martedì 31 marzo 2009

Matuzalem torna in gruppo, a Siena potrebbe esserci

Questo pomeriggio, dopo due giorni di riposo, la Lazio ha ripreso la preparazione nel centro sportivo di Formello. Francelino Matuzalem ha ricominciato a lavorare con i compagni, dimostrando così di aver superato l'infiammazione al tendine d'Achille sinistro che lo aveva bloccato nei giorni scorsi. A questo punto, se da qui a domenica non ci saranno nuovi problemi, il brasiliano si candida concretamente per partire titolare nella delicata trasferta in terra senese.

Non c'erano, come è ovvio, i Nazionali Foggia, Carrizo, Pandev, Lichtsteiner, Rozenhal e De Silvestri e si sono allenati a parte anche Kolarov e Muslera. I due però, non hanno nessun problema e già da domani, molto probabilmente, ricominceranno a lavorare con il resto dei compagni.

Lalazioinrete

Panchina, idea Conte

Secondo alcune indiscrezioni il club biancoceleste, in vista della prossima stagione, starebbe pensando di affidare la guida tecnica della squadra all'attuale allenatore del Bari Antonio Conte.

Conte, con un passato da calciatore importante nelle file della Juventus, ha già allenato Siena e Arezzo con discreti risultati e dal 2007 è approdato sulla panchina del Bari, formazione che sta lottando per la promozione in Serie A.

Il nome di Conte, se Rossi non sarà confermato nella prossima stagione, entra così in concorrenza con quello di Giampaolo, Acori e Mazzarri, altri tecnici che secondo alcuni sarebbero nei pensieri di Lotito per la panchina della Lazio che verrà.

Lalazioinrete

Acquafresca: Lusingato dalla Lazio

Siamo alle solite. Di questi tempi Robert Acquafresca finisce spesso in prima pagina perchè tutti lo vogliono. E lui, sportivamente parlando, non fa proprio niente per non farsi desiderare. Nel senso che continua a fare (bene) il suo mestiere di goleador: già 10 goal quest'anno in un bel Cagliari, record personale stagionale eguagliato. «E ovviamente conto di superarlo visto che ci sono ancora un bel mucchietto di partite da giocare in campionato». Robert, tutti lo vorrebbero e tutti lo chiederanno, magari in prestito, all’Inter che ne detiene il cartellino. In primis ovviamente il Cagliari, che da due stagioni se lo coccola e che lo ha indubbiamente valorizzato. Ma altre società si stanno muovendo pesantemente. In primo luogo la Lazio. Acquafresca piace a Lotito che non ha mai nascosto di stimare l’attaccante rossoblù. La trattativa è con l’Inter che deciderà in queste settimane se riprendersi definitivamente il ragazzo, capocannoniere anche dell’Under 21, o se fargli fare un altro giro sulla giostra della serie A.

«Ho letto dell’interessamento della Lazio - osserva Acquafresca dal ritiro azzurro di Aquisgrana, in vista dell’amichevole con l’Olanda - e la cosa non può che lusingarmi. Se grandi società, e voi mi dite che ce ne sono anche altre, mi stimano a tal punto, vuol dire che sto facendo bene e che devo continuare su questa strada. Il mio futuro però, non lo so neanche io, a questo punto. In questo particolare momento della stagione io devo pensare solo a far bene nel Cagliari. Poi si vedrà. E sono curioso anch’io di vedere come va a finire. Credo che sarà l’Inter a dover dire come la pensa e che cosa ha in mente sul mio conto. A quel punto avrò le idee più chiare. Naturalmente per uno come me, di 22 anni, è importante giocare con una certa continuità, vedi ad esempio il caso Pazzini, che tra l’altro è stato il mio predecessore in Under 21 e che ha appena esordito segnando nella nazionale maggiore. Alla Fiorentina non giocava e si intristiva. Il passaggio alla Samp gli ha cambiato la vita».

Lotito potrebbe mettere sul piatto della bilancia anche Ledesma, gradito a Mourinho per rinfoltire il centrocampo nerazzurro. Per Robert una stagione in panchina dopo i grandi progressi di questi anni sarebbe letale. Pazzini docet.

Corriere dello Sport

Ancora Lotito: Giovedì bacchetto tutti

Tutti a rapporto. Lotito passa dalle parole ai fatti e giovedì sarà a Formello. Il presidente biancoceleste ha deciso di attendere anche il rientro di tutti i nazionali per il faccia a faccia. La sosta del campionato sarebbe dovuta servire per rasserenare gli animi in vista dell'ultima delicata fase della stagione, ma le nazionali hanno sortito l'effetto contrario. Diversi giocatori, non appena hanno svestito le divise con l'aquila sul petto, si sono sfogati. Malumori che non hanno fatto altro che confermare il delicato momento che attraversa la squadra.

Giovedì a Formello Lotito prima di tutto incontrerà Carrizo. Chiederà spiegazioni per le numerose interviste rilasciate in Argentina nelle quali puntava il dito su Rossi, e molto probabilmente lo multerà: «Sa benissimo che non deve parlare e invece l'ha fatto ed ora si assume le responsabilità di quello che ha detto».
In queste settimane si sta parlando molto del mercato biancoceleste, ma il numero uno della Lazio avverte: «Ora i giocatori devono solo pensare a fare i risultati sul campo». Si era parlato di un viaggio in Arabia per riscattare Zarate: «Non devo andare lì per riscattarlo, basta solo una raccomandata. Se dovessi inviare qualcuno sarebbe solo per rinviare il pagamento».

Adesso tutto dipenderà da ciò che accadrà sul campo, nelle prossime due gare Lotito si aspetta una reazione decisa: a Siena ma soprattutto nel derby contro la Roma. Sarà una sorta di prova del nove per tutto lo staff. Altrimenti arriveranno i provvedimenti annunciati la scorsa settimana, primo fra tutti il blocco degli stipendi. Settimana delicata anche per altri due appuntamenti: Pandev dovrebbe apporre la firma sul rinnovo contrattuale sino al 2014, mentre Lotito presenterà al Comune il progetto per lo stadio.

Leggo

lunedì 30 marzo 2009

L'opinione: Lotito, invece di parlare blindi Zarate

La notizia è di oggi pomeriggio. Il presidente biancoceleste, interpellato dal sito Lalaziosiamonoi, sul futuro di Zarate ha rivelato che al momento non sono in programma viaggi in Arabia, ma ha aggiunto anche che se partirà o manderà un emissario a parlare con l'Al Saad sarà solo per chiedere alla società attualmente proprietaria del cartellino di Zarate se c’è la possibilità di rinviare la data di scadenza della prima trance.

Non scherziamo, per favore. Zarate è l'unico fuoriclasse che ha questa Lazio e deve restare per forza in biancoceleste. Provare a trattare con gli arabi non avrebbe senso: Maurito ha fatto vedere cose fenomenali nel suo primo anno di Serie A, ed ha attirato su di se le attenzioni dei club più prestigiosi d'Europa. Se non lo riscatterà la Lazio, ci sarà sicuramente la fila per ricorpire d'oro sia l'Al Saad che il numero 10 e per accaparrarsi le prestazioni di quello che, siamo pronti a scommetterci, nel giro di un paio di anni diventerà uno dei più grandi calciatori al mondo.

Suggeriamo una cosa al presidente Lotito: invece di parlare a destra e a sinistra accusando tutto e tutti senza mai assumersi la benchè minima responsabilità di questo campionato a dir poco deludente, inizi a far capire alla gente, con i fatti, che dall'anno prossimo ha intenzione di cambiare registro. Come? RISCATTANDO MAURO MATIAS ZARATE. Il giocatore grazie al quale in questo momento la Lazio non è in lotta per non retrocedere. Il calciatore che è diventato l'idolo dei bambini e che è stato in grado di far tornare la voglia di sognare ad una tifoseria da tempo frigida. Il calciatore attorno al quale andrà costruita, se davvero si vorrà tornare a competere per qualcosa di importante, la Lazio del futuro. Niente scherzi, presidente. Almeno su Zarate la gente Laziale non si merita sorprese negative.

Lalazioinrete

Sky: venerdì incontro decisivo per il rinnovo di Pandev

Secondo il telegiornale sportivo di Sky, nella giornata di venerdì si dovrebbe tenere un nuovo, decisivo vertice per capire che tipo di futuro avrà Goran Pandev. La Lazio ed il calciatore macedone stanno da tempo trattando il rinnovo contrattuale, ed il numero 19, davanti alla proposta biancoceleste (circa 1.4milioni a stagione per cinque anni) ha preso tempo e si è concesso una pausa di riflessione. Forse, nel vertice di venerdì di cui parla Sky, potrebbe essere messa la parola fine alla vicenda che da tempo sta interessando i pensieri di tutti i tifosi della Lazio.

Lalazioinrete

Manager di Acquafresca: "Fa piacere l'interesse della Lazio"

L’Inter dovrebbe trattenere Robert Acquafresca, che al termine della stagione tornerà a Milano dal prestito al Cagliari. Lo ha detto il procuratore dell’attaccante, Paolo Fabbri, a Radio Kiss Kiss, commentando il possibile trasferimento alla Lazio del giocatore. “Bisognerebbe chiedere a Moratti se la Lazio possa essere una destinazione gradita per il mio assistito. Certo - ha spiegato - potrebbe rappresentare un ulteriore passo importante per la sua crescita professionale, ma dell’interesse da parte del club biancoceleste ne sono venuto a conoscenza solo dai giornali. L’interessamento eventuale è benvenuto e fa ovviamente grande piacere, ma ad oggi mi risulta che l’Inter abbia intenzione di tenere Robert in casa con altri tre attaccanti. Posso dire che i dirigenti nerazzurri mi hanno detto che vogliono una rosa formata da quattro attaccanti, di cui due giovani e due più esperti. I due giovani dovrebbero essere Balotelli e, naturalmente, Acquafresca”. Fabbri ha precisato che “il calciomercato insegna che può cambiare tutto ed il contrario di tutto. Qualora dovessero arrivare un grande attaccante di livello internazionale, - ha sottolineato - ad esempio Drogba, sarebbe giusto sedersi nuovamente a tavolino con la dirigenza dell’Inter per studiare una situazione che possa incrementare il palmares del giocatore”.

Apcom

Lazio-Angeleri, accordo ad un passo

La telenovela Lazio-Angeleri dovrebbe chiudere a breve i battenti. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, infatti, l’entourage biancoceleste e gli agenti del giocatore, dovrebbe incontrarsi settimana prossima in Italia. Obiettivo, mettere nero su bianco la trattativa e chiuderla in cassaforte.

