sabato 31 ottobre 2009

Kolarov: Voglio restare qui

Fonte: www.corrieredellosport.it
Il miglior modo per chiudere il ca­so è professare amore, è professare la fede nei colori biancocelesti. Ed è questo che ha fatto. Non lascia la Lazio, vuole restare. L’­ha detto lui apertamente: «Resto, non potrei mai andare in un altro club. Ho un contrat­to solido. Non ho mai espresso il desiderio di lasciare la società». E’ stato al centro delle polemiche e delle contestazioni. I tifosi si so­no offesi, colpa del gesto sba­gliato rivolto nei loro con­fronti a Bari a fine partita, quando infuriava la protesta. Kolarov si è spiegato: «Non riuscivo a capire perché ci fi­schiassero e ci offendessero. Così sono andato sotto gli spalti ed ho applaudito ironi­camente. Poi la storia è stata gonfiata» . Ha parlato a Kurir, quotidiano di Belgrado, poi ripreso dalle tv serbe. Si è con­fessato, non ha avuto paura di farlo nono­stante i giorni roventi, nonostante il fatto che sia stato preso di mira. Ha sbagliato, lo sa. Deve mantenere la cal­ma, non può fare il contrario. E’ un istintivo, non è un ragazzo cattivo. Ha chiesto scusa martedì, durante il chiarimento andato in onda a Formello. I supporter biancocelesti hanno voluto incontrarlo. Non gli hanno ri­sparmiato cori offensivi, c’erano rimasti ma­lissimo. Già l’anno scorso era accaduto un episodio simile, rientrò praticamente subito. Ora Kolarov vuole rimanere concentrato, vuole riportare la Lazio in alto, vuole la feli­cità della gente: «La frustrazione dei tifosi andrà via dopo la prima vittoria. Abbiamo bisogno solo dei tre punti al fine di riprende­re la corsa con le squadre in lotta per una posizione tra il terzo e l’ottavo posto in clas­sifica. Quelle sono le zone che rispecchiano le nostre qualità». IL
CARATTERE - Kolarov è giovane, commette qualche errore, ha un carattere esplo­sivo quanto il suo sinistro, ma sta crescendo. Sta imparando a gestirsi, a controllarsi. Si considera uno vero. Non si è mai nascosto, non ha mai trovato finte giu­stificazioni, ha pagato gli sbagli commessi ed è stato il primo a riconoscerli. Kolarov ama la Lazio e l’ha detto chiaramente nel suo Paese. Se ci fosse la possibilità di parla­re senza limiti, di certo farebbe sapere an­che in Italia cosa pensa, cosa prova, cosa so­gna.

L’ACCORDO - Vuole restare a Roma, ha spaz­zato via dubbi e voci contrarie, indiscrezio­ni e presunti malumori. Kolarov ha un con­tratto sino al 2012, un contratto «solido» , l’­ha definito così. I primi approcci tra il ma­nager del serbo, Sergio Berti, e il presiden­te Lotito non hanno portato alla fumata bian­ca. C’è da trattare. Kolarov quest’anno potrebbe utilizzare la clausola Fifa per piaz­zarsi all’estero, ma questa possibilità non è mai stata ipotizzata né dal giocatore, né dal suo procuratore. La Lazio l’ha portato in Ita­lia, la Lazio l’ha consacrato, l’ha fatto esor­dire in Champions League, gli ha fatto con­quistare la chiamata alle Olimpiadi, l’ha fat­to diventare un punto di riferimento della nazionale maggiore. Aleksandar è un ragaz­zo riconoscente, è uno che non dimentica.

Stendardo torna in gruppo, a Siena con il 4-4-2?

Fonte: Il Tempo
Il tecnico avrà un giocatore in più su cui contare per cercare di portare la squadra fuori dalla crisi. Nessun segnale per quanto riguarda gli altri giocatori tra cui Ledesma, Pandev, Manfredini e Firmani: difficilmente, come ribadito dal presidente Lotito agli azionisti nell'ultima Assemblea dei soci e da Ballardini nell'ultima conferenza stampa, verranno nuovamente coinvolti nel progetto. Permane l'emergenza a centrocampo dove mancheranno Dabo e Matuzalem: il francese ha scontato la squalifica contro il Cagliari, ma è fermo per la fascite plantare al piede. Il centrocampista brasiliano è stato bloccato per un turno in campionato, così come in Europa League: nei prossimi due impegni resterà a guardare. L'emergenza è in parte rientrata con la presenza di Baronio che è tornato a disposizione di Ballardini. Per la partita di domani pomeriggio contro i toscani si va verso un 4-4-2: a centrocampo Brocchi e Baronio giocheranno in mezzo, con Foggia e Mauri sugli esterni. In avanti l'argentino Cruz sembra favorito su Rocchi. I dubbi di Ballardini riguardano la difesa: Radu è alle prese con una contusione alla coscia, ma le sue condizioni non destano preoccupazione. Ballardini, comunque, potrebbe puntare sulla coppia Cribari-Siviglia confermando Lichtsteiner e Kolarov sugli esterni. In porta, nonostante l'ultima prestazione poco confortante, ci sarà ancora una volta Muslera. Arbitrerà il fischietto toscano Pierpaoli, già protagonista dell'esordio in campionato dei biancocelesti contro l'Atalanta: nei cinque precedenti con l'arbitro di Firenze la Lazio ha ottenuto 2 vittorie, 2 sconfitte e un pareggio.

venerdì 30 ottobre 2009

Reintegrato Stendardo?

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Secondo alcune indiscrezioni Guglielmo Stendardo si sarebbe riunito al ritiro che sta svolgendo la Lazio in terra toscana e verrà convocato in vista del delicatissimo match di domenica contro il Siena. Per il difensore, quindi, sarebbe arrivato il tanto atteso momento del reintegro.

Se Ballardini salta, Mihajlovic o Beretta

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Nessuno lo dice apertamente, ma la sensazione è che in molti lo pensino. Se anche a Siena la Lazio non darà segni di reazione e non invertirà una rotta che la sta drammaticamente portando ad un passo dal precipizio, Ballardini sarà molto probabilmente allontanato dalla panchina biancoceleste. A tal proposito, per la sua eventule successione, si fanno due nomi: Mihajlovic e Beretta. L'ex tecnico del Bologna diversi mesi fa si incontrò con Lotito e fu uno dei nomi inseriti nella lista dei papabili successori di Rossi, mentre Beretta, un passato recente alla guida del Siena, è un tecnico abituato a navigare nelle zone calde della classifica.

Emergenza a centrocampo, Matuzalem salta Siena e Villareal

Fonte: Il Tempo
Serve il riscatto, ma per riuscire nell'impresa di vincere una gara di campionato (non accade dal 30 agosto) la Lazio non avrà Francelino Matuzalem, apparso il più in forma l'altra sera. È stato squalificato per un turno così come salterà la trasferta di Villarreal sempre per lo stesso motivo. A centrocampo non ci sarà Dabo, fermo fino a dopo la sosta per una fascite plantare. Ballardini può sorridere almeno per il recupero di Baronio che ha smaltito l'influenza. L'ex bresciano tornerà in cabia di regia con Brocchi al suo fianco e Foggia e Mauri sulle due fasce per il più classico dei 4-4-2. Le prime indicazioni dal fortino senese sono queste, con il solito dubbio in attacco tra Rocchi e Cruz, col primo favorito dopo le modeste prestazioni del centravanti argentino. Oggi allenamento nella quiete di Monteriggioni, dodici chilometri da Siena, vicinissimo al quartier generale del Catania che è venuto da queste parti per preparare la gara di Firenze. La Lazio è in difficoltà tanto da spingere gli scommettitori a quotare solo a 5 la possibile retrocessione dei biancocelesti, ormai a un solo punto dalla zona pericolo. Un elemento in più per capire quanto nessuno abbia più fiducia per la banda di Ballardini. Infine ieri sono stati resi noti i prezzi dei biglietti per Lazio-Milan dell'8 novembre: curve e distinti 20 euro, Tevere laterale 44 euro, Tevere Top 60 euro, Monte Mario 90 euro, tribuna Onore 120 euro.

Ballardini in dubbio? Tare non risponde

Fonte: Il Tempo
Paradossale il comunicato del club: «La Lazio è partita per il ritiro in Toscana». In pratica non si voleva far conoscere il luogo per problemi di ordine pubblico ma per rendere più interessante la ricerca sarebbe stato meglio allargare la ricerca a qualche altra regione della penisola. Basterà il ritiro per tornare a fare risultato? Di sicuro si è fatta la cosa più logica, ossia si è cercato di rimettere insieme i cocci per provare ad uscire dalla crisi di gioco e d'identità in cui si è sprofondati. Intento cresce il fermento dei tifosi pronti a disertare lo stadio nella sfida interna contro il Milan. Prima di partire per il ritiro il direttore sportivo Tare ha spiegato il punto di vista della società con Lotito che ha sposato il silenzio: «Abbiamo preso la decisione di anticipare il ritiro - dice il dirigente albanese - perchè siamo preoccupati per la situazione in cui ci troviamo e vogliamo restare concentrati e lavorare a testa bassa. Tutti sono dispiaciuti perchè c'è la voglia di far bene, manca quel pizzico di fortuna per sbloccare la squadra, ma abbiamo i mezzi per ritrovare la strada giusta. La contestazione? Non giudico, dico solo che i tifosi devono starci vicino per aiutarci, devono essere un valore aggiunto. Dobbiamo pensare partita per partita, non nel lungo periodo. Siena sarà molto importante. Ballardini? Non voglio neanche pensare alla sconfitta, non penso negativo, non voglio rispondere a una domanda del genere». Ma il bersaglio numero uno della contestazione è Lotito, tanto che nel tam-tam delle radio è emersa addirittura una linea di condotta paradossale: meglio andare in B se questa tragedia sportiva servisse per liberarsi dell'attuale gestione. Questo in sintesi il pensiero di una fetta della tifoseria non condivisa da chi (e sono molti) se la prendono con il tecnico Ballardini per non aver saputo dare un'identità alla squadra. Sotto accusa la dichiarazione nella quale ha spiegato di aver schierato l'altra sera Zarate centrale per contrastare Daniele Conti, svilendo il talento argentino come si fa con un qualsiasi mediano. Per queste ragioni non siamo all'ultima spiaggia ma poco ci manca perché, in caso di sconfitta, diventerebbe dura confermare questo allenatore col rischio di scivolare sempre più in basso, in attesa del riparatorio mercato di gennaio. Certo, l'aziendalismo del tecnico oltre al sorriso con cui si presenta in sala stampa dopo partite perse e mal giocate non hanno fatto breccia nel cuore dei tifosi. Anzi crescono i rimpianti per Delio Rossi e già circolano i nomi dei successori: si va da Mihajlovic, in buoni rapporti col presidente, alla candidatura stravagante di Zeman. Per il momento Lotito non ci vuole pensare, ma è chiaro che se nemmeno l'elettrochoc sulle colline senesi rianimerà la Lazio qualcosa bisognerà pur fare. A meno che non ci pensi la suina a fermare il campionato e il tracollo biancoceleste. Non resta che sperare nell'influenza del 2009 per arginare la discesa.

