di Belgrado, poi ripreso dalle tv serbe. Si è con­fessato, non ha avuto paura di farlo nono­stante i giorni roventi, nonostante il fatto che sia stato preso di mira. Ha sbagliato, lo sa. Deve mantenere la cal­ma, non può fare il contrario. E’ un istintivo, non è un ragazzo cattivo. Ha chiesto scusa martedì, durante il chiarimento andato in onda a Formello. I supporter biancocelesti hanno voluto incontrarlo. Non gli hanno ri­sparmiato cori offensivi, c’erano rimasti ma­lissimo. Già l’anno scorso era accaduto un episodio simile, rientrò praticamente subito. Ora Kolarov vuole rimanere concentrato, vuole riportare la Lazio in alto, vuole la feli­cità della gente: «La frustrazione dei tifosi andrà via dopo la prima vittoria. Abbiamo bisogno solo dei tre punti al fine di riprende­re la corsa con le squadre in lotta per una posizione tra il terzo e l’ottavo posto in clas­sifica. Quelle sono le zone che rispecchiano le nostre qualità». IL
CARATTERE - Kolarov è giovane, commette qualche errore, ha un carattere esplo­sivo quanto il suo sinistro, ma sta crescendo. Sta imparando a gestirsi, a controllarsi. Si considera uno vero. Non si è mai nascosto, non ha mai trovato finte giu­stificazioni, ha pagato gli sbagli commessi ed è stato il primo a riconoscerli. Kolarov ama la Lazio e l’ha detto chiaramente nel suo Paese. Se ci fosse la possibilità di parla­re senza limiti, di certo farebbe sapere an­che in Italia cosa pensa, cosa prova, cosa so­gna.

L’ACCORDO - Vuole restare a Roma, ha spaz­zato via dubbi e voci contrarie, indiscrezio­ni e presunti malumori. Kolarov ha un con­tratto sino al 2012, un contratto «solido» , l’­ha definito così. I primi approcci tra il ma­nager del serbo, Sergio Berti, e il presiden­te Lotito non hanno portato alla fumata bian­ca. C’è da trattare. Kolarov quest’anno potrebbe utilizzare la clausola Fifa per piaz­zarsi all’estero, ma questa possibilità non è mai stata ipotizzata né dal giocatore, né dal suo procuratore. La Lazio l’ha portato in Ita­lia, la Lazio l’ha consacrato, l’ha fatto esor­dire in Champions League, gli ha fatto con­quistare la chiamata alle Olimpiadi, l’ha fat­to diventare un punto di riferimento della nazionale maggiore. Aleksandar è un ragaz­zo riconoscente, è uno che non dimentica.

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