Il club capitolino ha già trovato l’accordo con l’Estudiantes, squadra che detiene il cartellino di Angeleri. Al club di La Plata andranno 3 milioni di euro, una cifra più alta rispetto a quanto messo sul piatto dai portoghesi del Porto.

Manca invece la firma del giocatore che, nonostante i tentativi dei suoi agenti di cederlo a mezza Europa, vedi l’ultima recente offerta appunto del Porto, si accaserà definitivamente a Roma.

www.goal.com

Carrizo torna giovedì, multa in arrivo?

Carrizo tornerà giovedì a Formello. Sarà il giorno dei chiarimenti. Perché la Lazio gli chiederà conto delle dichiarazioni rilasciate in Argentina. Per JP potrebbe scattare anche una multa. Nonostante la buona prova con la Seleccion, a questo punto Carrizo rischia di diventare un fantasma a Formello. Improbabile che il tecnico pensi a un avvicendamento con Muslera, da qui a fine stagione. Dunque, la storia con la Lazio di Carrizo sembra essere già finita. Lotito l’ha bacchettato venerdì: «Forse non conosce bene l’italiano». Come a dire: il motivo per cui sei stato escluso te l’abbiamo già spiegato, ed è tecnico. La strada è tracciata: Carrizo finirà in prestito all’estero, probabilmente all’Atletico Madrid. Se Muslera farà bene, arriverà un secondo (potrebbe tornare Berni, che ieri ha parato il secondo rigore consecutivo). Altrimenti, si punterà su un titolare: l’obiettivo è Marchetti.

Gazzetta dello Sport

Angeleri, firma vicina?

Ci siamo. Forse. Nel senso che il rebus Angeleri è vicino alla soluzione. I suoi agenti dovrebbero arrivare in Italia tra una settimana esatta: hanno infatti annunciato la loro partenza per l’Europa dopo la partita di domenica 5 aprile. La situazione è chiara: la Lazio ha in mano l’accordo con l’Estudiantes per 3 milioni di euro, più dei 2,5 offerti di recente dal Porto. Al contratto manca la firma del giocatore. Dunque, i suoi abilissimi agenti stanno cercando di creare un’asta, offrendo Marcos a mezza Europa. In Italia lo hanno fatto con l’Inter e pare pure con la Roma. La Lazio è sicura di andare a dama con un quadriennale. Intanto, a Formello hanno apprezzato il fatto che Maradona lo abbia schierato da centrale: è quello il ruolo che hanno pensato per l’argentino.

Gazzetta dello Sport

La Fiorentina tenta De Silvestri

Il romano, venti anni da compiere, cresciuto nel vivaio nella Lazio, attraversa un momento particolarmente delicato della sua breve, ma già piuttosto importante carriera. Questa sera raggiungerà gli azzurrini in ritiro per onorare la sua settima convocazione nella selezione giovanile, avventura partita nel 2003 con l’under 16. Dopo un brillante avvio caratterizzato da una discreta continuità di gioco, i suoi sogni di gloria sono stati spezzati dall’arrivo dello svizzero Lichtsteiner, giudicato da Rossi titolare inamovibile. Con soli 653 minuti di campo dall’inizio della stagione, la corte della Fiorentina che potrebbe farsi sempre più allettante e un contratto di scadenza nel 2010 che non escluderebbe l’ipotesi di uno svincolo a parametro zero, l’azzurrino si troverà a riflettere sul da farsi per non rischiare di imbattersi in un’altra annata infelice. Ci sono ancora nove giornate per rilanciare la sua stagione ma è tempo di scelte. Ieri a Formello 16 a 0 per i biancocelesti contro una rappresentativa Alitalia con tripletta di Zarate e Inzaghi. Non dovrebbe preoccupare una botta all’arcata sopraccigliare che ha costretto Tommaso Rocchi a lasciare l’amichevole. Completamente recuperato Meghni. Chiusura dedicata al caso Carrizo con le parole di Lotito: «Ma dove vuole andare? Ha un contratto con la Lazio e resterà alla Lazio».

Il Tempo

Scambio Ledesma-Acquafresca?

La Lazio, per la prossima stagione, è alla ricerca di un centravanti dalle determinate caratteristiche: alto, potente, bravo nel gioco aereo, pronto a fare a "sportellate" nell'area di rigore avversaria. Nei giorni scorsi, in tal senso, erano usciti nomi di Floccari, prima punta dell'Atalanta, e di Cruz, che a giugno si svincolerà dall'Inter.

Sembra però che il vero obiettivo della Lazio sia il bomber del Cagliari ma di proprietà interista Robert Acquafresca. Il calciatore, classe 1987, è già alla seconda stagione in Serie A ed è un centravanti dalle indiscutibili qualità. Per questo, però, Moratti e Mourinho sembrano intenzionati a riportarlo a casa e difficilmente accetterebbero di cederlo, a meno che non arrivi qualcuno pronto a mettere sul piatto una cifra di circa 15 milioni di euro.

Il club biancoceleste, però, potrebbe avere un jolly da inserire nella trattativa qualora decidesse di provare concretamente a prendere l'attaccante: Christian Ledesma. Il regista argentino, che a fine stagione dovrebbe ridiscutere la sua posizione contrattuale con la Lazio, se Delio Rossi lascerà Roma potrebbe andare a giocare altrove. L'Inter è una delle squadre più interessate al suo cartellino, perchè Mourinho lo stima molto e lo considera il rinforzo ideale per il centrocampo nerazzurro.

Potrebbe aprirsi, quindi, una clamorosa trattativa sulla base di uno scambio tra Ledesma e Acquafresca, scambio che nei piani della Lazio potrebbe essere alla pari, visto che anche il vicecapitano biancoceleste ha una valutazione che supera i dieci milioni di euro. Operazione difficilissima, ma forse non impossibile, che però poi potrebbe spalancare le porte ad un'altra clamorosa eventualità: quella della cessione di Tommaso Rocchi. Se dovesse arrivare un altro attaccante, infatti, considerando che la Lazio non vuole privarsi di Pandev e che Lotito ha più volte garantito che riscatterà Zarate, è probabile che l'attuale capitano possa essere messo sul mercato. Fantacalcio, per ora. In estate si vedrà.

Lalazioinrete

Angeleri, in settimana si potrebbe chiudere

Potrebbe essere arrivato l’ epilogo per la questione-Angeleri. Da ieri c'è anche una data per chiudere la trattativa: il presidente dell'Estudiantes, Rubén Filipas, ha confermato che dopo la partita contro il Gimnasia, in programma il 5 aprile, partirà per l'Italia dove tenterà di chiudere il trasferimento del difensore alla Lazio. La cifra che il club di La Plata dovrebbe ricevere dalla società biancoceleste è pari a 3,8 milioni di dollari. Intanto, domenica il difensore dell'Estudiantes ha esordito dal primo minuto con la Selecion Argentina, in un ruolo non pretamente suo: «Mi è toccato giocare da libero nella difesa a tre. Credo sia andata bene e potrebbe servire come alternativa per il futuro».
Oggi ultimo giorno di riposo per la Lazio che si ritroverà domani a Formello in vista della sfida contro il Siena.

Leggo

Oddo: Sbagliato discutere Rossi

«Rossi è il vero punto di forza della Lazio». Massimo Oddo, cinque anni ed una Coppa Italia con la Lazio ora al Bayern Monaco, non ha dubbi: per vincere Lotito deve confermare il tecnico: «Seguo ancora con attenzione le gesta dei miei ex compagni - spiega il terzino - e sinceramente non capisco perché venga messo cosi in discussione dopo che ha portato la Lazio in Champions con una squadra che sicuramente giocava contro formazioni superiori. Fossi in Lotito lo confermerei subito: ha dimostrato tutto il suo valore, facendo crescere i giovani, dandogli un valore, ci sono giocatori che adesso valgono 15 milioni. Basti pensare a Pandev, arrivato tra l'indifferenza generale, ora lo vuole mezza Europa».
Oddo non vede una Lazio in crisi: «Sta facendo quello che è nelle sue possibilità contro squadre che le sono certamente superiori. Ha dei grandi giocatori soprattutto in attacco ma che sono stati creati: erano grandi promesse e Rossi ha avuto la forza di farli crescere. Senza nulla togliere ai giocatori che ci sono oggi, alla Lazio non ci sono, i vari Crespo, Nesta e Mihajlovic».

L'ex biancoceleste, però, vede un futuro roseo per la Lazio: «Ha ottime basi, in primis l'allenatore che sa far crescere e valorizzare i giovani, vedi Zarate, Pandev e lo stesso Rocchi. Ha una base forte, giocatori importanti e di qualità che con i giusti ritocchi può arrivare in Champions, ma al momento ci sono almeno cinque squadre più forti». Oddo crede che per vincere, si debba per forza investire: «La squadra che spende il più delle volte vince, perché compra giocatori forti. Nell'arco di una gara chi spende meno può anche vincere, ma alla lunga i successi sono delle squadre che investono. La Lazio ha giocatori forti in diverse zone del campo, le altre squadre ce li hanno in tutti i reparti». L'ex biancoceleste vede un grande futuro per uno degli ultimi arrivati: «Zarate ha dimostrato di avere grandi qualità. Sono certo che farà una grande carriera».

Leggo

domenica 29 marzo 2009

Anche Rozehnal sbotta:"Lazio, Perchè non gioco?"

Ha rivisto il campo, ieri sera in Slovenia. Da titolare, cosa che nella Lazio non gli succede dall’8 febbraio, trasferta di Firenze. Da quel giorno, sette panchine consecutive per David Rozehnal, che hanno portato il difensore a porsi gli stessi dubbi di Juan Pablo Carrizo: «Perché non gioco? Non lo so», ha detto in un’intervista a «Dnes», il più importante quotidiano ceco. Un’altra spia di un malessere trasversale negli spogliatoi di Formello.

Meglio Cribari Rozehnal non è certamente sceso nella polemica come il portiere argentino. Però, incalzato dai giornalisti del suo Paese, non ha risparmiato qualche frecciata alla Lazio e a Delio Rossi. «Mi chiedete se sono in forma? Beh, non posso saperlo, visto che non gioco da sette partite (sei in campionato e una in Coppa Italia, ndr) e questo è un fatto indiscutibile », ha detto Rozehnal. E poi, a chi gli chiedeva se avesse parlato della cosa con il c.t. della sua nazionale, Rada, ha risposto: «Sì, mi ha rincuorato. Ho capito subito che davanti avevo un allenatore che credeva in me». Delio Rossi, invece, ultimamente un po’ meno: il tecnico gli preferisce Cribari, lo ha dimostrato anche a Catania, quando ha confermato il brasiliano titolare al fianco di Siviglia nonostante lo sfogo di una settimana prima. E nonostante la prova del reparto difensivo contro il Chievo non fosse stata esemplare: «È vero, è una situazione strana — ancora Rozehnal —. Non so perché Rossi non punti più su di me. No, con lui non ho parlato, pensavo che al massimo la mia assenza sarebbe durata un paio di partite. Non gli ho chiesto spiegazioni, non sono di quei giocatori che vanno dietro al tecnico per domandare che cosa sta succedendo».