La panchina Balla

Fonte: Leggo
Il fondo è stato toccato. La sconfitta di Cagliari ha azzerato la doppia vittoria in Coppa Italia e Supercoppa Europea. Esaurito il bonus conquistato in quel di Pechino, Ballardini è entrato in confusione. Il tecnico non ha retto alla pressione di un ambiente certamente molto diverso da quelli di Cagliari o Palermo, le altre due città dove ha allenato. Le responsabilità vanno certamente divise con Lotito, che in estate non è riuscito a gestire le questioni di Pandev e Ledesma che da punti inamovibili di una squadra pronta a fare il salto di qualità, sono diventati due riserve. Ballardini però ha accettato in pieno la situazione, consapevole dunque di guidare una squadra indebolita rispetto alla stagione precedente.
Dopo un inizio confortante la Lazio ha iniziato a dare cenni di cedimento. Il tecnico ha iniziato con i suoi esperimenti tattici, cambiando modulo più volte anche a gara in corso e mandando in tilt anche i giocatori, disorientati da tutti questi cambiamenti. La situazione è precipitata e si è arrivati alla sconfitta con il Cagliari. Mercoledì notte una riunione fiume tra il tecnico, Lotito e il diesse Tare poi la decisione, comunicata stamani ai giocatori: tutti in ritiro per riordinare le idee. Ieri mattina la partenza per Monteriggioni, piccola frazione a 15 chilometri da Siena. Il futuro della squadra passa per la delicata sfida di domenica.
Questa volta non ci sono più prove d’appello: la Lazio può solo vincere, perché la zona retrocessione è ad un passo. Tra i giocatori non c’à rabbia ma solo sconcerto, soprattutto per le parole di Ballardini nel dopo Cagliari: «Vi faccio i complimenti per lo spirito mostrato questa sera». Lotito non è un mangia allenatori, ma l’ennesimo passo falso potrebbe già dividere le strade di Ballardini e del presidente. Si fa il nome di Mihajlovic come possibile sostituto, ma è troppo presto per fare certe ipotesi. La sfida di Siena, infatti, è il preludio ad una settimana molto delicata: giovedì i biancocelesti impegnati in Europa League affrontano il Villareral in Spagna, poi sarà la volta della sfida interna contro il Milan. Sette giorni di fuoco che potrebbero cambiare radicalmente il futuro della Lazio. Il diesse Tare, intanto, continua ad ostentare ottimismo: «Abbiamo i mezzi giusti per ritornare sulla retta via».

giovedì 29 ottobre 2009

Gestione Lotito: questo momento è la regola, non l'eccezione

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Ci siamo cascati anche noi. Sì, anche noi abbiamo distolto l'attenzione da quello che è il reale problema della Lazio . Già, perchè è vero che alcune letture tattiche di Ballardini lasciano davvero perplessi, e ne abbiamo discusso molto in questo sito, ma non bisogna mai dimenticare che tutti i fallimenti della Lazio attuale nascono nel 2004, quando Claudio Lotito assume il controllo della società capitolina.

Lo dice la storia. Lo sottolineano in modo chiaro ed inequivocabile i risultati raggiunti dalla Lazio in questi sei anni (come vola il tempo...). Da quando Lotito è presidente sono arrivati due titoli prestigiosi ed importanti, non lo neghiamo, ma per conquistare Coppa Italia e Supercoppa Italiana ai biancocelesti sono bastate sette partite sette. Decisamente poche per dare un giudizio equilibrato e complessivo sul valore della squadra allestita da parte della società.

Discorso diverso si può invece fare se si guarda quello che è successo in campionato. Le trentotto giornate necessarie al completamento della Serie A, infatti, forniscono un banco di prova molto più attendibile, a livello statistico, delle sei che occorrono per alzare la Coppa Italia, o della partita secca in cui si assegna la Supercoppa. E così proprio in campionato si può tracciare un bilancio più articolato su quello che questa gestione societaria è riuscita o meno a costruire.

Andando a ripensare agli ultimi sei tornei (compreso questo, ovviamente), ci si accorge che quanto sta accadendo ora non è un'eccezione, ma è la regola. Nell'anno di Mimmo Caso la Lazio arrivò decima, salvandosi all'ultima giornata sul campo del Palermo. Poi ci fu il primo biennio Rossi: la prima stagione si chiuse con un sesto posto, trasformato in quattordicesimo dalle decisioni della giustizia sportiva, la seconda con una trionfale cavalcata che, seppur in un campionato anomalo e decisamente poco competitivo, portò la Lazio a qualificarsi per la Champions League.

Poi, il nulla. Il niente più assoluto. Nell'anno della Champions, infatti, i capitolini chiusero la stagione in una posizione di classifica imbarazzante e terminarono il campionato al dodicesimo posto. L'anno dopo, e questa è storia recente, andò in scena lo stesso film e la posizione finale fu un decimo posto scialbo e senza senso, con la squadra che già a marzo non aveva più niente da chiedere al proprio torneo.

Ora siamo di nuovo qui, è stato cambiato l'allenatore, è stato cambiato il direttore sportivo, ma non sono cambiati i risultati. Anzi, sono peggiorati, di pari passo con l'indebolimento tecnico subito dalla squadra nell’ultimo calciomercato. La Lazio oggi è quattordicesima, un punto sopra alla terz'ultima che se il campionato finisse ora sarebbe condannata all'inferno della B.

Insomma, non bisogna sbagliare target e obiettivo. Ballardini sta deludendo, è vero. Alcuni calciatori potrebbero dare di più, è vero. Ma non può essere un caso, anzi sicuramente non è un caso, se da quando c'è Lotito, in quattro campionati su sei, la Lazio ha vissuto situazioni di simile mediocrità ed è stata spesso sull'orlo del precipizio.

Tecnico e squadra ora dovrebbero pensare a salvare il salvabile, e a togliersi il più presto possibile da questa pericolosissima posizione di classifica. Ma chi è attualmente a capo di questa società dovrebbe interrogarsi su quello che, dati alla mano, è ormai l'ennesimo campionato fallimentare dell'era della moralizzazione. Se Lotito non cambia registro, se Lotito non capisce che non si può continuare a gestire così una società di calcio con 110 anni di storia e più di un milione di tifosi, potranno cambiare gli allenatori (quattro in sei anni, Caso, Papadopulo, Rossi, Ballardini), potranno passare i calciatori, potranno avvicendarsi i dirigenti (Martino,Sabatini, Tare) ma mai, mai, si potrà costruire davvero un qualcosa di importante. Mai. Il calcio non si inventa. Nel calcio non si improvvisa. Se in quattro campionati su sei la Lazio non è andata al di là del decimo posto, un motivo c’è. E non è difficile da individuare.

Ballardini, stai rovinando Zarate

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Davide Ballardini non solo è stato autore fino a questo momento di scelte discutibilissime che hanno portato la Lazio in zona retrocessione. Sta anche rovinando il più forte giocatore visto all'Olimpico negli ultimi 10 anni, ingabbiandolo in un enorme lavoro di copertura che lo allontana dall'area di rigore e che lo porta praticamente sempre a giocare dietro alla linea della palla.

Molte volte, in questa stagione, Maurito ha fatto l'ala sinistra. Molte volte l'abbiamo visto rincorrere gli avversari fino al limite dell'area di rigore della Lazio. Ma ieri si è davvero toccato il fondo: il campione argentino è stato schierato praticamente da centrocampista centrale, a quaranta metri dalla porta avversaria, e una volta arrivato in conferenza stampa Ballardini ha candidamente affermato che "Zarate aveva il compito di marcare il regista del Cagliari".

Dichiarazione allucinante, atteggiamento tattico umiliante e riduttivo per un campione che è l'unico che può sollevare la Lazio in questo momento di grandissima difficoltà. Zarate è una punta, caro Ballardini. Fallo giocare da punta. Così stai rovinando un capitale, stai trasformando in mediano un genio del calcio con conseguenti enormi e inevitabili danni sia per lui che per la Lazio."Zarate doveva marcare il regista avversario". Un'affermazione folle che speriamo di non dover mai più sentire nel prosieguo della stagione.

Incredibile Ballardini: "Zarate? Doveva marcare il loro regista"

Fonte: Il Tempo-rassegna stampa www.lalazioinrete.blogspot.com
La Lazio non vince da due mesi, la zona retrocessione è a un passo: al triplice fischio dell'arbitro, il popolo della Nord ha invaso la parte antistante la tribuna autorità per andare a contestare il presidente Lotito che - fortuna sua - si era già defilato lasciando lo stadio in tutta fretta. Vitreo in volto, il presidente della Lazio ha preso atto della totale confusione che regna all'interno della squadra. I cori dei tifosi non hanno risparmiato nessuno: tutti nel vortice, allenatore in primis. Il gruppo dei sostenitori biancocelesti si è spostato successivamente verso l'uscita della tribuna Monte Mario, a ridosso della porta carraia per l'accesso dei pullman allo spogliatoio. I tifosi hanno superato il cancello e sono arrivati quasi a ridosso degli spogliatoi stessi prima di essere fermati e rispediti indietro. Il presidio davanti alla porta carraia è continuato tanto che il pullman della squadra è stato costretto a uscire dal lato della Curva Nord a tarda notte. L'unico a uscire da solo è Matuzalem, a piedi, ma nessuno ha contestato il brasiliano anche ieri sera migliore in campo. Ballardini intanto si presenta in sala stampa, l'umore non è dei migliori: «La Lazio non meritava di perdere, fino al gol del Cagliari avevamo avuto una grande occasione con Zarate - afferma l'allenatore con convinzione - la squadra a me è piaciuta per voglia, determinazione, spirito. I nostri avversari hanno avuto un paio di occasioni alla fine, nel primo tempo eravamo più ordinati, nella ripresa abbiamo avuto più furore». Ballardini cerca di difendere la sua squadra: «Accettiamo il risultato, accettiamo i fischi, ma ero molto più preoccupato domenica scorsa contro il Bari. L'atteggiamento della squadra col Cagliari mi è piaciuto, è un momento difficilissimo, cercheremo di superarlo. Zarate? Aveva il compito di chiudere il loro regista, nella ripresa ha fatto il trequartista: è stato il nostro giocatore che ha tirato maggiormente in porta. La contestazione? Ci sta tutta, io devo soltanto pensare a far bene il mio lavoro. Se poi ci sono persone che pensano che il mio lavoro non sia ben fatto, devo rispettare la loro idea. La squadra non si è mai risparmiata, non si è mai tirata indietro. Come allenatore di calcio non andrei in ritiro neppure il sabato sera, ma valuteremo tale ipotesi con società e squadra perché la partita di domenica è molto delicata». A Siena mancherà Matuzalem, che verrà squalificato: a centrocampo è piena emergenza, con Baronio febbricitante e Dabo bloccato da una fascite plantare. «È un campionato difficilissimo - conclude Ballardini - ma lo spirito della Lazio è quello giusto. A fine partita ho ringraziato tutti i miei giocatori perché hanno dato l'anima. Io sono partito dal nulla e sono arrivato con le mie forze in serie A: ho una media punti di 1.5, le mie squadre fanno 30 punti a girone, la mia storia dice questo». Ma la classifica dice altro, e il messaggio, sembra quasi un addio. Nella notte riunione tecnica con Lotito: probabile ritiro a Norcia.

mercoledì 28 ottobre 2009

Editoriale: Ballardini, MA CHE FAI???

