
Si parlerà sempre più argentino a Formello. Mentre la squadra proverà a reagire dopo la sfuriata di Lotito, la società prova a programmare il futuro. Anche se pure qui ancora non si è capito se si costruirà con Rossi oppure le trattative verranno avviate a prescindere dall’allenatore. Di nomi sull’agenda del presidente e di Tare ce ne sono diversi. Il primo fra tutti è
Marcos Angeleri, difensore dell’Estudiantes, classe ’84. I 3,8 milioni di euro sono la somma pattuita tra Lazio e società argentina per la cessione del difensore, ora c’è da trovare un’intesa sul contratto. Un accordo di massima già c’è, ma la prossima settimana i due manager di Angeleri arriveranno nella capitale e proveranno a mettere nero su bianco un contratto di cinque anni a 1,2 milioni a stagione.
«A giugno andrò a giocare per una squadra italiana», ha svelato ieri Marcos Angeleri. Che sarà il primo tassello. Rimanendo in difesa, il reparto su cui il club farà il maggiore sforzo, nel mirino ci sono due giocatori del Fenerbahce.
Uno è il brasiliano con passaporto italiano Edu Dracena, classe ’81. Su di lui da tempo è avviata qualche timida trattativa, anche se il club turco chiede la bellezza di 5 milioni di euro. La Lazio però è fiduciosa di riuscire a ottenere un forte sconto, visto che ha un contratto in scadenza nel 2010.
Oltre a lui c’è Diego Lugano, uruguaiano classe 80, anche se Lotito e il suo staff preferiscono il centrale brasiliano. Ne arriverà uno solo, comunque, anche perché i due sogni della Lazio sono Miranda del San Paolo e Felipe dell’Udinese, entrambi dell’84. Su quest’ultimo potrebbe esserci qualche margine di trattativa, mentre sull’altro si parla di cifre proibitive, tra i 7 e 9 milioni di euro, e di tante squadre interessate, come la Fiorentina e il Milan.
Dal reparto arretrato si passa al centrocampo. E qui, a parte definire le situazioni di Ledesma e Matuzalem (fondamentale), al club piacciono
Luca Cigarini dell’Atalanta e Gokhan Inler dell’Udiense. Ma anche qui la pista più seguita è quella argentina. Nelle ultime settimane sta prendendo piede il nome di Javier Pastore giocatore dell’Huracan, classe ’89. Di lui si dice un gran bene, tanto è vero che, nonostante sia molto giovane (a giugno compirà vent’anni), sta completamente trascinando il piccolo Huracan nel campionato di Clausura, ora a due punti dalla vetta. La sua particolarità è che, oltre ad essere dotato di una incredibile tecnica e grande eleganza nei movimenti, ha anche grinta da vendere e doti da leader. In più, ricopre tanti ruoli, dal regista di centrocampo a esterno, trequartista e seconda punta. La Lazio, però, deve stare attenta perché sulle sue tracce ci sono Atletico Madrid e Barcellona, ma anche Arsenal.
Per l’attacco si sta seguendo un altro giovanissimo come
Marco Perez, classe ’89 anche lui, ma già nel giro della nazionale colombiana. Questo ragazzo qualche settimana fa, durante una diretta televisiva, non ha nascosto la sua passione per la squadra laziale: «Sogno di giocare in Europa come tutti, ma sin da piccolino, grazie a Claudio Lopez, mi immaginavo con la maglia della Lazio addosso». La Lazio ha annotato, visionato e subito opzionato. A parte le varie trattative, la priorità assoluta ce l’hanno i rinnovi di contratto, Pandev e Ledesma, e i riscatti di Matuzalem e Zarate. Su quest’ultimo, però, il fatto che il fratello-procuratore Sergio sia rimasto per due settimane a Roma senza parlare con Lotito, fa riflettere parecchio.
Il Messaggero