Il futuro Rozehnal è deluso. Ha provato a trattenersi, non è il tipo che fa polemiche gratis. I giornalisti cechi hanno individuato i motivi dell’esclusione nell’amichevole con il Marocco dell’11 febbraio, tre giorni dopo la sua ultima presenza da titolare nella Lazio, contro la Fiorentina: «Eppure per quella partita mi misi d’accordo con il c.t. Rada per giocare solo un tempo — ha spiegato il ceco —. Così da Casablanca sono tornato subito a Roma, in buona condizione e pronto per gli allenamenti con la Lazio». Da lì in poi, invece, solo panchina. Così qualche dubbio è venuto a Rozehnal, in chiave futura: «In carriera non mi era mai capitato di restare fuori per un periodo così lungo, sette partite — ha commentato —. Con il Newcastle, ad esempio, al massimo ho saltato due gare. Se cambierò squadra? A nessuno piace stare in panchina. Neppure a me: sono pagato per giocare ». Maledette panchine.

Gazzetta dello Sport

Approfondimento: Mercato in uscita, situazione complicata

Al termine della stagione la Lazio si troverà ad affrontare la delicata questione del mercato in uscita, visto che diversi calciatori in esubero, attualmente dati in prestito ad altre società, faranno ritorno nella capitale. Analizziamo nel dettaglio la situazione, giocatore per giocatore:

Stendardo: Uno dei casi limite riguarda proprio il difesore, attualmente in forza al Lecce. E' finito in panchina nella compagine salentina, ma a fine campionato tornerà a Roma forte di un ingaggio fino al 2012 di circa 900.000 euro a stagione. Piazzarlo altrove, se si considera lo stipendio che percepisce, sarà molto complicato, anche perchè la sua stagione, sicuramente fino a questo momento non proprio eccellente, non contribuirà di certo a fargli avere un grande mercato.

Bonetto: E' in prestito al Livorno e prima di arrivare in Toscana ha firmato il prolungamento contrattuale con la Lazio, con tanto di adeguamento dell'igaggio. E' uno dei migliori terzini della Serie B, ed ha un discreto mercato sia nel campionato cadetto sia tra le compagini di seconda fascia in Serie A. Se il Livorno riuscirà ad essere promosso, potrebbe restare in maglia amaranto. Altrimenti andrà piazzato altrove, ma l'impresa non sembra poi tanto complicata.

Scaloni: Il terzino è in prestito al Mallorca e a giugno tornerà a Roma, anche lui forte di un contratto fino al 2012 da circa 600.000 euro a stagione. Arrivato ormai alla soglia dei 31 anni, in Italia non ha mercato. Potrebbe essere girato in prestito a qualche altra società spagnola, oppure tornare in patria. Ha un ingaggio abbastanza alto, però, per società di medio o basso livello, e piazzarlo non sembra affatto facile.

Baronio: Forse la questione più semplice è quella del biondo centrocampista attualmente in forza al Brescia. In Lombardia si è ritrovato, il suo contratto con la Lazio scadrà nel 2010, quindi è probabile ipotizzare un rinnovo del prestito tra i biancocelesti e le rondinelle, così da farlo arrivare, tra un anno, alla naturale scadenza del contratto che lo lega al club capitolino.

Makinwa: E' in prestito al Chievo, attualmente infortunato. Diccifile che possa restare a Verona, piazzarlo si preannuncia molto complicato. E' uno degli errori più grossolani della gestione Lotito, ha poco mercato in Italia e pochi estimatori all'estero. In compenso, è sotto contratto con la Lazio fino al 2012Trovargli una squadra sarà molto difficile.

Quadri: Ha un buon mercato nella Lega Pro. Piazzarlo, magari di nuovo in prestito o in comproprietà, non dovrebbe essere difficile.

Berni: Sta facendo molto bene nella Salernitana, in cui è stato spesso decisivo con parate "salva risultato". Il suo rendimento gli sta facendo avere diversi estimatori, ma se Rossi dovesse lasciare la Lazio non è escluso che possa tornare a Roma per fare il secondo.

Correa: E' uno dei migliori calciatori della Lega Pro, gli estimatori non gli mancano. Potrebbe essere prestato ad una società di Serie B, per testarlo in un campionato più competitivo, ma non è escluso che, almeno per la preparazione, possa restare nel gruppo biancoceleste per mettersi alla prova e giocarsi le sue possibilità con la Lazio.

Zauri: L'ex capitano è attualmente in prestito alla Fiorentina ed è probabile che i viola al termine della stagione decidano di non esercitare il diritto di riscatto per acquistarlo a titolo definitivo. Ha comunque un buon mercato, piace al Torino, al Napoli e al Bologna. Dovrebbe trovare una nuova squadra senza troppi problemi.

Lalazioinrete

Angeleri, i giorni della verità

Quella che sta per iniziare dovrebbe essere la settimana decisiva per capire quale futuro avrà il difensore della Nazionale argentina Marcos Angeleri, attualmente in forza all'Estaudientes ma in procinto di cambiare squadra al termine della stagione.

Sul calciatore ci sono quattro squadre: Porto, West Ham, Inter e Lazio. Lui preferirebbe tentare l'esperienza nel nostro paese e non a caso, qualche giorno fa, ha dichiarato che il suo futuro sarà molto probabilmente in Italia.

La questione è semplice, tra Lazio e Inter i biancocelesti hanno il gradimento della società argentina, mentre l'Inter è preferita dal calciatore, perchè ha presentato ad Angeleri un'offerta più vantaggiosa dal punto di vista contrattuale.

Il club di Lotito, però, come rivelato anche dal d.s. in pectore Igli Tare, vuole fortemente acquistare l'argentino, e nella prossima settimana è in programma un vertice tra la Lazio ed i rappresentati di Angeleri per cercare di trovare un accordo.

Una cosa, al momento, appare certa: per portare il difensore a Roma bisognerà ritoccare al rialzo l'offerta contrattuale che gli è stata fatta, e magari portarla dagli attuali 700.000 euro per quattro anni, ad una cifra vicina al milione a stagione.

Lalazioinrete

sabato 28 marzo 2009

L'Inter pensa a Ledesma

Secondo alcune indiscrezioni arrivate da Milano, la società nerazzurra avrebbe individuato nel calciatore della Lazio un possibile rinforzo per il centrocampo in vista della prossima stagione. Ledesma, infatti, sarebbe molto stimato dal tecnico interista Mourinho, e non è escluso che Moratti, al termine del campionato, provi ad acquistare il regista argentino.

Difficile però che la Lazio possa far partire Ledesma per una cifra inferiore ai 15 milioni di euro. Il calciatore, infatti, già da giugno potrebbe utilizzare l'articolo 17 per svincolarsi verso l'estero, ma per i trasferimenti nella stessa lega in cui si gioca la famosa legge non vale, e per il mercato italiano, quindi, Ledesma è sotto contratto con la Lazio fino al 30 giugno del 2011.

Lalazioinrete

Lotito: Zarate sarà riscattato al 100%

Ancora un mese di attesa per il tanto sospirato riscatto di Zarate, nuova icona del club biancoceleste. La risposta timida e incerta del campione a un bimbo che gli chiedeva notizie sul suo futuro ha fatto vacillare qualche certezza. «Non lo so, devo parlare con il presidente». Così Zarate ha glissato la domanda di un giovanissimo tifoso biancoceleste nel primo appuntamento del viaggio biancoceleste nelle scuole. A gettare acqua sul fuoco ci ha pensato, come sempre, lo stesso Lotito: «Manca esattamente un mese, perché mai dovrei riscattarlo con tanto anticipo? Il giocatore verrà riscattato al 100%». In prestito per due anni e con il diritto di riscatto in scadenza il 30 aprile, spetta solo a Lotito blindare il bomber per i prossimi cinque anni. Il numero uno della Lazio non manderà nessun emissario in Quatar per trattare con gli arabi dell’Al Saad, la sua strategia è molto più semplice del previsto: «Il 29 aprile scriverò la lettera al club del giocatore, se invece deciderò di rinegoziare al ribasso il prezzo del cartellino, manderò qualcuno a trattare con i dirigenti. Fine della questione». Cristallino. Unico scoglio, la cifra del riscatto che è lievitata notevolmente nel corso della stagione.

L’operazione costerebbe circa 17 milioni di euro, tanto valgono le qualità tecniche del 22enne ancora capocannoniere della squadra con 10 gol all’attivo. Nonostante il suo rendimento non sia stato esaltante nell’ultimo scorcio di stagione, Maurito si sta ampiamente guadagnando la stima del mondo calcistico italiano e l’interesse del c.t. dell’Argentina Maradona. Il suo ultimo sigillo è una doppietta contro il Bologna. Dallo scorso 28 febbraio ha sempre mancato l’appuntamento con il gol rimediando anche una panchina nella sfida col Catania seguita da un ingresso tutt’altro che risolutivo. Su di lui c’è ancora da lavorare. Malato di dribblomania, il ragazzo dovrà comprendere alcuni meccanismi di gioco e mettersi maggiormente a disposizione della squadra. Ma l’importante adesso è che Lotito non se lo faccia scappare. C’è solo da aspettare, come ci sarà da aspettare per capire il futuro del tecnico biancoceleste. Delio Rossi attende con evidente serenità la scadenza del suo contratto, senza fare pressioni. Ieri a Formello partitella otto contro otto con Dabo regolarmente in campo e Matuzalem impegnato nel recupero. Differenziato per Cribari e Inzaghi.

Il Tempo

Lotito blocca Carrizo, si apre l'enigma portiere

Intervistato nella giornata di ieri, il presidente biancoceleste ha detto la sua sulle recenti dichiarazioi rilasciate da Carrizo in Argentina. Le parole dell'estremo difensore della Lazio lasciavano presagire un addio a fine stagione, ma è stato lo stesso Lotito a smentire categoricamente ogni ipotesi di cessione: "Ma dove vuole andare Carrizo? E' finito in panchina solo per scelta tecnica, ha un contratto per altri quattro anni, resterà qui".

A questo punto, però, si apre nella Lazio l'enigma relativo al portiere. Appare infatti evidente che nella prossima stagione uno tra Muslera e Carrizo sarà ceduto, almeno in prestito, per andare a giocare titolare. Su chi punterà la società capitolina? La credibilità internazionale di Carrizo ed i soldi che ci sono voluti per portarlo in Italia suggeriscono di insistere sull'ex numero 1 del River Plate, ma fare previsioni in tal senso, per ora è impossibile. La società deciderà probabilmente tra uno o due mesi, chiedendo consiglio anche al (nuovo) tecnico.