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Quello che abbiamo visto oggi all'Olimpico ha dell'incredibile. La Lazio è una squadra debole, che rispetto all'anno scorso ha perso tre titolari e un comprimario di lusso, l'abbiamo scritto tantissime volte, ma l'allenatore ex Palermo in questo momento ci sta mettendo del suo. Se la società, quindi, è la principale responsabile di questa sciagurata situazione, anche il mister ravennate sta continuando a nostro avviso a prendere cantonate incredibili.

Lo schieramento tattico di oggi è stato un qualcosa di inguardabile: 4-2-3-1, con Zarate centrale dei tre, arretratissimo, praticamente poco davanti al centrocampo, a una quarantina di metri almeno dalla porta avversaria. Brocchi esterno sinistro offensivo che ovviamente, non per colpe sue, non è riuscito ad essere nè carne nè pesce. E Foggia, che da destra è stato fumoso come spesso accade, anche se a sua parziale scusante c'è da dire che i compiti di copertura cui è stato costretto l'hanno sicuramente frenato e condizionato, togliendogli libertà di inventare e freschezza atletica.

Assurdo soprattutto emarginare Zarate in quel modo: Maurito è l'unico in questa squadra che può inventare un gol. L'unico. E vederlo a fare praticamente il regista di centrocampo è stato quasi un'offesa all'intelligenza dei presenti allo stadio. Così non si va da nessuna parte, mister. Da nessuna parte. C'è la sensazione, diffusa, che lei voglia inventarsi qualcosa di clamoroso per stupire e strappare applausi, ma in una situazione drammatica come quella di oggi bisogna giocare semplice, valorizzando al meglio le qualità che si hanno. Lei ora non lo sta sicuramente facendo. Sveglia Mister. Si è davvero toccato il fondo. Adesso non bisogna iniziare a scavare.

Ennesimo tracollo, le nostre pagelle

Muslera 3
E' vero che poi ha salvato su Biondini quella che sarebbe stata la rete dello zero a due. Ma l'errore che ha regalato il vantaggio al Cagliari è stato degno del peggior Fantozzi. Seconda papera grave in dieci giornate. C'è da crescere, e tanto

Lichtstainer 4
Non scende mai sulle fasce e quando crossa lo fa alla viva il parroco. Mediocre quando c'è da impostare, sbadato in fase difensiva

Siviglia 4
Disordinato e incomprensibile quando nel primo tempo cerca sempre il lancio lungo per la testa di Rocchi o Zarate

Radu 4
Deconcentrato. Sbaglia controlli che sarebbero semplicissimi, ad inizio gara si perde Matri che per poco non sblocca il risultato

Perpetuini 6
Almeno fa filtro a centrocampo, aiutando Matuzalem e portando corsa e polmoni nella squadra più statica della storia. Incomprensibile il cambio ad inizio ripresa

Matuzalem 6.5
Il centrocampo della Lazio è solo lui. Mancherà a Siena visto che sarà squalificato e la sua assenza spaventa già da ora

Foggia 3
Inconcepibile, egoista, fumoso, irritante

Zarate 6
Ballardini, incomprensibilmente, lo fa giocare a cinquanta metri dalla porta. Maurito fa quello che può, le uniche accelerazioni sono le sue

Brocchi 4
Nell'assurdo schieramento proposto dal tecnico (4-2-3-1) fa l'esterno sinistro, ruolo che ricopre con impegno ma senza il minimo costrutto.

Rocchi 2
Il 27 agosto interpellato sul calciomercato, disse: «Quelli che ci sono stanno dimostrando di meritare la Lazio, per ora stiamo bene così». Niente altro da aggiungere

Cruz 3
Mobilità inesistente, tecnica da terza categoria: dove è finito il centravanti che ha fatto innamorare i tifosi dell'Inter?

Mauri 3
Sbaglia tutto quello che c'è da sbagliare

Ballardini 0
Allucinante: il suo 4-2-3-1 ha ricordato i tempi di Mimmo Caso. Squadra senza gioco, senza idee, senza corsa. Con l'unico giocatore in grado di far male agli avversari esiliato a cinquanta metri dalla porta. Follia pura. Dieci punti in dieci partite. Grazie e arrivederci, Mister.

Ballardini sbaglia tutto, Lazio a un passo dal baratro

Fonte: goal.com
Continua il periodaccio della Lazio che non vince da agosto in campionato. A differenza della prestazione col Bari, questa sera gli uomini di Ballardini si mostrano più convinti e intraprendenti, vogliosi di rifarsi soprattutto di fronte ai tifosi che non hanno fatto mancare contestazioni e fischi prima della gara. Ma questo non è bastato a ribaltare lo scivolone di Muslera che, con una papera su punizione di Conti a inizio ripresa, regala la vittoria a un Cagliari ben disposto in fase difensiva ma pericoloso solo a sprazzi in contropiede.

In campo – Dopo gli esperimenti delle ultime due gare, Ballardini torna al più classico 4-4-2. La sorpresa è senza dubbio il primavera Perpetuini in campo dal primo minuto al posto di Mauri, anche per le assenze di Baronio influenzato e Dabo squalificato. In difesa l’inedita coppia Siviglia-Radu, mentre Rocchi vince il ballottaggio con Cruz per fare coppia con Zarate, questa sera più arretrato del solito. Allegri conferma la difesa prevista e manda a sedere in panchina Dessena per Biondini. Cossu si piazza dietro alle punte Jeda e Matri.

Si gioca – Ritmi buoni nei primi minuti, un botta e risposta affidato a Zarate e Matri, poi la prima vera palla goal capitata ai biancocelesti con una bordata di Kolarov dalla linea di fondo, dopo un pregevole slalom tra le maglie rossoblu: Marchetti con qualche affanno respinge. Le rispettive difese si fanno valere e non lasciano spazio all’avversario, solo la rapidità di Cossu da una parte e di Zarate dall’altra sembrano ravvivare nella prima mezzora di gara una fase offensiva un po’ sterile da entrambe le compagini. Poi un lampo di Perpetuini che prova la botta da fuori rischia di beffare Marchetti, sorpreso da un’impennata del pallone in seguito alla deviazione di Astori. Nel finale Agostini strattona Zarate lanciato verso la porta sulla linea destra di fondocampo, ma secondo il direttore di gara è tutto regolare.

Nella ripresa è Ballardini a cambiare qualcosa, mandando in campo Mauri al posto di Perpetuini. Subito Zarate si rende pericoloso su un elegante appoggio filtrante dal limite di Matuzalem che aveva ricevuto dal defilato Rocchi: stop e tiro a incrociare dell’argentino, ma Marchetti c’è. Al 5’ sul ribaltamento di fronte arriva il fallo con relativa ammonizione ai danni di Mauri e l’inaspettato goal ospite: Muslera si fa passare sotto le gambe il rasoterra su punizione indiretta di Conti, poi Matri è lesto ad allungare il piede e ribadire in rete la palla, ferma sulla linea di porta. Lazzari prova poco dopo a raddoppiare con una botta da fuori che sibila vicino all’incrocio, ma poi è la Lazio a rifarsi intraprendente, prevalentemente con imprecisi tiri da fuori dei suoi due uomini più in palla, Zarate e Matuzalem. Una punizione insidiosissima di Kolarov per poco non filtra tra la selva di maglie. La Lazio mette su un vero arrembaggio con tiri da ogni posizione, Kolarov e Zarate i più attivi ma sempre poco incisivi. Il Cagliari punta sui contropiedi, spesso disinnescati dalla sempre più sbilanciata retroguardia laziale, ma costringe comunque Muslera a interventi miracolosi, al 71’ con Biondini e Conti da fuori area e al 90’ con un gran palo da parte di Lazzari, accentratosi dopo un dribbling insistito ai danni di Radu sulla destra.

La chiave – Non può che essere la papera di Muslera l’episodio che ha determinato il risultato della gara, nonostante la prestazione dei biancocelesti sia stata più costante rispetto a quella ospite.

La chicca – Sembra un modo per girare il coltello nella piaga, ma la rete del Cagliari risulta l’aspetto più curioso della gara. Conti riceve su punizione di seconda dal limite, fa partire un rasoterra di destro forte ma centrale: Muslera a terra si lascia sfilare la palla da sotto il fondoschiena e la lascia stazionare incredulo sulla linea di porta. Matri approfitta della dormita e si fionda in scivolata sul pallone mettendolo in rete.

Top&Flop – Nella Lazio un peccato per Muslera che per gli interventi della gara meritava una sufficienza piena, ma la papera gli costa cara. Attacco sufficiente solo con Zarate, anche se poco lucido sottoporta. Tra glia altri bene Kolarov e ottimo Matuzalem. Cagliari in generale sulla sufficienza, date le poche cose mostrate. Difesa attenta e Matri cinico. Jeda impalpabile, Biondini pericoloso ma fuori forma.

Baronio non ce la fa, spazio a Foggia

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Secondo le ultime indiscrezioni arrivate dal quartier generale di Formello Roberto Baronio questa sera non sarà della partita. Il regista bresciano, infatti, non ha smaltito l'attacco influenzale che l'ha colpito negli ultimi giorni e salvo clamorosi colpi di scena non sarà in campo.

Ballardini potrebbe così adottare il 4-4-2, inserendo Foggia sull'out di destra, spostando Brocchi al centro accanto a Matuzalem e schierando Mauri nel ruolo di ala sinistra. In panchina troveranno spazio Eliseu e Perpetuini.

Lazio-Cagliari: Ultime dai ritiri e probabili formazioni

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Lazio: Dubbi in difesa e a cantrocampo per Ballardini, che sembra orientato a tornare al 4-3-1-2. Dietro si giocano una maglia Siviglia e Radu, mentre a centrocampo tutto ruota attorno alle condizioni di Baronio, convocato ma non al meglio a causa di un forte attacco influenzale. In attacco Zarate è sicuro di un posto da titolare: accanto a lui si rinnova il "duello" tra Rocchi e Cruz, con il capitano in vantaggio per partire dal primo minuto.

Cagliari: Allegri deve fare a meno di Pisanu e Marzoratti ed ha intenzione di schierare il classico 4-3-3, con Cossu appena dietro a Matri e Jeda. A centrocampo ballottaggio Dessena e Biondini, mentre il nuovo acquisto Nenè, attaccante brasiliano che ha già segnato due gol in questo campionato, partirà dalla panchina. In difesa, confermatissimo Canini, nell'ultimo mercato più volte vicino ad un trasferimento in biancoceleste.

Probabili Formazioni

Lazio (4-3-1-2)
86 Muslera, 2 Lichtsteiner, 87 Diakitè, 26 Radu, 11 Kolarov, 32 Brocchi, 33 Baronio, 5 Mauri, 8 Matuzalem, 9 Rocchi, 10 Zarate. A disp: (1 Bizzarri, 13 Siviglia, 26 Radu, 7 Eliseu, 17 Foggia, 99 Perpetuini, 74 Cruz) All. Ballardini

Indisponibili: Del Nero, Scaloni, Meghni
Squalificati: Dabo
Diffidati: Kolarov, Matuzalem

Cagliari (4-3-3)
22 Marchetti, 21 Canini, 13 Astori, 6 Lopez, 31 Agostini, 4 Dessena, 5 Conti, 10 Lazzari, 7 Cossu, 32 Matri, 27 Jeda. A disp: (24 Lupatelli, 19 Brkljaca, 20 Barone, 18 Parola, 8 Biondini, 9 Nenè, 23 Larrivey) All. Allegri

Indisponibili: Pisano, Marzoratti
Squalificati: Nessuno
Diffidati: Cossu

Arbitro: Brighi di Cesena

Trent'anni dopo, VINCENZO VIVE

28 ottobre 1979-28 ottobre 2009: sono passati trent'anni da quel tragico giorno d'autunno in cui allo Stadio Olimpico di Roma perse la vita Vincenzo Paparelli, tifoso della Lazio ucciso da un razzo all'interno dell'impianto capitolino. Per questo oggi, prima della partita (più o meno verso le 17.30), sotto alla Curva Nord nella parte anteriore dello Stadio, sarà presente il figlio, Gabriele Paparelli, per deporre un fiore sotto alla targa affissa dai ragazzi della Nord a perenne memoria del povero Vincenzo. Interverranno anche Antonio Buccioni, Presidente della polisportiva, Pino Insegno (che interpreterà un brano del libro Cuore Tifoso), Giorgio e Cristiano Sandri. Per non dimenticare una tragedia che ha ucciso un uomo e un padre di famiglia, ma che non potrà mai cancellare Vincenzo Paparelli dalla memoria e dal cuore di ogni tifoso Laziale.

Convocati: recuperati Baronio e Siviglia

Fonte: ssLazio
Al termine dell'allenamento di questo pomeriggio, il tecnico Davide Ballardini ha diramato la lista dei convocati per la partita di campionato Lazio-Cagliari in programma domani alle 20:45, stadio Olimpico:Bizzarri, Baronio, Muslera, Cribari, Diakitè, Kolarov, Radu, Lichtsteiner, Siviglia, Brocchi, Makinwa, Matuzalem, Mauri, Inzaghi, Eliseu, Cruz, Foggia, Zarate, Rocchi, Perpetuini.

Clamoroso Ledesma: "Amo questa maglia"

Fonte: Cittaceleste.it
Dopo quattro mesi di silenzio, Cristian Ledesma non ne può davvero più di sentirsi tacciato di scarso attaccamento alla maglia. Non ha mai detto una parola sbagliata, si è sempre allenato con il massimo impegno proprio per amore di questa squadra, la sua squadra, la Lazio: "Amo questa maglia e non ho il bisogno di dimostrarlo con le parole - ha detto Ledesma in esclusiva a www.cittaceleste.it - Ho sempre dato tutto sul campo, la massima dedizione per la causa, ho un amore viscerale per i colori biancocelesti. Non capisco ancora come si facciano a dire certe cose dopo tutto quello che ho dato sul terreno di gioco in questi anni. Mi auguro solo di poterlo continuare a fare perché, lo ribadisco, darei tutto per la Lazio".

Dura contestazione a Formello

Fonte: Il Tempo
Il tutto condito da due petardi, una seduta d'allenamento interrotta, un servizio d'ordine eccessivo, accessoriato come fosse in una missione di guerra che - nelle difficoltà e nella delicatezza del ruolo - troppo spesso dimentica di avere a che fare con dei cittadini che pagano loro lo stipendio. I giocatori arrivano alla spicciolata pochi minuti dopo le quattordici: il capitano Rocchi si ferma a parlare per pochi minuti giustificando la prestazione indecorosa della squadra a Bari, Siviglia tira dritto così come Foggia, Dabo e Firmani. Il crocchio di tifosi fuori dal centro sportivo aumenta di numero: quasi duecento persone attendono l'inizio dell'allenamento. Alle 15.50 i giocatori scendono in campo, la reazione dei tifosi è immediata. Tutti nel mirino, a cominciare dall'allenatore accusato di essere «servo di Lotito» e di aver avallato in toto la politica societaria. Altro giro di campo, altre grida di scherno, questa volta nei confronti del direttore sportivo Tare che segue l'allenamento a bordo campo. Poi è la volta di Rocchi, Siviglia, Kolarov, Muslera: i primi due incolpati di essere filogovernativi, i due stranieri rei di aver rivolto gesti poco edificanti nei confronti dei sostenitori presenti al San Nicola domenica scorsa. La situazione è comunque sotto controllo, i sostenitori manifestano il loro disappunto con i cori, esplodono due petardi, il tecnico interrompe l'allenamento e decide di confrontarsi con i tifosi che arrivano fuori dal cancello principale di Formello. Arriva Kolarov, e chiede scusa per l'atteggiamento tenuto nel dopo partita a Bari. Scuse pubbliche, davanti a tutti, compresi il diesse Tare, il capo della comunicazione De Martino e altri giocatori. C'è anche Ballardini che prende la parola. «Pandev e Ledesma?» chiede qualcuno che vorrebbe il reintegro dei due giocatori. «Non giocano perchè hanno sputato veleno sulla Lazio» commenta l'allenatore. Poi è la volta del capitano Rocchi che prende il megafono e cerca di ammansire il clima esacerbato ma pur sempre tranquillo. «Siamo qui per chiedervi scusa della partita di m.... giocata domenica scorsa a Bari». Il capitano ci mette la faccia, ben presto viene incalzato dalle obiezioni dei tifosi che lo accusano di aver avallato la campagna acquisti. Rocchi prima nega «Non è assolutamente vero» poi chiarisce la sua posizione: «E' la società che fa il mercato, è il presidente che vende e compra i giocatori. Io faccio il professionista e non ho alcuna facoltà nel mettere bocca sulle scelte della dirigenza. E' evidente che tutti saremmo contenti se arrivassero giocatori forti per rendere la Lazio ancor più competitiva, ma io non mi posso permettere di intervenire sulla politica del club: vorrei semplicemente far capire questa cosa». A Formello scende la sera: i giocatori restano in ritiro nel centro sportivo dopo aver svolto poco più di mezz'ora di allenamento, i tifosi - parzialmente soddisfatti - si allontanano. Stesse parole, stesse giustificazioni, stessi intenti: la contestazione, ormai sembra un grande classico, un film in bianco e nero dai fotogrammi un po' sbiaditi.

Lotito non se la prenda, la contestazione è un segnale di vita

Fonte: Leggo
Al presidente Lotito che ricorda le due Coppe vinte dalla Lazio, che è convinto delle «grandi potenzialità» della squadra, replicano i tifosi. E, stavolta (petardi a parte), Lotito dovrebbe incassare e riflettere. Perché questa è una lezione: mentre il presidente si concentra sull’ipotesi di uno stadio, sulle battaglie legali con i dissidenti, sciupando quel talento e soldi, i tifosi danno un segnale di vita. Questa Lazio non è sola. Di questa Lazio bisogna rendere conto a un pubblico che non si è arreso alle sue strategie e pensa che le «grandi potenzialità» stiano meglio in campo che in tribunale.
Quanto a Ballardini (mai due anni nello stesso club: ci sarà un motivo, no?), poco da dire, la squadra gioca male. Ma Tare racconta che questa Lazio è più forte dell’anno scorso. Non può essere così, perché senza Pandev e Ledesma si è perso tantissimo, ma a questo punto scatta l’allarme. L’aziendalista Ballardini, rifletta, questo non è “lotitese”, è chiarissimo: con una squadra più forte, si dovrebbe andare più lontano. O si va a casa.

martedì 27 ottobre 2009

Videopillole biancocelesti: "Tritolo" Vieri

Christian Vieri ha dato poco annunciato il suo addio al calcio e così abbiamo pensato di dedicare il video di oggi a lui. E' stato biancoceleste solo per pochi mesi, ma gli sono bastati per entrare nella storia. Il centravanti, infatti, è stato decisivo nella conquista della Coppa delle Coppe, primo trofeo riconosciuto dall'Uefa vinto da una società romana, ed è stato protagonista di una tra le più forti Lazio di sempre, quella che, nel 1998-99, fu scippata di uno scudetto che sarebbe stato meritatissimo

Nel pomeriggio contestazione a Formello

Fonte: repubblica.it
Lazio contestata a Formello alla vigilia della sfida casalinga contro il Cagliari. Delusi dagli ultimi risultati (quattro punti nelle ultime sette giornate, la vittoria che manca da due mesi) e dal ko di domenica a Bari circa duecento tifosi hanno fatto sentire la loro voce al centro di allenamenti del club bianconceleste. Dopo mezzora di allenamento, all'esplosione di due grossi petardi fuori da Formello, il tecnico Ballardini ha prima sospeso il lavoro della squadra per una ventina di minuti, e poi ha fatto spostare i giocatori su un campo più lontano. Presi di mira dai tifosi soprattutto i giocatori, bollati come mercenari" e invitati ad "andare a lavorare". Cori 'personalizzati' per il presidente Lotito, Tare, Ballardini, Kolarov e Rocchi.