Alessio Tramacere
Lalazioinrete

venerdì 27 marzo 2009

Continua la caccia a Bertolo

La Lazio, in vista della prossima stagione, sta continuando a pensare a Nicolas Bertolo, centrocampista argentino classe 1986 attualmente in forza al Banfield.

Il calciatore, che ha un passato nelle giovanili di Boca Juniors, è un centrocampista dal grande dinanismo, molto abile in fase di contenimento ma anche prezioso in zona gol, visto che in questa stagione ha già messo a segno sei reti.

Piace anche al Palermo (Sabatini, ds rosanero, è un suo grande estimatore) ed alla Fiorentina ed in passato, secondo alcuni, si sarebbe interessato a lui addirittura il Manchester United. Ha una valutazione di circa sei milioni di euro e non è in possesso della cittadinanza comunitaria.

Lalazioinrete

Il padre di Gabriele: "Per me il processo potrebbe anche finire oggi"

«Per quanto mi riguarda il processo potrebbe finire anche oggi». Giorgio Sandri ha sentito altri testimoni ribadire in aula che Luigi Spaccarotella ha mirato prima di sparare il colpo che ha poi ucciso suo figlio Gabriele l'11 novembre 2007 nell'area di servizio dell'A1 di Badia al Pino. Udienza importante, la quarta davanti alla Corte d'Assise di Arezzo. Perchè si comincia a delineare una dinamica precisa. «Ricordo che la pistola l'aveva già in mano- dice durante l'udienza uno dei testi- non l'ha impugnata dopo. Sono sicuro. Non con entrambe le mani. Non vorrei sbagliarmi, ma aveva un braccio teso in avanti». Con una o due mani, ma la posizione del poliziotto è confermata anche da Fabio Rossini, che vide la scena dall'autogrill: «Sono partiti due colpi, sul secondo ho visto puntare il poliziotto al di là di qualcosa che non si vedeva. Io ero sopra l'autogrill e c'era una specie di nebbiolina. Ricordo che cercava la posizione. Si fermava e si spostava come al poligono, puntava con tutte e due le braccia tese, con l'arma in entrambe le mani». Non vuol sentire altro il padre della vittima: «Vorrei ringraziare questi testi per la loro onestà civica, la mia sensazione è che abbiano detto quello che avevano detto gli amici di Gabriele ieri. E vorrei rispondere all'avvocato che sono attendibili anche quei ragazzi. Tutti dicono la stessa cosa. Per quanto mi riguarda il processo potrebbe finire anche oggi. Spaccarotella? Lui non mi interessa, mi interessa solo il processo».

Dire

NIENTE SCHERZI

Non aggiungiamo altro.

Riceviamo e pubblichiamo da Claudio: Presidente, basta prese in giro

Dalla nostra casella di posta elettronica, pubblichiamo un accorato appello di Claudio, tifoso deluso.

Premetto una cosa. Ho sempre stimato il Presidente Lotito e l'ho sempre considerato l'uomo giusto nel momento giusto, anche perchè credo che a livello amministrativo abbia svolto davvero un buon lavoro. Adesso però, mi sono stancato: se per il secondo anno consecutivo occupiamo una posizione di classifica mediocre, credo che la colpa sia soprattutto la sua, perchè questa squadra squilibrata tatticamente e senza mordente l'ha costruita lui. Lui ha deciso di tenere Delio Rossi, che già nella passata stagione avrebbe dovuto essere allontanato, lui ha rinnovato il contratto a tantissimi giocatori di bassa levatura, per poi invece portare allo strenuo le situazioni contrattuali dei nostri elementi di valore.

Presidente, le rivolgo nel mio piccolo un appello. Basta chiacchiere. Basta proclami. Basta prese in giro. Lei disse tempo fa che in tre anni avrebbe definitivamente rilanciato la Lazio. E oggi? Dove sono i risultati? Lei disse ad inizio stagione che questa formazione offriva lo stesso spettacolo che sapeva regalare quella allestita da Sergio Cragnotti. Ma oggi, la vede la realtà?

Un'altra cosa presidente. La invito a rinnovare presto i contratti dei nostri calciatori più importanti. Perchè il rilancio della Lazio passa da lì. Per competere servono i giocatori forti. E i giocatori forti costano, perchè nel calcio come nella vita la qualità si paga. Un ultimo pensiero, anche se so già che non varrà nulla: io tifo Lazio da 34 anni ed ho imparato ad amare questa squadra grazie a mio padre e a mio fratello. Non sono un tifoso dell'ultima ora, quindi. Ma le dico con tutta frachezza che se lei non riscatterà Mauro Zarate, io non farò più l'abbonamento, perchè il non riscatto di questo fuoriclasse sarebbe a mio avviso il chiaro sintomo che lei ci sta prendendo in giro. Ed io non ho la minima voglia di accettare una cosa del genere. Nemmeno per un amore grande, come quello che da sempre mi lega alla Lazio. Spero con tutto il cuore che lei saprà smentirmi.

Saluti e grazie per lo spazio.

Claudio M.

Matuzalem, servono una decina di milioni

Giugno è il mese cerchiato in rosso per Pandev. Molto prima, invece, si sbloccherà la situazione relativa a Matuzalem: il Tas è infatti orientato a concedere uno sconto al Saragozza sul cartellino del centrocampista. Matuzalem lasciò infatti lo Shakhtar sfruttando l’articolo 17 della Fifa.

Fu fissata una cifra di 6,8 milioni di euro da versare agli ucraini, ma ora il Tas abbasserà sensibilmente la cifra. La cosa interessa anche Lotito: nell’accordo dell’estate scorsa con il Saragozza (12 milioni di euro) c’è una clausola che permette alla Lazio di rivedere al ribasso la cifra per il riscatto, qualora il Tas scendesse dai 6,8 milioni. Dunque, a Lotito dovrebbero bastare circa dieci milioni per confermare Matuzalem.

Il brasiliano, intanto, ha lavorato ancora a parte a Formello nella doppia seduta di ieri. Ancora una giornata in altalena per Dabo: differenziato la mattina, in gruppo il pomeriggio. Inzaghi e Cribari hanno lavorato in palestra. Oggi è in programma una seduta pomeridiana. Stamattina, invece, Mauri, Muslera e Zarate incontreranno a San Vito Romano gli studenti della scuola media «Silvio Pellico» .

Gazzetta dello Sport

Pandev: Firmo a giugno e poi mi opero

L’occasione è un premio, il più importante, che Goran Pandev ha ricevuto martedì a Skopje. Il presidente della repubblica macedone, Branko Crvenkovski, ha infatti riconosciuto all’attaccante della Lazio la medaglia al merito sportivo per i risultati ottenuti. Pandev si è emozionato. E si è sciolto, anche davanti al taccuino: il contratto, l’infortunio, l’operazione a fine stagione e le scuse ai tifosi della Lazio per il rendimento negativo degli ultimi tempi.

Il contratto «Tutti sotto esame», ha detto e ripetuto anche ieri Lotito. Pandev non è fuori dal coro. Anche perché la trattativa per il rinnovo stenta a chiudersi in maniera positiva. Si è parlato dei giorni di Pasqua come quelli possibili per arrivare alla firma. Il macedone però sposta in avanti l’appuntamento, ma è fiducioso sull’esito positivo del rinnovo: «Sono soddisfatto di come stanno andando avanti le trattative con la Lazio — ha detto —. Credo che alla fine del campionato, probabilmente a giugno, firmerò il nuovo contratto fino al 2014. A Roma, i tifosi e la società mi trattano alla grande».

L’infortunio L’ottimismo di Pandev è la notizia migliore in un momento in cui, in casa Lazio, il futuro non è ancora chiarissimo: «Ma io sono abbastanza soddisfatto — ancora Goran —. Possiamo ancora qualificarci per l’Uefa: difficile che accada attraverso il campionato, anche per questo voglio vincere la Coppa Italia. Certo che, sia per il sottoscritto sia per la Lazio tutta, questa è stata una stagione altalenante. In molte occasioni la squadra non ha centrato i risultati sperati. Ma è anche colpa mia, che per un infortunio non sono stato all’altezza ». Pandev si riferisce all’unghia incarnita del piede destro che lo tormenta da diverse settimane: «Ho giocato spesso con questo infortunio, negli ultimi due mesi sono spesso sceso in campo con un’infiltrazione — ha spiegato il macedone —. Questo è una delle ragioni del mio brutto rendimento. Adesso il dolore si sta attenuando. Ma ho deciso che a fine campionato, dopo le partite di giugno con la Macedonia, mi opererò per risolvere il problema».

Il premio Pandev aspetta ora la sfida contro l’Olanda ad Amsterdam, il primo aprile. Intanto, si è gustato il riconoscimento ricevuto dal presidente della Repubblica: «È stato il giorno più bello della mia vita — ha commentato —, non è cosa di tutti i giorni ricevere un premio dalla massima carica del Paese. È merito anche dei miei compagni e di tutta la Lazio». Se poi davvero arriverà il rinnovo, allora la festa sarà completa anche a Formello.

Gazzetta dello Sport

Carrizo: Se non gioco me ne vado

Quella di Carrizo da ieri è diventata a tutti gli effetti una vera e propria telenovela, che si arricchisce giorno dopo giorno di colpi di scena. La terza puntata, andata in scena ieri, è stata certamente la più incredibile: Carrizo ha infatti annunciato che se resterà riserva, andrà via dalla Lazio. Dichiarazioni in crescendo quelle del portiere che un paio di giorni fa ha prima dichiarato di non capire il motivo per cui stava fuori, poi ha puntato il dito contro Rossi e infine, ieri, ha minacciato di andare via.

L'argentino, sottolinea di essere stato messo da parte non per questioni tecniche: «Il posto da titolare alla Lazio non l'ho perso sul campo - ha detto a TYC Sport - . Se il problema fosse stato questo farei autocritica, ma se dipende dal fatto che non piace la mia faccia o il mio modo di camminare, me ne devo andare. Se questa situazione proseguirà, dovrò scegliere la cosa più giusta per me».
Carrizo, pur ammettendo di non aver brillato, spiega: «Se si prendesse in considerazione il primo semestre e mi si dicesse "Juan hai incassato 15 reti, sta succedendo qualcosa, stai pagando un periodo d'adattamento", sarebbe abbastanza logico. Credo che i portieri sudamericani in Italia abbiano sempre avuto bisogno di un periodo di adattamento. Guardate Julio Cesar che è arrivato all'Inter, ha giocato male ed è stato ceduto in prestito al Chievo. Ora è il miglior portiere del mondo».