Crisi Lazio: faccia a faccia tra i calciatori a Formello

Fonte: Il Messaggero
Un patto per la Lazio. Ieri mattina prima di iniziare l’allenamento i calciatori hanno chiuso lo spogliatoio per parlare tra loro. Un duro faccia a faccia durato una mezz’ora circa, per mettere le cose in chiaro e per affrontare i problemi, prima che diventino irrisolvibili. Da buon psicologo Ballardini ha assecondato ogni cosa, assistendo in silenzio al costruttivo confronto tra i suoi ragazzi, anche perché il tecnico non è solito parlare dopo la partita, bensì prima di quella successiva o comunque durante la settimana.
Un chiarimento per capire soprattutto cosa è successo a Bari. Troppe cose non sono andate, con più di qualcuno che non ha giocato, con qualcun altro che non era in palla e altri che hanno badato troppo a loro stessi. Ultimamente ci sono troppi personalismi: siamo una squadra - si sono detti - e dobbiamo comportarci come tale. Si è fatto il punto della situazione e in qualche circostanza è volata qualche parola grossa, come accade in ogni famiglia. Una dimostrazione, se ce ne fosse bisogno, che lo spogliatoio è vivo e non separato a settori come qualche mese fa. Di sicuro questo gruppo non va compatto a cena una volta la settimana come accadeva quando c’erano personaggi come Liverani o Peruzzi, ma si sta costruendo e provando a cementare, sia pure a fatica. Si vedrà. I giocatori hanno anche discusso di problemi tattici, come non essere più stretti tra i reparti, ad esempio. Alla fine, comunque, la squadra è andata in campo, con la promessa di darci dentro e reagire immediatamente contro il Cagliari.
Parla anche Lotito che si schiera con il tecnico ma fa capire di non aver gradito la sconfitta del San Nicola: «La fiducia in Ballardini è intatta. A Bari abbiamo meritato di perdere ed è un campanello d’allarme per valutare tutti: dalla società al tecnico, fino ai giocatori. Domenica non hanno giocato e nessuno lo nega. I giocatori devono capire che i risultati si ottengono solo attraverso sacrifici, lavoro e spirito di gruppo». Oggi a Formello i tifosi hanno annunciato comunque la contestazione.
Per la sfida contro il Cagliari, Ballardini tornerà al 4-3-1-2 o addirittura al 4-4-2. Rischia di restare fuori ancora Siviglia ed è allarme per Foggia (botta al ginocchio) e Baronio che ieri non ha concluso l’allenamento, oggi se ne saprà di più. Fuori per squalifica Dabo. Matuzalem e Brocchi non sono al massimo ma verranno confermati a centrocampo. Ballottaggio Cruz-Rocchi in avanti.

C'è da correre ai ripari, quattro nomi per il mercato di gennaio

Fonte: www.corrieredellosport.it
Ballardini ha chiesto rinforzi al­la società. Li aspetta per gennaio, sono quelli non arrivati in estate. Un doppio mercato attende la Lazio, in entrata e in uscita. Si parte dal primo. Il tecnico ha bisogno di almeno due difensori, il re­parto da 4 anni si fonda su Siviglia e Cri­bari, da poco su Diakitè e Radu. Inoltre c’è bisogno di uno/due centrocampisti e forse anche di una seconda punta nono­stante l’acquisto del baby Barreto (17 an­ni).

DIFESA - La Lazio ha trattato Humber­to Rever del Gremio, classe 1985. Lotito e Tare non l’hanno perso di vista. Gilmar Rinaldi, manager brasiliano, era stato in­teressato per seguire l’affare. Ha avuto un contatto con Lotito anche nello scor­so week-end. I brasiliani non hanno in­tenzione di cederlo a gennaio, vogliono 7 milioni e puntano a venderlo a luglio (quando la sua quotazione potrebbe lie­vitare). Jonas Portin dell'Ascoli è il nome nuovo.

CENTROCAMPO - Un mediano e un vice­Baronio. Ecco cosa servirebbe. Alla La­zio piace Fernando Francisco Reges (co­nosciuto solo come Fernando), centro­campista del Porto, mentre per il regista piacciono molto a Ballardini Brescia­no e Simplicio del Palermo. Sono in sca­denza, non hanno ancora trovato l’accor­do con Zamparini, devono farlo entro il 30 dicembre. In caso di rottura con la so­cietà potrebbero essere sul mercato a gennaio.

ATTACCO - Due nomi. Pablo Aimar del Benfica, 30enne argentino con passapor­to spagnolo. E poi occhio ad Alejandro Dominguez (classe 1981), attaccante argentino in forza ai russi del Rubin Kazan. E’ un jolly, può fare tutti i ruoli, potrebbe essere utilizza­to come seconda punta. Dal 31 dicembre sarà un giocatore libero, si potrà acqui­stare a parametro zero.

Idea Alejandro Dominguez

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Secondo alcune indiscrezioni la Lazio avrebbe messo gli occhi sul centrocampista offensivo del Rubin Kazan Alejandro Dominguez. Il calciatore, argentino classe 1981, sta facendo molto bene in questa stagione, che lo vede protagonista anche in Champions League, ed ha la possibilità di svincolarsi a gennaio. Nel campionato in corso ha sengnato 11 gol in 15 partite, piace molto anche a Palermo e Fiorentina.

Domani torna la difesa a quattro

Fonte: Il Tempo
Ieri «processione» di giocatori alla clinica Paideia: Foggia è in dubbio per la sfida contro la sua ex squadra. Il talento partenopeo ha ricevuto un colpo al ginocchio e oggi le sue condizioni verranno valutate dal responsabile ortopedico del club biancoceleste Stefano Lovati. Una contusione che - visto l'impegno ravvicinato - potrebbe estromettere il giocatore dalla contesa contro i rossoblù. Problemi anche per il francese Dabo, espulso domenica scorsa a Bari. Al di là della squalifica per un turno comminata ieri dal giudice sportivo, il mediano sarà costretto a fermarsi per una decina di giorni per una fascite plantare. A centrocampo, comunque, dovrebbe tornare Baronio: il regista ha scontato la squalifica rimediata dopo l'espulsione contro la Sampdoria. Il giocatore ieri ha concluso la seduta di allenamento in anticipo, non è al meglio della condizione ma dovrebbe esserci. Controlli anche per Meghni e Del Nero, alle prese con problemi ai flessori: le condizioni dei due biancocelesti migliorano, presto torneranno in gruppo. Probabile ipotizzare un ritorno alla difesa a quattro dopo l'esperimento effettuato domenica scorsa a Bari: Lichtsteiner e Kolarov agiranno sulle corsie esterne, il tecnico potrebbe proporre una coppia di centrali con Diakitè e Radu. In mezzo Brocchi e Mauri saranno gli interni, Baronio il regista, Matuzalem il trequartista dietro alle due punte. Ieri è tornato a parlare ai microfoni di Sky Sport anche Daniel Fonseca, procuratore di Fernando Muslera: «Spero che tutto possa andare per il meglio - ha dichiarato l'ex attaccante di Roma e Juventus - ho avuto modo di parlare con Lotito, mi auguro che sul rinnovo contrattuale non ci siano sorprese». Intanto è slittato a domani il sorteggio dell'arbitro terzo per la vertenza Pandev: nei prossimo giorni verrà fissata la data dell'udienza per la richiesta di svincolo unilaterale con procedura d'urgenza avanzata dal giocatore macedone.

E Lotito tira in ballo l'ambiente...

Fonte: Leggo
In casa Lazio è bufera. Bocche cucite a Formello, parla solo Lotito che conferma Ballardini e rilancia le ambizioni della squadra: «La fiducia nel tecnico è intatta. La sconfitta di Bari è un campanello d’allarme per valutare la Lazio, dalla società al tecnico, fino ai giocatori. Però non bisogna creare un allarmismo esagerato perché siamo solo all’inizio del campionato. La Lazio ha grandi potenzialità che deve solo esprimere».
Il presidente non vuole sentir nominare la parola crisi: «Abbiamo una situazione deficitaria di risultati che non sono però lo specchio effettivo delle prestazioni della Lazio». Lotito vede un campionato difficile per tutti: «Non solo perché c’è un classifica cortissima, ma anche perché c’è una maggiore omogeneità tra gli organici, e una mentalità diversa senza squadre remissive. Fare un consuntivo adesso è prematuro, non bisogna essere disfattisti».
La squadra è passata bruscamente dal trionfo di Pechino alle inquietanti dichiarazioni di Ballardini, che domenica ha candidamente ammesso come la Lazio si debba «guardare dalle squadre che le stanno dietro». Il numero uno biancoceleste, però, chiede a tutti di non dimenticare quanto fatto fino a questo momento: «Abbiamo vinto due coppe. Eravamo partiti bene, poi abbiamo avuto un calo. E’ chiaro che ora servono i risultati, anche se l’ambiente ostile non ci aiuta».
Ieri lungo faccia a faccia tra Ballardini e i giocatori. Mezz’ora di serrato colloquio per capire i motivi dell’inaspettata debacle di Bari. Il tecnico ha messo tutti sotto esame ed ha chiesto alla squadra una pronta reazione, domani contro il Cagliari all’Olimpico, spiegando che per uscire dal momento negativo c’è un solo modo: «Vincere». La Lazio è attesa da due gare che sono praticamente uno scontro diretto per non sprofondare nei bassifondi di una classifica a dir poco deficitaria.
Come se non bastasse inizia a montare sempre di più la questione dissidenti. Ormai in guerra con Pandev, la Lazio sta per arrivare allo scontro frontale anche con Ledesma, che invece sembrava voler ricucire il suo rapporto con Lotito.

lunedì 26 ottobre 2009

Editoriale: Nessuna sorpresa, questa squadra è scarsa davvero

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
La frase "noi l'avevamo detto" ha sempre un suono fastidioso, soprattutto quando le cose si mettono male e ad avverarsi non è una profezia positiva ma un presagio nefasto. Ma non possiamo esimerci dal pensare che noi, della situazione che sta vivendo oggi la Lazio, non siamo affatto sorpresi.

Lo ripetiamo per l'ennesima volta: quella capitolina, tolto il fenomeno Zarate (e che il Dio del calcio lo conservi integro fino alla fine, altrimenti il rischio di assistere ad un campionato drammatico sarebbe ancora più concreto) è una squadra scarsa, costruita male, senza capo nè coda. Debole in difesa, dove Cribari, Diakitè e Siviglia non offrono adeguate garanzie, impresentabile a centrocampo, dove ci sono tre giocatori che hanno passato i trenta anni (Brocchi, Dabo e Baronio), e un calciatore molto forte, Matuzalem, che da due anni non riusciva a giocare con continuità e che anche in questa stagione ha messo in mostra molto spesso una difficoltà di tenuta evidente, che lo ha portato diverse volte a chiedere il cambio verso il sessantesimo minuto di gioco.

Quando si hanno due reparti importantissimi come il pacchetto arretrato e la linea mediana in queste condizioni, non c'è da stupirsi se la squadra si trova nelle parte destra della classifica. A questo, poi, c'è da aggiungere l'allenatore: la Lazio odierna vale secondo noi il decimo-dodicesimo posto. Se Ballardini riesce ad essere un valore positivo può portarla ad occupare l'ottava-nona posizione, se invece l'ex mister del Palermo prende cantonate clamorose come è successo ieri e contro la Sampdoria, il rischio di sprofondare nella zona riservata a chi lotta per non retrocedere è enorme.

Quello che è successo a Bari l'abbiamo visto poche volte sui campi di Serie A. La Lazio era sotto di un gol e non stava brillando, ma aveva tutto il tempo per provare almeno a pareggiare. Invece il suo allenatore ha fatto quello che di solito si diverte a fare un bambino che gioca alla playstation: sotto di un gol? Bene, dentro tutte le punte. Così nei secondi quarantacinque minuti la Lazio è scesa in campo con una sorta di improbabile 3-3-4, ed il Bari ha seriamente rischiato di finire la partita in goleada.Il principale responsabile di questa situazione è chi in estate ha allestito una squadra senza capo nè coda, ma anche il Mister non può fare simili errori, perchè altrimenti davvero si rischia di sprofondare nella lotta per non retrocedere.

In questo senso, mercoledì e domenica, la Lazio sarà protagonista di due scontri decisivi contro Cagliari e Siena. Bisogna fare almeno quattro punti, altrimenti la situazione da imbarazzante diventerebbe drammatica. Nel frattempo si spera che questi risultati stiano aprendo gli occhi al Presidente Lotito, che dovrebbe almeno capire una cosa che nel calcio sembrerebbe abbastanza scontata ma che forse per lui fino ad oggi non lo era. Se uno ha una squadra che arriva decima e perde diciotto partite senza avere il problema del doppio impegno settimanale, e a quella squadra, nell'anno in cui gioca l'Europa League che toglie energie fisiche e mentali, leva tre titolari come Rozehnal, Pandev e Ledesma, e una riserva di lusso, come De Silvestri, senza che nessuno di questi venga sostituito, non si può sorprendere di ritrovarla al tredicesimo posto in classifica.

Per il bene della Lazio, ora, bisogna augurarsi due cose: che Ballardini trovi il modo per risollevare almeno un pò questo gruppo, magari evitando alchimie tattiche inutili e proponendo un semplicissimo 4-4-2. E che Lotito inizi sin da oggi a lavorare davvero sul mercato per porre rimedio a gennaio, almeno in parte, ai clamorosi errori di valutazione commessi in estate. Se queste due cose non avverranno l'attuale stagione rischia di entrare nella storia. Ovviamente, però, non per cose positive.

Cagliari e Siena, due scontri salvezza

Fonte: Il Tempo
Ora ci sono due scontri salvezza con Cagliari e Siena ma se non si fanno punti, si va sempre più in giù. Non può essere l'Europa League l'alibi per le prestazioni dei biancocelesti che se non avessero vinto (con fortuna) le prime due gare sarebbero stati ultimi. Un disastro che non si ricordava da anni senza nemmeno un raggio di luce almeno fino a gennaio quando si potrà tornare sul mercato. La squadra è costruita male e guidata ancora peggio in questi primi due mesi. La gemma di Pechino resta una vittoria che a questo punto è stata fuorviante per Lotito e Tare che forse hanno creduto di aver risolto i problemi col cuore, col gruppo quando invece servivano giocatori di livello. Del resto la Lazio l'anno scorso è arrivata dodicesima e ha perso Ledesma e Pandev, vale a dire due perni importanti. Quindi, squadra più debole e risultati ancora più scadenti se si esclude l'Europa. Errori gravi da parte di tutti, anche di un allenatore che cambia modulo ogni venti minuti aumentando la confusione nei giocatori ricordando Carlos Bianchi ai tempi della Roma. Giovedì era stato bravo a salvare la baracca, stavolta ha fatto danni con una presunzione che porta la Lazio sempre più in basso. Già, ci vorrebbe un po' di umiltà. Lotito richiami la sua truppa alle armi perché il pericolo è dietro l'angolo e non va sottovalutato. Da subito.

Ballardini: "Pensiamo a restare in A"

Fonte: Leggo
«Una Lazio scadente. Abbiamo fatto una brutta figura ed io sono il primo responsabile». A fine gara Davide Ballardini non cerca scuse ed anzi lancia un inquietante allarme: «Siamo preoccupati perché io avevo un allenatore che diceva che per vincere il campionato o arrivare in Coppa Uefa si deve rimanere in serie A. Abbiamo tante squadre avanti a noi e poche dietro».
Il tecnico poi candidamente ammette come la squadra «sia diversa rispetto allo scorso anno perché oltre a Ledesma e Pandev, non ci sono De Silvestri e Rozenhal». Ballardini non cerca alibi, però: «E’ un momento difficile, ma dobbiamo essere bravi a superarlo. Bisogna che con grande umiltà ci rendiamo conto che le difficoltà sono tante. La sconfitta è preoccupante per come è venuta». Questa dunque la medicina del tecnico: «Con la serietà, con il lavoro e insieme». Come da tradizione, invece, quando la Lazio perde, il presidente Lotito tace.
KOLAROV E I TIFOSI - Kolarov ieri si è reso protagonista di un episodio spiacevole: il serbo a fine gara ha mandato a quel paese i 400 tifosi della Lazio giunti a Bari per vedere la partita che stavano contestando la squadra per la sconfitta. Segno che la tensione all’interno dello spogliatoio è davvero alta.

Lazio alla deriva

Fonte: Leggo
La Lazio più brutta della stagione trova a Bari la terza sconfitta in campionato, un sonoro 2-0. Incapaci di reagire e allo sbando, i biancocelsti si consegnano ai pugliesi, perfetti al punto da dominare dall’inizio alla fine. Questa prestazione ha solo confermato come la Lazio sia una formazione ancora in cerca di identità. In totale confusione il camaleontico Ballardini che, proposta la difesa a tre con Kolarov largo sulla sinistra che in fase di ripiego diventa un difensore aggiunto, riesce a cambiare modulo per altre due volte, prestando il fianco al Bari.
La sconfitta apre ufficialmente la crisi della Lazio, evitata per un soffio giovedì sera in Europa grazie alla rete nei minuti di recupero di Rocchi: in campionato i biancocelesti non vincono dal 30 agosto, seconda giornata. In mezzo due sconfitte e quattro pareggi. Davvero poco per una squadra partita con ben altre ambizioni. L’altro dato preoccupante, che Ballardini non deve assolutamente sottovalutare, è che la Lazio è una squadra troppo nervosa, capace di subire ben tre espulsioni in appena una settimana.
La gara, come detto, è stata tutta di marca barese: sbloccata all’11’ grazie alla bravura di Barreto, che parte sul filo del fuorigioco, ma anche alla solita dormita della difesa, nel primo tempo ha visto una Lazio confusa, imprecisa, anche nei passaggi più semplici, che impegna seriamente Gillet solo al 36’ con un gran destro di Zarate da fuori area, sul quale il portiere si salva deviando in corner.
Nella ripresa Ballardini prova a dare la scossa: dentro Cruz e Foggia, fuori Mauri e Cribari. Lazio con il 4-3-3 con Kolarov terzino destro e Foggia al suo posto. Il Bari, però, al 4’ coglie il palo con Alvarez. Ballardini a quel punto va in confusione e le tenta tutte, inserendo Dabo per Lichsteiner. Bravo e fortunato Ventura richiama Barreto, che ha sbloccato la gara ed inserisce Meggiorini che due minuti dopo chiude la gara segnando il 2-0. Al 37’ un inutile fallo su Alvarez, costa a Dabo l’espulsione. Lazio in dieci e gara chiusa.

domenica 25 ottobre 2009

Ballardini: "E' andato male tutto, risultato giusto"

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Queste alcune tra le dichiarazioni di Ballardini al termine della partita: "Siamo stati poco squadra, abbiamo avuto poche idee, le gambe non giravano come dovevano e quindi è stato giustissimo il risultato a favore del Bari. Non sono preoccupato per la sconfitta ma per come è venuta: altre volte abbiamo perso giocando bene mentre oggi siamo stati poco bravi in tutto. Se siamo meno forti dell'anno scorso? E' una squadra diversa, rispetto alla passata stagione non abbiamo più De Silvestri e Rozehnal e non utilizziamo più Pandev e Ledesma. Questo però non è un alibi, dobbiamo superare le difficoltà."

Umiliazione a Bari, le nostre pagelle

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com

Muslera 5.5
Sostanzialmente incolpevole in occasione dei due gol baresi, appare comunque meno sicuro del solito

Diakitè 5
Insicuro e spaesato, soffre come gli altri compagni di reparto dal primo al novantesimo

Cribari 4
Impresentabile: sbaglia il tempo del fuorigioco in occasione del vantaggio barese e va spesso in difficoltà quando deve affrontare in velocità gli avversari

Radu 6
L'ultimo ad arrendersi, insieme a Zarate. Almeno ha provato a salvare la faccia

Lichstainer 5
Non trova mai il tempo dell'inserimento giusto e nella ripresa non è aiutato, come il resto della squadra, dalle folli scelte del tecnico

Brocchi 6
Almeno ci mette l'anima

Matuzalem 4.5
Lontano parente del centrocampista brasiliano che ha più volte incantato i tifosi della Lazio. Disordinato, lento e svagato, forse ha bisogno di tirare un pò il fiato

Kolarov 4.5
Non sappiamo se pensa davvero di essere il nuovo Roberto Carlos. Se così è gli consigliamo di tornare presto nel mondo reale

Mauri 4
Uno dei peggiori. L'abbiamo scritto domenica scorsa, sembra quasi aver paura di calpestare l'erba

Zarate 6.5
Fa quasi tenerezza vedere un fuoriclasse del genere in un contesto così mediocre. Grandissimo giocatore e grandissimo uomo: lo dimostra anche oggi in una giornata a dir poco nefasta

Rocchi 4
Non ne prende una. E' spesso decisivo quando parte dalla panchina mentre è quasi sempre anonimo quando inizia dal primo minuto. Un caso? Secondo noi no

Cruz 5.5
Prova a fare a sportellate. Con scarsi risultati ma almeno ci mette il fisico

Foggia 4.5
Fumoso come sempre

Dabo 4
Il rosso diretto è vergognoso, alle volte sembra non avere più la gamba per misurarsi in serie A

Ballardini 3
Mai vista una cosa del genere: la Lazio a fine primo tempo era sotto di un gol ma poteva recuperare. Ogni speranza però è stata assolutamente uccisa dalle scelte del tecnico, che ha messo in campo una squadra folle, con tre difensori e quattro attaccanti. A tratti sembra di rivedere Zaccheroni. Il che è tutto dire.

FOLLIA BALLARDINI, LAZIO UMILIATA A BARI

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Una Lazio agghiacciante esce sconfitta per due reti a zero dal campo del Bari. Clamorose scelte di Ballardini, che ad inizio ripresa, con i capitolini sotto di un gol, stravolge completamente la squadra togliendo Dabo e Cribari ed inserendo Foggia per Cruz per andare a proporre una sorta di folle 3-3-4. Nel finale espulso Dabo, segni di impegno soltanto da parte di Zarate, Radu e Brocchi.

Bari-Lazio, ultime dai ritiri e probabili formazioni

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com

Bari: Ventura recupera in extremis Gazzi e il bomber brasiliano Barreto, entrambi destinati ad iniziare dalla panchina. Il perno del centrocampo pugliese sarà Almiron, mentre in attacco l'ex parmense Kutuzov farà coppia con Meggiorini. Formazione fatta, modulo classico 4-4-2, da stabilire solo chi sarà il sostituto di Rivas.

Lazio: Ballardini sembra deciso a continuare con la difesa a tre. I dubbi sono sostanzialmente due: chi giocherà tra Foggia e Mauri e tra Rocchi e Cruz. Alla fine Mauri dovrebbe essere preferito al folletto campano e partire dal primo minuto con Rocchi, che sembra in vantaggio nel ballottaggio con l'attaccante argentino. La Lazio non vince da due mesi in campionato. Mancherà Siviglia, al suo posto Cribari.