L'estremo biancoceleste non si capacita soprattutto di una cosa: «Alla Lazio sono una riserva, poi vengo in Argentina e sono il portiere della nazionale, questo è quantomeno molto strano». Carrizo, in ogni caso, non molla e si giocherà le sue carte fino alla fine: «Vedo che quando i giocatori sono riserve abbassano il loro rendimento. Io no, mi alleno tre volte di più per non dare al tecnico scusanti per non farmi giocare e in modo tale che, nel momento in cui dovesse toccare a me, potrei dimostrare a Rossi che si sbagliava. Voglio arrivare a casa con la consapevolezza di aver dato tutto, anche se non sono piaciuto all'allenatore».

Leggo

giovedì 26 marzo 2009

Difesa, spuntano Lugano e Edu Dracena

Si parlerà sempre più argentino a Formello. Mentre la squadra proverà a reagire dopo la sfuriata di Lotito, la società prova a programmare il futuro. Anche se pure qui ancora non si è capito se si costruirà con Rossi oppure le trattative verranno avviate a prescindere dall’allenatore. Di nomi sull’agenda del presidente e di Tare ce ne sono diversi. Il primo fra tutti è Marcos Angeleri, difensore dell’Estudiantes, classe ’84. I 3,8 milioni di euro sono la somma pattuita tra Lazio e società argentina per la cessione del difensore, ora c’è da trovare un’intesa sul contratto. Un accordo di massima già c’è, ma la prossima settimana i due manager di Angeleri arriveranno nella capitale e proveranno a mettere nero su bianco un contratto di cinque anni a 1,2 milioni a stagione.

«A giugno andrò a giocare per una squadra italiana», ha svelato ieri Marcos Angeleri. Che sarà il primo tassello. Rimanendo in difesa, il reparto su cui il club farà il maggiore sforzo, nel mirino ci sono due giocatori del Fenerbahce. Uno è il brasiliano con passaporto italiano Edu Dracena, classe ’81. Su di lui da tempo è avviata qualche timida trattativa, anche se il club turco chiede la bellezza di 5 milioni di euro. La Lazio però è fiduciosa di riuscire a ottenere un forte sconto, visto che ha un contratto in scadenza nel 2010. Oltre a lui c’è Diego Lugano, uruguaiano classe 80, anche se Lotito e il suo staff preferiscono il centrale brasiliano. Ne arriverà uno solo, comunque, anche perché i due sogni della Lazio sono Miranda del San Paolo e Felipe dell’Udinese, entrambi dell’84. Su quest’ultimo potrebbe esserci qualche margine di trattativa, mentre sull’altro si parla di cifre proibitive, tra i 7 e 9 milioni di euro, e di tante squadre interessate, come la Fiorentina e il Milan.

Dal reparto arretrato si passa al centrocampo. E qui, a parte definire le situazioni di Ledesma e Matuzalem (fondamentale), al club piacciono Luca Cigarini dell’Atalanta e Gokhan Inler dell’Udiense. Ma anche qui la pista più seguita è quella argentina. Nelle ultime settimane sta prendendo piede il nome di Javier Pastore giocatore dell’Huracan, classe ’89. Di lui si dice un gran bene, tanto è vero che, nonostante sia molto giovane (a giugno compirà vent’anni), sta completamente trascinando il piccolo Huracan nel campionato di Clausura, ora a due punti dalla vetta. La sua particolarità è che, oltre ad essere dotato di una incredibile tecnica e grande eleganza nei movimenti, ha anche grinta da vendere e doti da leader. In più, ricopre tanti ruoli, dal regista di centrocampo a esterno, trequartista e seconda punta. La Lazio, però, deve stare attenta perché sulle sue tracce ci sono Atletico Madrid e Barcellona, ma anche Arsenal.

Per l’attacco si sta seguendo un altro giovanissimo come Marco Perez, classe ’89 anche lui, ma già nel giro della nazionale colombiana. Questo ragazzo qualche settimana fa, durante una diretta televisiva, non ha nascosto la sua passione per la squadra laziale: «Sogno di giocare in Europa come tutti, ma sin da piccolino, grazie a Claudio Lopez, mi immaginavo con la maglia della Lazio addosso». La Lazio ha annotato, visionato e subito opzionato. A parte le varie trattative, la priorità assoluta ce l’hanno i rinnovi di contratto, Pandev e Ledesma, e i riscatti di Matuzalem e Zarate. Su quest’ultimo, però, il fatto che il fratello-procuratore Sergio sia rimasto per due settimane a Roma senza parlare con Lotito, fa riflettere parecchio.

Il Messaggero

L'opinione: Bisogna recuperare Carrizo

Visto che il campionato della Lazio ha ormai ben poco da dire, Delio Rossi deve provare in ogni modo a recupeare Juan Pablo Carrizo: per due motivi molto semplici. Il primo, è che l'estremo difensore argentino è costato quasi 8 milioni di euro, cifra che la Lazio non può permettersi di buttare dalla finestra.

Il secondo è che l'ex portiere del River Plate per essere diventato a soli 23anni il titolare della sua Nazionale e per essere stato inserito dalla Fifa tra i primi cinque migliori numeri uno al mondo, deve per forza avere delle qualità importanti, e va aiutato ad estrinsecarle.

Noi, anche se Muslera sta facendo bene, siamo sempre convinti che rinunciare a Carrizo in vista del futuro sarebbe un errore. Anche perchè, pur tra mille difficoltà, l'argentino ha fatto vedere anche nei suoi primi mesi di calcio italiano di avere delle potenzialità importanti, ed in questo senso non ci dimentichiamo il miracolo compiuto da JP nel derby d'andata su un colpo di testa a botta sicura di Vucinic.

Il numero 1 biancoceleste, inoltre, ha una personalità fuori dal normale, è un portiere di caratura internazionale (non a caso hanno preso informazioni su di lui club come Bayern Monaco e Atletico Madrid) ed in futuro non potrà che crescere. Questo periodo di panchina può essergli sicuramente stato utile per ambientarsi ed allenarsi, ma adesso è arrivato il tempo di rilanciarlo. Perderlo senza avergli dato nemmeno una possibilità sarebbe veramente una follia.

Alessio Tramacere
Lalazioinrete

Tre giocatori della Lazio tornano a scuola

Prende il via domani l’iniziativa “Lazio nelle scuole”, giunta ormai al terzo anno di vita. Dopo il successo delle due precedenti stagioni, infatti, tornano anche quest’anno gli incontri della società biancoceleste con gli alunni di elementari e medie di Roma e del Lazio , fortemente voluti dal Presidente Claudio Lotito. Domani mattina una rappresentanza della squadra incontrerà i bambini della scuola media “Silvio Pellico” di San Vito Romano, presso il teatro Caesar. L’evento è patrocinato dal Comune.

SsLazio.it

Consigli per la Lazio che verrà

Dove e come si deve rinforzare la Lazio? Di fronte a una domanda del genere è facile preparare una bella lista di giocato­ri, dal portiere al centravan­ti, dal centrale difensivo fino al fantasista, e poi mettersi in attesa e vedere che cosa accadrà. No, sarebbe inutile scrivere questa lista e snoc­ciolare soltanto qualche no­me, magari pure famoso e importante: sarebbe meglio, invece, che la Lazio - e quin­di il presidente Lotito - faces­se una bella riflessione sul tecnico del futuro e sceglies­se poi una strategia di mer­cato.

Perché è giusto pensare ad una squadra se resterà Rossi - e dalle ultime parole del patron ci sembra che la panchina di Delio non sia più così solida come sembrava - ed è giusto invece pensare ad un’altra se l’al­lenatore sarà diverso da quello attuale. Fatta questa premessa, riteniamo anche che dopo cinque anni Lotito debba cam­biare il suo modo di fare mercato: se con­tinuerà con le sue scommesse, spesso a co­sto zero, i tifosi biancocelesti dovranno prepararsi ad un altro campionato anoni­mo, senza emozioni, se non quelle di rab­bia e di delusione; se invece deciderà di spendere e di cercare qualche campione in grado di garantire il salto di qualità, al­lora potremmo anche rivedere una Lazio da vertice, se non da scudetto almeno da Champions anche in un torneo senza pena­lizzazioni.

Se oggi ci sono oltre quaranta atleti sot­to contratto, di cui più della metà inutili alla causa biancoceleste, è proprio perché non c’è mai stata una strategia a guidare certe scelte, se non quella dei giocatori senza un prezzo o dei giocatori in prestito da restituire al mittente l’anno successivo. Sembra un paradosso, ma le delusioni più grandi sono arrivate proprio dai pochi (presunti) campioni che la Lazio ha paga­to: facciamo, come esempio, solo i nomi di Carrizo, di Rozenhal e di Meghni. L’assen­za di un d.s. di esperienza, come Sabatini, non agevolerà di certo il lavoro di Lotito, che al calcio si è avvicinato solo da qual­che anno: ecco perché secondo noi il pre­sidente dovrà ascoltare soltanto il tecnico a cui affiderà la Lazio del futuro.

Ma a prescindere dal fatto che resti Ros­si oppure no, fondamentali saranno i rin­novi dei contratti di Pandev e di Ledesma, che non accettano più di essere pagati me­no di altri compagni molto meno determi­nanti per la squadra, come fondamentali saranno i riscatti di Matuzalem e Zarate, per i quali Lotito si è impegnato pubblica­mente. Poi almeno quattro acquisti di pri­ma fascia: un portiere, possibilmente ita­liano; un difensore, un centrocampista e un attaccante. Messi accanto ai migliori di oggi, potrebbero far nascere finalmente una Lazio da corsa.

Alberto Dalla Palma
Corriere dello Sport

Veron spegne ogni sogno: "Resto all'Estaudientes"

Il fantasista argentino Juan Sebastian Veron ha messo definitivamente a tacere le voci che lo avrebbero voluto lontano dall'Estaudientes nella prossima stagione. Il centrocampista era stato avvicinato anche dalla Lazio e nelle ultime settimane i tifosi biancocelesti avevano iniziato a sognare un suo clamoroso ritorno a Roma.

Possibilità che Veron ha completamente smentito nella giornata di oggi, dichiarando in modo categorico che non ha alcuna intenzione di lasciare la sua attuale squadra. Queste, in sintesi, le dichiarazioni del fuoriclasse argentino: “Da una semplice chiacchierata cominciano a tessere tante altre storie. Io sono stato chiaro ed ho sempre detto la verità. In questo momento penso solo all’Estudiantes, ho espresso la mia posizione ai dirigenti del San Lorenzo e mi hanno capito. Sono il Capitano dell’Estudiantes e voglio solo il meglio per la mia società, d'altronde sono tornato qui per concludere la mia carriera. Sono uscite tutte queste voci come se fossi già un giocatore del San Lorenzo e invece non c’è assolutamente nulla. Sono dell’Estudiantes che ha la priorità di rinnovarmi il contratto”.