Probabili formazioni

Bari (4-4-2)
Gillet, 5 A.Masiello, 13 Ranocchia, 19 Bonucci, 17 S.Masiello, 90 Alvarez, 16 Donati, 4 Almiron, 30 Allegretti, 69 Meggiorini, 20 Kutuzov. A disp: (12 Padelli, 15 Belmonte, 27 Stellini, 23 Langella, 14 Gazzi, 11 Koman, 10 Barreto) All.Ventura

Lazio (3-5-2)
86 Muslera, 87 Diakitè, 25 Cribari, 26 Radu, 2 Lichsteiner, 32 Brocchi, 8 Matuzalem,5 Mauri, 11 Kolarov, 10 Zarate, 9 Rocchi. A disp: (1 Bizzarri, 99 Perpetuini, 7 Eliseu, 6 Dabo, 17 Foggia, 74 Cruz, 18 Makinwa) All. Ballardini

A Bari servono punti per rilanciare la classifica

Fonte: Il Tempo
Serve un blitz o meglio c'è la necessità di fare punti per non rischiare di restare impantanati nelle parti basse della graduatoria. Per riportare sulla terra il brillante Bari targato Ventura, Ballardini si affida al modulo trovato quasi per caso nella gara di coppa. Dunque, difesa a tre, Lichtsteiner e kolarov «alti» a rinforzare un centrocampo senza qualità e attacco formato dalla coppia Zarate-Rocchi. Non c'è Baronio, fiducia a Matuzalem in regia affiancato da Brocchi. Panchina iniziale per Foggia, al suo posto c'è Mauri. Il tecnico biancoceleste non si esalta troppo per il successo contro gli spagnoli: «Vogliamo lottare alla pari con tutti gli avversari. C'è tanta voglia di far bene e il successo contro il Villarreal ci ha dato la forza e la carica giusta. Proveremo a vincere, sapendo però che nelle gambe c'è tanta fatica a causa dei troppi impegni ravvicinati. Non deve essere un alibi, ma bisogna riconoscerlo con onestà. Affrontiamo un Bari pieno di entusiasmo, allenato da un grande tecnico come Ventura che ha dimostrato sul campo di non avere niente da invidiare ai tecnici emergenti. Ha giovani interessanti e una guida esperta in campo come Donati». Ma il pensiero è per il nuovo modulo, per la difesa a tre che sarà confermata a Bari: «È una soluzione - spiega Ballardini - che potrei anche riproporre». Arbitrerà Peruzzo, presenti almeno mille tifosi laziali.

Rinaldi propone Rever e Simplicio

Fonte: Il Tempo
Ieri, al termine dell'allenamento, si è presentato nel centro sportivo di Formello Gilmar Rinaldi, agente Fifa brasiliano che sta portando avanti la trattativa con il Gremio per il difensore Rever. La squadra di Porto Alegre vuole fissare il riscatto del giocatore a sette milioni di euro, il club biancoceleste la scorsa estate era arrivato a offrirne quattro, ma se vorrà portare a casa il centrale dovrà alzare la posta. Il club di Lotito - al momento - sta lavorando sul prestito con diritto di riscatto: il giocatore è extracomunitario, non può essere acquistato a titolo definitivo. Al momento, la distanza tra domanda e offerta resta considerevole. Per quanto riguarda il centrocampo resta in pole position la candidatura del brasiliano Simplicio, assistito proprio da Gilmar Rinaldi. I dirigenti del Palermo continuano a sostenere che il rinnovo contrattuale del trequartista è ormai a un passo, ma l'agente non sembra essere dello stesso avviso. Ieri, nella riunione pomeridiana con i dirigenti laziali, Rinaldi ha parlato anche del giocatore il cui contratto scadrà a giugno del 2010. Già in estate le due società avevano provato a trovare un accordo, con il diesse dei siciliani Sabatini pronto a offrire il cartellino del brasiliano in cambio di quello del laziale Radu. Non se ne fece nulla, così come saltò la trattativa per la cessione di Pandev al Palermo in cambio di Simplicio e Cavani.

sabato 24 ottobre 2009

La lista dei convocati: Siviglia non ce la fa

Fonte: www.sslazio.it
Al termine dell'allenamento di questa mattina, il tecnico Davide Ballardini ha diramato la lista dei convocati per la gara Bari-Lazio in programma domani alle 15:00 allo stadio San Nicola: Bizzarri, Muslera, Cribari, Diakitè, Kolarov, Radu, Lichtsteiner, Brocchi, Makinwa, Matuzalem, Mauri, Dabo, Eliseu, Cruz, Foggia, Zarate, Rocchi, Perpetuini

Ultima rifinitura: Ballardini prova il 3-4-1-2

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Avanti con la difesa a tre: almeno questo emerge dall'ultimo allenamento svolto dalla Lazio a Formello. Davide Ballardini ha provato la seguente formazione: Muslera, Diakitè, Siviglia, Radu, Lichstainer, Matuzalem, Brocchi, Kolarov, Mauri, Zarate, Rocchi. Dovrebbe essere confermato, quindi, il modulo con cui è stato battuto il Villareal, con l'inserimento dal primo minuto di Mauri, che ha sicuramente meno imprevedibilità di Foggia ma che garantisce maggiore consistenza in fase di copertura. Rocchi, recuperato, sembra aver vinto il ballottaggio con Cruz.

Lazio avanti con la difesa a tre?

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Secondo alcune indiscrezioni Davide Ballardini starebbe pensando di continuare a lavorare sulla difesa a tre, che tanto bene ha fatto giovedì sera contro il Villareal. Nella mente dell'ex tecnico palermitano, infatti, i tre centrali danno più garanzie in fase difensiva e permettono agli esterni Lichtstainer e Kolarov di avere le spalle coperte in occasione delle loro folate offensive. Da stabilire, però, se il centrocampo sarà a quattro o a cinque: in questo senso si dovrebbero giocare una maglia Dabo e Pasquale Foggia. Se dovesse avere la meglio il centrocampista francese la linea mediana sarà a cinque e verrà composta da Lichstainer, Brocchi, Matuzalem, Dabo e Kolarov, mentre se dovesse essere scelto il fantasistta campano il centrocampo sarebbe formato da Lichtstainer, Matuzalem, Brocchi e Kolarov, con Zarate e Foggia punte esterne a sostegno di Cruz.

Ballardini cambia faccia alla Lazio?

Fonte: Il Tempo
Il tecnico Ballardini sembra aver trovato il giusto equilibrio in mezzo al campo grazie all'inserimento di un difensore centrale in più e l'avanzamento dei due esterni Lichtsteiner e Kolarov. Un'intuizione per preservare il talento di Foggia e alleggerire i compiti difensivi dei sue esterni. Il modulo disegnato nella ripresa contro gli spagnoli, potrebbe anche essere riproposto nella prossima trasferta di Bari. I tre centrali danno maggiore compattezza alla difesa, svincolando parzialmente dai compiti di copertura i due terzini. Il tecnico in questo modo sfrutterebbe la corsa di Lichtsteiner e la fisicità di Kolarov, più avanzato e quindi ancor più pericoloso in zona tiro. In mezzo Matuzalem sarà chiamato a dettare i tempi della giocata, mentre Brocchi dovrà essere il maratoneta del centrocampo, interpretando il ruolo di interditore. Sulle ali Foggia e Zarate, capaci - nell'uno contro uno - di creare superiorità numerica e supportare al meglio la punta centrale. Una rivoluzione tattica nata dalla necessità di esaltare il talento di alcuni interpreti, e che ricorda quella fatta a suo tempo da Tommaso Maestrelli che fece esplodere l'estro di Vincenzo D'Amico rinunciando a un'ala tattica come Manservisi e arretrando la posizione di Martini, inizialmente mediano e successivamente terzino. Una squadra - quella di inizio anni '70 - capace di fare della forza del gruppo la vera arma vincente, ma con un organico qualitativamente molto superiore a quello attuale. Per questo Ballardini cercherà di sfruttare maggiormente i giocatori di talento soprattutto per trovare la via del gol con maggiore facilità: finora la sua squadra ha segnato sette gol nelle prime otto sfide di campionato, meno una una rete a partita. Pochi, troppo pochi per chi - in avanti - ha calciatori del calibro di Zarate, Rocchi e Cruz.

Piccolo stop per Rocchi, domani Cruz al fianco di Zarate

Fonte: Il Tempo
L'allenatore dovrà rinunciare allo squalificato Baronio, Siviglia non è ancora al top e potrebbe accomodarsi in panchina. In dubbio anche il capitano Tommaso Rocchi che alla fine della partita col Villarreal è uscito dal campo zoppicante: l'attaccante proverà questa mattina a tornare in gruppo ma - nella migliore delle ipotesi - potrebbe andare in panchina. Probabile conferma dal primo minuto per l'argentino Julio Cruz che giocherà in avanti accanto a Zarate. Il dubbio maggiore resta, al momento, quello riguardante il modulo tattico: 3-4-3 o 4-3-1-2? Ballardini è rimasto molto soddisfatto dal secondo tempo disputato dalla propria squadra contro il Villarreal, giocato con gli esterni di difesa molto alti, tre stopper a protezione della porta e il tridente offensivo. In questo modola linea a quattro di centrocampo sarebbe formata da Lichtsteiner-Brocchi-Matuzalem-Kolarov, con Diakitè, Radu e Cribari in difesa e il tridente composto da Foggia-Cruz-Zarate. L'ipotesi può probabile potrebbe tuttavia essere il classico 4-3-1-2 con Dabo schierato davanti alla difesa, Brocchi e Mauri interni di centrocampo e Matuzalem sulla trequarti a ridosso delle due punte.

venerdì 23 ottobre 2009

Pandev all'Inter, non è fatta

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Anche se oggi alcuni quotidiani considerano scontato l'approdo nel prossimo futuro di Goran Pandev all'Inter, a noi risulta diversamente. Rispetto a qualche tempo fa, infatti, le possibilità che il macedone torni a Milano sarebbero addirittura diminuite perchè Mourinho avrebbe chiesto a Moratti di puntare tutto su David Villa, bomber del Valencia che potrebbe arrivare alla Pinetina non a gennaio ma nella prossima stagione.

Sul numero 19 della Lazio,invece, continuano a muoversi sotto traccia Juventus e Fiorentina: proprio i viola risultano ad ora la destinazione più probabile per Pandev. Corvino ha bisogno di trovare un nuovo Mutu e segue da tempo la questione legata al talento di Strumika. Potrebbe provare a portarlo a Firenze a gennaio o, cosa più probabile, a giugno, a parametro zero.

Videopillole biancocelesti: Il tocco sotto del Fenomeno

Editoriale: Vittoria importantissima, mamma mia che Maurito...