Anche Foggia contro Rossi

«Lotito ha ragione, Rossi no». Posizione chiara, netta quella di Pasquale Foggia che dal ritiro con la nazionale azzurra, si schiera a favore del presidente biancoceleste: «Ha ragione, è giusto che dica quello che ha detto. Dovremmo cercare di tirare fuori tutto quello che abbiamo perché ci giochiamo la Coppa Italia e il posto in Europa».

Respinge, invece, in maniera inequivocabile le dichiarazioni di Rossi, che appare ormai giunto al termine della sua avventura a Roma: «Non credo che abbia ragione quando dice che non siamo una squadra. Speriamo di farlo ricredere».
Poche battute ma significative, figlie di un gruppo che appare ogni giorno più favorevole ad un cambio in panchina. Foggia prova a spiegare che cosa è che non funziona nella Lazio: «Sbagliamo gli approcci alla partite e questo comporta il fatto di dovere recuperare il risultato, a volte ci riesce e altre no. È un problema che abbiamo fin dall'inizio della stagione e non so dare una motivazione precisa. Alterniamo risultati e prestazioni importanti a brutte gare e sconfitte». Per Foggia servirebbero meno parole e più fatti: «Si è parlato tanto di Champions, di scudetto. La Lazio ha un valore alto, ci teniamo a fare bene ma purtroppo non ci riusciamo, abbiamo dei cali vistosi. Possiamo paragonarci a Genoa e Fiorentina, lo abbiamo dimostrato in tante occasioni. Purtroppo però la classifica non mi dà ragione. Se non centreremo la Coppa Italia o la qualificazione in Uefa si potrà parlare di fallimento».

Ma per il centrocampista nulla è perduto: «Con la Coppa Italia salveremmo la stagione anche se puntiamo al campionato, perché siamo a pochi punti dalla zona Uefa. Poi c'è un derby da giocare: sappiamo quanto sia importante per i nostri tifosi arrivare davanti alla Roma e tra gli obiettivi c'è anche quello di vincere il derby». La conferma che il rapporto tra giocatori e tecnico sia ormai compromesso arriva alla fine: il folletto napoletano non sembra troppo scosso dall'idea che Rossi possa lasciare la Lazio: «Se dovessimo fallire i nostri obiettivi le scelte le farà il presidente e spetterà a lui programmare il futuro». Insomma, Foggia non si strapperà i capelli...

Leggo

Tre argentini per la Lazio

Vangioni, l’ultima proposta in ordine d’arrivo a Formello. Angeleri, il primo acquisto pronto per essere chiuso. Pastore, un obiettivo che non si molla. L’Argentina centro d’universo per la Lazio che punta al mercato internazionale ed è in cerca di talentissimi. C’è un ponte che unisce Formello a Buenos Aires, c’è un ponte che lega la società ai club argentini. Tre giovani con passaporto italiano sono entrati nell’orbita biancoceleste, tutti e tre sono pupilli di Maradona. Un centrocampista, un difensore e un trequartista. Il più ”vecchio” è Marcos Angeleri, jolly difensivo dell'Estudiantes, classe 1983, il più ”piccolo” è Javier Pastore, centrocampista offensivo dell'Huracan, classe 1989. In mezzo c’è Leonel Vangioni, esterno di centrocampo del Newell's Old Boys offerto alla Lazio recentemente.

Il calcio argentino resta un felice approdo, la Lazio del futuro è destinata a veder crescere la colonia ricreata con l’arrivo di Ledesma, Carrizo e Zarate. Il mercato si è acceso: Lotito e Tare studiano gli obiettivi, raccolgono recensioni e relazioni, stanno già pensando al futuro. Il primo obiettivo è chiudere l’affare Angeleri. E’ arrivato il momento dell’incontro decisivo con il manager del difensore, avverrà a Roma tra pochi giorni: «Sono pronto ad arrivare in Italia» , ha detto ieri il nuovo pupillo di Maradona mostrando un ottimismo chiaro e sincero. E i quotidiani argentini danno per fissato il vertice finale, si consumerà entro la prossima settimana. L’operazione Angeleri è in dirittura d’arrivo, ma ne esistono altre che stanno in rampa di lancio. Non solo l’Argentina, la Lazio è vigile in Brasile e in Uruguay. Ha diversi nomi appuntati sul taccuino, alcuni sono svelati, altri vengono tenuti nascosti.

Corriere dello Sport

mercoledì 25 marzo 2009

Mauri verso Napoli?

Nonostante sia considerato dalla società un punto fermo della rosa e, nonostante lui stesso abbia più volte ammesso di non voler lasciare la squadra, i destini di Stefano Mauri e della Lazio a fine stagione potrebbero prendere strade diverse.

Ad ammetterlo è stato l'agente del giocatore, Tiziano Gonzaga che, intervistato ai microfoni di Radio Incontro, ha ammesso come ci siano possibiltà che il suo assistitolasci il club biancoceleste: "Sono sicuro che alla fine il presidente cercherà di trovare una soluzione, ma questa storia del giocare e non giocare facia sentire il giocatore come un leone in gabbia. Stefano ha sempre detto di trovarsi bene a Roma e alla Lazio, ma dovremo chiarire certi aspetti. L'articolo 17? Troveremo una soluzione che vada bene a tutti".

Il giocatore al momento non sombra essere uno degli intoccabili per Delio Rossi, viceversa sarebbero molte le squadre pronte a prenderlo: "Solo un anno e mezzo fa giocava in Nazionale, quindi credo possano essere diverse le squadre pronte a rilanciarlo. Il Napoli? A Marino piace e Donadoni l'ha convocato in Nazionale, però onestamente non conosco la situazione del Napoli. A Mauri spiace di non essere più preso in considerazione per la Nazionale, e questo gli sta dando una motivazione in più".

www.goal.com

Lazio, poco più di un mese e Zarate sarà libero

"Bisogna aspettare". La situazione di Mauro Zarate, che tiene in ansia i tifosi biancocelsti, è ancora lontana da una conclusione, felice o no che sia. Nello spogliatoio della Lazio, già agitato per i risultati insoddisfacenti del campo, serpeggia del malumore per via della mancanza di certezza sul futuro. Nonostante le dichiarazioni del patron Lotito, non è infatti ancora stato fatto nulla di concreto per riscattare Zarate dall'Al Sadd. Inoltre negli ultimi tempi diversi rumors hanno parlato di un'interesse di diverse squadre, fra cui il Milan, per il 22enne sudamericano. Calciomercato.it ha contattato Sergio Zarate, fratello e procuratore dell'attaccante, per avere delucidazioni e aggiornamenti sulla situazione.

Ciao Sergio, sei in Italia?
Sono in Argentina. Sono tornato oggi dall'Italia.

Sei stato a Roma per parlare con il presidente Lotito?
No, non ho parlato con il presidente.

Come sta evolvendo la situazione contrattuale di Mauro?
La situazione è sempre la stessa: il presidente deve trovare un accordo con gli arabi dell'Al Sadd. Noi non possiamo fare nulla.

Avete ricevuto offerte da altre squadre?
La proprietà di Maurito ce l'ha la Lazio, fin quando la Lazio non dice il contrario noi non possiamo parlare con nessuna squadra.

Hai parlato con l'Al Sadd?
No, non ho parlato con l'Al Sadd, sto solo aspettando che Lotito ci parli.

Visti i risultati deludenti della Lazio, i problemi per il rinnovo, Maurito è nervoso?Vuole ancora restare in biancoceleste?
Maurito vuole continuare con la Lazio, ma stiamo aspettando..

Quanta pazienza avete ancora?
Fino al 30 aprile, data entro la quale Lotito dovrebbe chiudere con gli arabi. Dopodiché vediamo...se entro il 30 aprile Lotito non ha parlato con gli arabi, allora noi saremo liberi di parlare con quasiasi squadra.

calciomercato.it

Angeleri, Lazio o Inter

Mentre si appresta a giocare la seconda partita con la maglia dell'Argentina, questa volta però nel ruolo di centrale difensivo (saranno ben felici a Formello) Marcos Angeleri è sempre più vicino a dare l'addio all'Estaudientes, società che l'ha lanciato e che l'ha portato nel grande calcio.

Come rivelato dallo stesso difensore, il suo futuro sarà quasi certamente in Europa, più precisamente in Italia. In quale squadra? Ancora non si sa, ma le pretendenti sono due e le variabili per Angeleri si chiamano Inter e Lazio.

I nerazzurri lo cercano da tempo e lo considerano l'ideale vice di Maicon, mentre il club di Lotito, già a gennaio, aveva trovato un accordo con l'Estaudientes per portarlo nella capitale sulla base di circa 3 milioni di euro. La Lazio, però, lo prenderebbe più per fare il centrale che l'esterno.

Lalazioinrete

Foggia: Senza Europa, un fallimento

Sarebbe un fallimento "per la Lazio non riuscire quest'anno a vincere la Coppa Italia o a conquistare un posto in Coppa Uefa». Pasquale Foggia è estremamente realista quando parla della sua squadra e della stagione fin qui costellata da troppi alti e bassi. «Secondo me la Lazio è forte e vale il Genoa e la Fiorentina - ha continuato il centrocampista laziale dal ritiro azzurro di Coverciano - ma purtroppo la classifica non ci dà ragione. Il presidente Lotito ci ha criticati duramente e noi cercheremo di dare il massimo da qui alla fine per centrare gli obiettivi rimasti. Faremo anche ricredere il nostro allenatore che ha detto che non siamo ancora una squadra"

Ansa

Lazio, attenta a non fare la fine di Icaro

Due settimane di sosta possono rappresentare un toccasana per alcune squadre e soprattutto per alcuni tifosi. C’è tempo per dedicarsi all’amata Nazionale Italiana, buttare un occhio a come se la cavano gli stranieri del proprio team nelle rispettive rappresentative, si può perfino accontentare il partner e programmare un’uscita domenicale. Ma non per tutti è sempre domenica…

C’è una tifoseria ferita nell’animo e nell’orgoglio, toccata da un atteggiamento a dir poco irritante dei propri beniamini, da un confuso allenatore e da un incoerente presidente. Sì, stiamo parlando della SS Lazio, meglio conosciuta nell’ultimo biennio come la SS Icaro. Troppo simile il cammino del personaggio mitologico a quello della squadra capitolina. Un mare di idee, sogni e possibile gloria ma, giunti ad un passo dall’obiettivo, tutto si scioglie come le ali di cera del figlio di Dedalo. E’ così che il tifoso biancoceleste è costretto a tartassarsi di domande e supposizioni di difficile interpretazione. Sarà la paura? Un blocco psicologico? E’ colpa di Rossi? La rosa è limitata? Ad avere tempo e spazio, servirebbe un mese e un server interi per scrivere tutto quello che sta passando nella testa del tifoso laziale.

Facciamo un passo indietro. Forte degli errori commessi nella precedente stagione (dodicesimo posto in campionato ed eliminazione al primo turno della Champions League) la campagna acquisti dell’attuale stagione fa pensare in grande con gli arrivi in prestito del talentuosissimo Zarate e dell’ottimo Matuzalem, oltre al già conclamato portiere Carrizo e il rientro di Foggia. La squadra parte a mille all’ora, Zarate fa il mostro, primo posto e tutti a sognare addirittura lo scudetto. Ma qualcosa di strano nell’aria si comincia ad avvertire. Pandev giustamente mugugna per i suoi 350.000 euro annuali, capitan Rocchi (al rientro) pretende spazio, Delio Rossi ha un contratto valido solo fino al termine della stagione, Zarate si prende una “ditata” da Tare per un’arrabbiatura post sostituzione, l’agente di Ledesma ha il disco incantanto sull’articolo 17.

Troppe distrazioni, troppi problemi, il rendimento cala vistosamente e comincia un’irritante altalena di risultati che culmina con la doppia sconfitta con Chievo e Catania delle ultime settimane. Nessuno è tenuto a parlare alla stampa, nessuno rinnova, nessuno viene riscattato, nessuno si impegna a mantenere la parola data. “Ogni cosa a suo tempo”, dirà l’unico incaricato ai microfoni. La società è scevra da debiti, c’è un grande settore giovanile, la rosa è adeguata per battere chiunque. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, i riscatti e i rinnovi sono oramai utopia pura, l’allenatore privo di contratto e motivazioni non lancia i ragazzi (paura di bruciarli si dice) e la classifica piange con un deludente nono posto alle spalle di Palermo e Cagliari.

Nonostante tutto, nel mondo del calcio non ci vuole un mago e a tutto si può rimediare. Il tempo stringe, ma c’è una finale di Coppa Italia da conquistare (partita secca all’Olimpico di Roma), i contratti dei giocatori non sono ancora scaduti e rimane un mese per riscattare due fuoriclasse da cui la Lazio non può permettersi di allontanarsi, ovvero Francelino Matuzalem e Mauro Zarate. La presenza di un direttore sportivo con relativa pianificazione degli acquisti (Sabatini manca da agosto), i contratti di sponsorizzazione e un progetto “vero” comprendente chiarezza sul futuro allenatore possono far finalmente sognare e pensare in grande una tifoseria che ne ha passate veramente di ogni nell’ultimo lustro, dalle troppe promesse mai mantenute alle continue delusioni, passando per un mercato mai completo.

Come direbbe il buon Antonio Lubrano, "la domanda nasce spontanea": nel cielo biancazzurro brillerà un sole splendente oltre alla solita stella? La società dice di sì? E’ giunta l’ora di togliere le scioglievoli ali di cera e comprare un resistente Jumbo per affrontare i viaggi più duri ed impegnativi della metà classifica del campionato di Serie A. Chi ha orecchie per intendere intenda…

Massimo Culello
www.goal.com

Idee per gli acquisti, si cerca un centravanti

Secondo alcune indiscrezioni uscite nella giornata odierna, il club biancoceleste sarebbe alla ricerca di un centravanti, per reperire quel numero 9 vecchia maniera abile nel gioco di sponda e sulle palle aeree che in effetti manca nell'attuale rosa della Lazio. In questo senso sono stati diversi, oggi, i calciatori accostati alla Lazio.

Cruz: Il calciatore interista sarebbe entrato da qualche giorno nei pensieri del presidente Lotito. L'attaccante è in scandenza di contratto e non ha un grande feeling con Mourinho. Potrebbe essere tentato da una esperienza nella capitale, ma a complicare le cose ci sono due fattori. Cruz attualmente guadagna 3 milioni di euro, ed anche se tra qualche mese sarà uno svincolato, difficilmente accetterebbe di ridurre drasticamente le sue pretese economiche. L'argentino, inoltre, va per i 35 anni, ed il suo acquisto striderebbe con il tanto sbandierato progetto giovani.

Floccari: Un'altra pista porta a Sergio Floccari, centravanti dell'Atalanta, autore di 12 gol nel corso di questa stagione. Il bomber nerazzurro piace molto alla Lazio, ma ha un grande mercato, ed è stato già bloccato dalla Juventus. Ha una valutazione di circa 10 milioni di euro, non è più giovanissimo ma è nel pieno delle sue potenzialità, e sicuramente lascerà Bergamo al termine della stagione. La società biancoceleste lo sta monitorando, ma scavalcare la Juventus non sarà facile e per farlo bisognerebbe iniziare a muoversi concretamente già da ora.

Acquafresca: Il nome più suggestivo è quello di Robert Acquafresca, centravanti del Cagliari ma di proprietà interista. Secondo alcuni potrebbe entrare in una trattativa con Ledesma (molto stimato da Mourinho) ma arrivarci sarà comunque difficilissimo. L'Inter ha tutta l'intenzione di puntare sul suo gioiellino e di riportarlo a Milano alla fine della stagione. Moratti potrebbe cambiare idea davanti ad una offerta sui 15 milioni di euro. Forse cifra un pò troppo impenativa per le casse biancocelesti.

Lalazioinrete

Consigli per Lotito, il rilancio in cinque mosse

In questi giorni difficili per l'ambiente laziale, tutti i tifosi della più antica società capitolina stanno scrutando l'orizzonte in attesa di capire quali siano i programi di Lotito in vista del futuro. La gestione del presidente biancoceleste sembra ormai arrivata ad un bivio: bivio che, molto probabilmente, nei prossimi mesi ci farà capire se la Lazio potrà tornare a competere per qualcosa di importante o se invece dovrà accontentarsi di vivacchiare anche in futuro nelle zone anonime della classifica. Ci permettiamo così di lanciare degli ideali cosigli all'attuale presidente della Lazio, evidenziando i punti attorno ai quali, secondo noi, sarebbe da far partire la fase di definitivo e concreto rilancio.

Punto primo: rinnovare immediatamente il contratto a Pandev, riscattare e blindare Zarate. Due interventi del genere rasserenebbero tutti e darebbero il chiaro messaggio che la Lazio c'è e che non vede l'ora di ripartire. Il macedone, anche se vive un periodo difficile, ha dimostrato di essere un campione. L'argentino è un genietto che in potenza può diventare uno tra i più grandi calciatori al mondo. Due elementi del genere, blindati e rimotivati, sarebbero sicuramente un grande punto di partenza per costruire la Lazio che verrà.

Punto secondo: individuare al più presto un allenatore giovane, carismatico, e dalla spiccata personalità. Uno con un passato importante, uno che possa sopperire all'inesperienza da tecnico (la società biancoceleste non può certo permettersi uno alla Benitez) con il prestigio acquistato quando era ancora un giocatore. Vengono così alla mente tre nomi: Zenga, Simeone, Mihailovic. Ci piacerebbe vedere personaggi del genere sulla panchina della Lazio, per dire addio al basso profilo che ha caratterizzato le ultime stagioni.

Punto terzo: affidarsi ad un direttore sportivo esperto e preparato, che affianchi Tare (dirigente che può avere un grande futuro), che aiuti la società tanto nel mercato in entrata quanto nei movimenti in uscita e che, dalla prossima stagione, aiuti il nuovo tecnico a relazionarsi con la squadra, fungendo da elemento di raccordo tra spogliatoio e socieà.

Punto quarto: Iniziare già da ora, ovviamente parlandone con il futuro allenatore, a pianificare la prossima campagna acquisti. La Lazio è una buona squadra per qualità tecnica, ma è stata costruita male. Bisogna acquistare due centrali di difesa di grande spessore, e almeno un paio di centrocampisti dalla grande dinamicità, in grado di garantire quel cambio di passo in linea mediana che è spesso essenziale per sbloccare situazioni di equilibrio. In questa, rosa, poi, manca un centravanti: uno in grado di far salire la squadra, di dominare l'area di rigore, di offrire una variante tattica al gioco palla a terra. Nelle prossime partite di campionato sarebbero da valutare i due primavera Kozak e Mendicino. Se i due non risultassero pronti al grande salto bisognerebbe intervenire sul mercato anche alla ricerca di un numero 9 vecchia maniera.

Punto quinto: togliere il potere a quei senatori che negli ultimi due anni stanno frenando la crescita della Lazio. I calciatori devono mettersi a disposizione della Lazio, senza pensare che sia la Lazio, invece, a mettersi a loro disposizione. Abbiamo ascoltato che quando si è andati in Champions, ad esempio, non si è rinforzata la squadra per premiare lo zoccolo duro che aveva conquistato la qualificazione. Follia pura, che ci auguriamo di non vedere mai più. Questa squadra deve essere sprovincializzata, e per farlo bisogna far capire a chi la comanda dall'interno che dalla prossima stagione si cambierà registro.

Da queste cinque mosse, secondo noi, passa il rilancio della Lazio. Cinque punti per capire se i biancocelesti potranno davvero ambire ad un futuro migliore, o se invece anche nella prossima stagione si ripresenteranno quei problemi che da due anni a questa parte stanno frenando la crescita della società capitolina.

Roberto Arduini
Lalazioinrete

Matuzalem vuole restare

Matuzalem sì, Veron ni. Fermo il campionato è tempo di mercato. La permanenza alla Lazio del centrocampista brasiliano appare ormai scontata. La conferma arriva direttamente dal suo agente: «È normale che un giocatore di tale spessore abbia estimatori all'estero, ma la sua priorità resta la Lazio. Lotito ha tutta l'intenzione di riscattarlo, per cui non ho ragioni per credere che, anche in caso di rifondazione, lasci la Lazio».

In Argentina, invece, il San Lorenzo è in procinto di offrire un importante contratto a Veron, centrocampista attualmente in forza all'Estudiantes, uno dei sogni dei tifosi biancocelesti.
Questa mattina, intanto, la squadra riprende la preparazione dopo tre giorni di vacanza.

Leggo

Carrizo: "Rossi non mi capisce"

Ormai è diventata una costante. In Italia non sono autorizzati a parlare, come varcano il confine i giocatori biancocelesti si sfogano. Ieri è stata la volta di Carrizo che, dal ritiro con la nazionale argentina, ha spiegato perché è clamorosamente finito in panchina.

Il portiere punta il dito su Delio Rossi: «Ci sono diverse motivi che spiegano il fatto che sono riserva. Quello che mi sta succedendo in Italia non è una questione di capacità. Mi stanno facendo pagare il mio stile, alcune cose per loro sono strane come ad esempio il mio modo di stare in campo e di colpire la palla, di fare una giocata o la "gambeta", tutte cose che a loro non vanno bene. Io provo a trovare un equilibrio per andare bene a loro, senza perdere il mio stile, ma Carrizo è uno, non ci sono altri modi di essere e non ho nessuna intenzione di cambiare. E' il mio stile. Ad alcuni piace ad altri no. Come ho avuto allenatori, vedi Passarella, che mi consideravano un grande portiere, ora ho un tecnico, (Rossi, ndr) a cui non gli piace il mio modo di affrontare la partita. Ma io voglio continuare ad essere così e non cambio».

Il portiere non parla espressamente del suo futuro, ma appare quanto mai chiaro che l'uno, Rossi, esclude la presenza dell'altro, in questo caso il portiere biancoceleste che però rincara la dose: «Secondo me basta una sola partita perché un tecnico si renda conto del valore che ha un giocatore, non è necessario valutarlo ogni domenica».

Carrizo ora si vuole godere la convocazione in nazionale: «Per me è molto importante avere la possibilità di giocare, perché non so che cosa pensa la gente in Italia nel non vedermi giocare. Ed ora ho due partite a disposizione per dimostrare il mio valore. Sono tranquillo perché Maradona, nonostante non stia giocando, mi ha detto che sono il titolare della nazionale».
Carrizo spera di giocare titolare al Mondiale: «Sono il portiere che è arrivato oggi perché chiamato da Maradona e che in questa settimana e nella prossima, deve fare il massimo per guadagnarsi altre convocazioni».

Leggo

martedì 24 marzo 2009

Idea Bizzarri per la porta

Secondo alcune indiscrezioni arrivate da Catania, la Lazio avrebbe chiesto informazioni al club siciliano sulla posizione di Albano Bizzarri, estremo difensore che in questa stagione molto bene ha fatto agli ordini di Zenga.

Bizzarri è nato nel 1977, è argentino ma ha anche la cittadinanza italiana ed in passato, oltre a far parte del giro della Nazionale Argentina, con cui però non è mai esordito, ha vestito anhe le maglie di Real Madrid e Real Valladolid.

Nella capitale, qualora la Lazio decidesse di intraprendere una vera e propria trattativa, arriverebbe per affiancare Muslera, visto che il destino di Carrizo, salvo clamorosi colpi di scena, sembra segnato.

L'ex portiere del River Plate, infatti, sembra destinato a lasciare la capitale, probabilmente in prestito. Su di lui, da tempo, si sta muovendo l'Atletico Madrid.

Alessio Tramacere
Lalazioinrete

Lotito, stesso film di un anno fa

Furia Lotito, ancora una volta. Oggi come ieri, oggi come l'anno scorso. Il presidente processò la Lazio. "Sono tutti sotto esame, i giocatori si devono scusare ed i tifosi non possono essere presi in giro, la squadra sembrava in vacanza, ha anche doveri e non solo diritti."

Sono frasi retrodatate, si riferiscono alla stagione 2007-2008. Lotito parlò così ad aprile 2008, dopo la figuraccia subita contro la Juventus (i biancocelesti uscirono sconfitti per 5-2 dallo stadio di Torino). Il presidente parlò duramente alla squadra, poi incontrò privatamente Rossi. Usò termini duri definendo "indecoroso" il comportamento espresso in campo.

Lotito non fece figli e figliastri. Accusò tutti, mise in discussione l'intero organico, l'intero staff tecnico, l'intero progetto: "Deciderò a fine stagione", disse il patron rinviando la conferma di Rossi. Ogni decisione fu rimandata al termine del campionato e della Coppa Italia (anche allora la Lazio era in corsa per la finale ma fu fermata dall'Inter nell'incontro precedente). Non furono escluse rivoluzioni totali (ed avvennero).

Le risposte arrivarono dai risultati, le figuracce contro Catania e Juventus fecero andare su tutte le furie il numero uno della società. Esplose pure Rossi: "Non meritiamo la Lazio, non si gioca così per la conferma, la società ne tenga conto", sparò a zero nel dopo Juventus. Il tempo passa, ma non cambia il film.

Corriere dello Sport

Che caos, tornano una marea di giocatori!

C'è un'altra Lazio da sistemare. Quasi venti giocatori, considerando anche alcuni ex primavera piazzati nella Lega Pro, rientreranno alla base al termine della stagione. E la situazione non sarà affatto facile da gestire, per un mercato in uscita che si preannuncia abbastanza caotico.

Dalla Fiorentina rientrerà Zauri (la società viola sembra orientata a non riscattarlo) e l'ex capitano ha ancora tre anni di contratto, a cifre abbastanza importanti. Stessa sorte avrà Stendardo, da qualche tempo a questa parte finito addirittura in panchina nel Lecce: il centrale campano tornerà nella capitale, forte di un accordo che lo legherà alla società biancoceleste fino al 2012 per circa 900.000 euro a stagione.

Sulla via del ritorno nella capitale c'è anche Makinwa. Il nigeriano non si è rilanciato a Verona: ha segnato un gol dopo due anni di astinenza, poi si è stirato. Improbabile che i veronesi possano decidere di tenerlo in rosa, anche perchè l'attaccante ha un ingaggio oneroso (circa 500.000 euro annui) per un club dalle limitate possibilità economiche.

E Scaloni? Non ce lo siamo certo dimenticato. Il terzino argentino tornerà a Formello dopo due anni di prestito in Spagna. Ha un contratto per altre tre stagioni a circa 600.000 euro annui. Piazzarlo altrove non sarà per niente facile.

Saranno da valutare anche le posizioni di Bonetto e Baronio. Il terzino sinistro sta facendo un buon campionato a Livorno, prima di andare in prestito rinnovò il contratto, e in estate farà ritorno nella capitale. Baronio, poi, è al Brescia in prestito e tornerà a fine stagione. Ha un contratto fino al 2010. Anche per lui bisognerà cercare un'altra sistemazione.

Così come bisognerà trovare una squadra a Quadri e ad Artipoli, attualmente prestati a società di Serie B. Potrebbe avere una possibilità nella Lazio, infine, il centrocampista argentino Correa. Sta facendo bene nella lega Pro e potrebbe fare almeno la preparazione a Formello, per essere valutato.

Roberto Arduini
Lalazioinrete

lunedì 23 marzo 2009

Un breve commento alle parole di Lotito

Tutti i mezzi di informazione che parlano di Lazio hanno rilanciato le dichiarazioni di Lotito, che annunciano fuoco e fiamme nei confronti della squadra e che rivelano che da ora in avanti tutti i componenti della rosa bianconceleste saranno da ritenersi sotto esame.

Ok. Va bene. Sono tutti esame. Ma la proprietà, quando ci si metterà sotto esame? Quando vedremo, da parte di questa società, qualche piccolo gesto di autocritica? Se la Lazio ha il decimo monte ingaggi della Serie A e gravita attorno al decimo posto, ci sarà un motivo o no?

Se la Lazio ha una rosa di circa quaranta giocatori, ma fatica a blindare quei pochi elementi di valore che ci sono, ci sarà un motivo o no? Questo dividere la realtà biancoceleste in buoni e cattivi non porta da nessuna parte. Quando le cose vanno bene, il Presidente si prende i meriti di aver scelto il tecnico, i giocatori, e tutto ciò che ne consegue. Quando invece arrivano i problemi, la società si defila, scaricando, di fatto, tutte le responsabilità sugli altri.

Così non si va da nessuna parte. Così come non si andrà da nessuna parte se si continuerà a fare di tutta l'erba un fascio. Questa squadra ha calciatori importanti. Pandev, Zarate, Ledesma, sono elementi su cui fondare il futuro e intorno ai quali costruire un gruppo in grado di ritornare a competere per traguardi importanti. Con investimenti concreti e interventi mirati.

Il resto sembra solo fumo. Parole vuote e sterili, che suonano quasi come un canto isterico di chi sta bene solo sul carro dei vincitori, ma si defila puntualmente quando c'è da assumersi la responsabilità di sconfitte o fallimenti tecnici.

Questo, ormai, è il quinto anno di gestione Lotito. La Lazio è arrivata decima nella prima stagione, sesta nella seconda (poi retrocessa per note vicende al quindicesimo posto), terza in un campionato decisamente anomalo e poi, l'anno scorso, è ripiombata al dodicesimo posto per i motivi che tutti conosciamo. Ora è nona, a nove giornate dalla fine.

Il bilancio di questa gestione societaria è palesemente insufficiente. E' ora che tutti se ne rendano conto per progettare un futuro migliore. La mediocrità fa male, la Lazio e la sua gente meritano altro. E' arrivata l'ora dei fatti, non più delle parole.

Lalazioinrete

Bisogna rifondare (quasi) tutto

Perdonateci per il titolo un pò forte, ma forse rende bene l'idea. Speriamo vivamente di vedere una vera e propria rivoluzione tecnica nella Lazio della prossima stagione. Bisogna cambiare quasi tutto. L'allenatore ormai ha fatto il suo tempo a Roma, così come gran parte dei calciatori.

A livello tecnico, serve una persona in grado di ridare slancio all'umore e all'ambizione di un ambiente che ormai rischia di abituarsi alla mediocrità che da qualche tempo a questa parte ha aggredito la Lazio. Suggeriamo Simeone, che sta studiando da Mourinho e che secondo noi con il suo carisma potrebbe rilanciare la piazza biancoceleste, ma andrebbe bene anche Mazzarri, che vista la rosa che ha a disposizione (Cassano-Pazzini a parte) a Genova sponda Samp sta facendo i miracoli.

Di giocatori ne lasceremmo ben pochi. Deve restare Zarate, a tutti i costi, che ha dimostrato di avere un talento immenso, bisogna blindare Pandev, e poi confermarne pochi altri: Foggia, Ledesma, Rocchi (che da bomber di scorta potrebbe essere preziosissimo), Lichtsteiner e i giovani, tipo De Silvestri, Diakitè o Radu, che hanno dalla loro parte la carta d'identità.

E poi? Poi bisogna investire. Comprare giocatori degni della piazza romana, acquistare elementi in grado di sprovincializzare la Lazio e di riportarla ai livelli che le competono. Innesti mirati, calciatori veri. Il problema? I giocatori veri si pagano. E' ora che Lotito metta mani al portafoglio. Prima per riscattare Zarate e per blindare Pandev, poi per costruirgli attorno una squadra all'altezza.

Lalazioinrete