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Il successo acciuffato ieri all’ultimo respiro ha un peso specifico notevolissimo. Mette la Lazio in una posizione di vantaggio in vista della seconda parte del girone di Europa League e rilancia il morale di una squadra cui la vittoria, soprattutto in casa, mancava ormai da tantissimo tempo. Non è stato facile avere la meglio sul Villareal, ma questo era scontato: anche se nel loro campionato gli spagnoli stanno faticando tantissimo, restano comunque una delle migliori compagini della nuova Coppa Uefa e, soprattutto nel primo tempo, con la loro qualità nella gestione della palla hanno fatto soffrire non poco l’undici di Ballardini, che ha palesato enormi lacune nella zona nevralgica del campo.

Nella seconda frazione di gioco, invece, le cose sono andate meglio, grazie all’intuizione del tecnico biancoceleste, che ha cambiato tattica schierando una sorta di 3-4-3 che a seconda delle esigenze diventava un 3-5-2 o un 5-3-2, avanzando Kolarov e Lichtstainer sulla linea dei centrocampisti e inserendo Diakitè al posto di Dabo. In questo modo i biancocelesti hanno preso in mano il pallino del gioco, hanno sfiorato la rete in diverse occasioni salvo poi rimanere in dieci per l’incredibile abbaglio dell’arbitro, che invece di fischiare il un rigore solare per fallo su Matuzalem l’ha spedito sotto alla doccia sventolandogli in faccia, per una simulazione vista soltanto da lui, il secondo cartellino giallo dell’incontro. Proprio quando tutto sembrava perduto la Lazio è stata brava a non mollare, si è salvata con Bizzarri al minuto numero 91 e sul successivo cambio di campo è stata brava a colpire con Rocchi, abile a sfruttare un bel servizio di Kolarov.

Le chiavi di lettura offerte dall’incontro di ieri sono molteplici: in primo luogo, bisogna parlare del modulo con cui la Lazio è scesa in campo nella ripresa. Sul 3-5-2, forse, sarebbe il caso di continuare a lavorare. Si protegge meglio la difesa (in fase di non possesso gli esterni del centrocampo arretrano e ci si difende praticamente con cinque uomini), si copre bene il centrocampo, con Lichstainer e Kolarov pendoli perfetti e Brocchi (o Dabo), Baronio e Matuzalem a lavorare in mezzo e si permette alle punte di avere minori compiti di copertura, così da poter sfruttare meglio il loro potenziale offensivo e la loro freschezza atletica.

Apriamo adesso il capitolo Zarate. Ieri il fenomeno di Haedo ha risposto a tutti quelli che nelle ultime settimane avevano provato a criticarlo o a sminuirlo. Ha stravinto la sfida a distanza con Giuseppe Rossi, ha preso per mano la Lazio, ha trascinato l’Olimpico dal primo al novantesimo. Ha segnato il gol dell’uno a zero (quinto stagionale in dodici partite), ha preso un palo, ha costretto il portiere avversario al miracolo dopo una splendida cavalcata personale, ha messo sulla testa di Cruz un pallone che chiedeva soltanto di essere spinto in rete, ha tenuto in scacco da solo l’intera retroguardia del Villareal, dimostrando ancora una volta, se mai ce ne fosse stato bisogno, di essere un fuoriclasse vero, un talento puro, limpido e cristallino in grado di valere da solo il prezzo del biglietto.

Ora la compagine capitolina andrà a Bari nel tentativo di migliorare in campionato una classifica deficitaria: non sarà facile conquistare i tre punti in Puglia, ma Maurito e compagni hanno il dovere di provarci, anche perché il successo in Italia manca ormai da due mesi. La vittoria di ieri darà sicuramente morale alla truppa biancoceleste, che però, a livello fisico, potrebbe invece risentire negativamente della partita di ieri.

giovedì 22 ottobre 2009

MAURITO SEI UN FENOMENO

Fonte www.lalazioinrete.blogspot.com
Li hai zittiti tutti come solo i grandi campioni sanno fare. Erano bastate un paio di partite leggermente inferiori a quello cui ci avevi abituati e già avevano iniziato a criticarti, alcuni saputoni della comunicazione romana: "Si è involuto, gli hanno rubato il talento, non la passa mai, è egoista."

Cazzate. Passateci il termine ma quando ci vuole ci vuole. Solo e soltanto cazzate. Dettate dall'incompetenza e forse anche dall'invidia. Già, a molti da fastidio che nella Lazio giochi uno tra i migliori interpreti del mondo, uno che a soli 22 anni è stato in grado di regalare due trofei alla più antica società della capitale, uno che poteva andare ovunque e che invece ha deciso di legarsi per cinque anni a Roma e alla Lazio per amore nei confronti della gente, uno che continua a stupire, a incantare e a valere da solo il prezzo del biglietto.

Quanto sei forte Maurito, quanto sei forte. Hai preso per mano la Lazio anche stasera, hai dato coraggio a tutto lo stadio, non hai mollato un attimo, hai messo in crisi praticamente da solo la retroguardia avversaria, segnato un gol, preso un palo, costretto il portiere del Villareal ad una parata clamorosa e messo sulla testa di Cruz un pallone che chiedeva solo di essere spinto dentro.

Quanto sei forte Maurito, sei immenso, dal primo al novantesimo, assist, gol (5 in 13 partite giocando da trequartista) giocate, dribbling, perchè il calcio è poesia, non tattica e noia, perchè il calcio è classe, magia, imprevedibilità, e tu sei lì a ricordarcelo sempre, ogni volta che ti capita la palla sui piedi e parti puntando tutti gli avversari che ti capitano a tiro.

Te lo canta anche la Curva, Maurito: "Non passarla mai, tira quando vuoi". Non cambiare mai. Resta sempre così: istinto puro, tecnica grezza, genio che non vuole farsi spegnere e ingabbiare. Non cambiare mai e fregatene quando i soliti incompetenti proveranno a criticarti di nuovo alla prima palla persa. Tu sei il calcio. Loro il nulla. Tu sei il sole che ha scaldato il cuore di una intera tifoseria. Loro la dimostrazione che purtroppo di calcio può parlarne chiunque. Anche chi, magari, farebbe meglio a dedicarsi ad altri sport.

I gol di Lazio-Villareal

La zampata del capitano

Fonte: Alessio Tramacere www.lalazioinrete.blogspot.com
Quella contro il Villareal è stata una partita che il Capitano biancoceleste dimenticherà difficilmente: Tommaso Rocchi, infatti, è stato preziosissimo, ha messo la firma su un successo importante, che dà fiato alla Lazio in Europa League e che interrompe un digiuno di vittorie che durava ormai da troppe settimane.

Non a caso quando si è gonfiata la rete l'Olimpico è esploso come se si fosse vinta una Coppa. C'era voglia di trionfare, c'era voglia di assaporare nuovamente il gusto della vittoria, ed a regalare il successo ci ha pensato il numero 9, entrato in campo pochi minuti prima al posto di Cruz.

A questo punto Rocchi continua la sua rincorsa ai cento gol: è arrivato ormai a quota 87 centri, gliene mancano soltanto 13 per arrivare ad un traguardo storico che in maglia biancoceleste sono riusciti a raggiungere solo calciatori come Piola, Signori, Chinaglia e Giordano.

Festa Lazio, le nostre pagelle

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Strepitosa prova di Mauro Zarate, il genio che accende l'Olimpico

Bizzarri 7
Si esalta nel primo tempo su una conclusione dalla distanza,è letteralmente miracoloso nei minuti di recupero,quando prima del gol di Rocchi nega con una prodezza il vantaggio agli avversari

Lichstainer 6.5
Parte male ma si riscatta nella ripresa, quando avanzato sulla linea di centrocampo è una costante spina nel fianco della retroguardia avversaria

Cribari 5.5
Primo tempo inguardabile, concede agli avversari due palle gol clamorose (soprattutto quando si fa bruciare in velocità da Rossi). Meglio nella ripresa, in cui appare più convinto e più concentrato

Radu 6.5
In questo momento è probabilmente il miglior centrale nella rosa della Lazio. Elegante, autoritario, preciso. E' un 1986, ha ancora enormi margini di crescita. Sarebbe giusto insistere su di lui

Kolarov 6.5
Impalpabile fino alla scadere, ma quel cross per Rocchi che vale una vittoria merita da solo la sufficienza piena. Certe volte sembra troppo convinto dei suoi mezzi e sembra trasformare la sicurezza in arroganza

Dabo 5
Al posto di Brocchi non si fa notare nè in fase di impostazione nè quando c'è da contenere. Il centrocampo biancoceleste nel primo tempo soffre tantissimo e molte volte a causa sua

Baronio 6.5
E' il cervello della Lazio ma a volte sembra pensare troppo lentamente. Il pallone dovrebbe girare con maggiore velocità. Si impegna comunque dal primo al novantesimo: a livello di abnegazione non gli si può rimproverare niente

Matuzalem 5.5
Espulsione forse esagerata, ma nel complesso il brasiliano è apparso sotto tono rispetto alle ultime apparizioni. Mancherà a Villareal e la sua assenza peserà tantissimo

Foggia 5
Il peggiore in campo: non indovina un passaggio, cerca sempre un dribbling di troppo e spesso finisce a terra senza motivo. Da uno come lui ci si aspetta ben altro impatto sulla gara

Zarate 8.5
Poesia allo stato puro. Segna un gol con un tocco delizioso, prende un palo, chiama il portiere avversario ad un miracolo dopo una splendida azione personale, mette sulla testa di Cruz il pallone del 2-1 ma el Jardinero sbaglia a un metro dalla porta. Questo qua è un fenomeno: chi ancora non l'ha capito farebbe meglio a seguire altri sport

Cruz 6
Arriva alla sufficienza per la bella azione che ha spianato la strada al gol di Zarate. Per il resto non pervenuto

Diakitè 7
Entra al minuto numero 1 del secondo tempo e gioco una grande ripresa da centrale destro nel 3-5-2. Cresce a vista d'occhio, se metterà a freno l'istinto diventerà uno tra i migliori centrali della Serie A

Rocchi 7
Segna un gol pesantissimo regalando alla Lazio tre punti vitali in ottica qualificazione. Da profondità all'attacco e rivitalizza una squadra in grande difficoltà a causa dell'inferiorità numerica

Ballardini 7
L'intuizione con cui cambia la Lazio nella ripresa è geniale: il 3-5-2 ha spento le fonti del gioco avversario ed ha consentito ai biancocelesti di controllare bene il campo anche in inferiorità numerica

Lazio all'ultimo respiro

Fonte: www.corrieredellosport.it
ROMA, 22 ottobre - Una Lazio mai doma batte il Villarreal con un gol nel recupero di Tommaso Rocchi. I biancocelesti erano passati in vantaggio nel primo tempo con Mauro Zarate, poi pareggio di Eguren. Nella ripresa rosso per Matuzalem, ma la squadra di Ballardini non molla. Rocchi entra al posto di Foggia e firma in scivolata un gol di platino.

INIZIO SPAGNOLO - Ballardini sceglie il 4-3-2-1 con Zarate e Foggia dietro a Cruz. In difesa Cribari e Radu centrali. A difendere la porta Bizzarri. Al secondo minuto Villarreal già pericoloso con un tiro da fuori di Pires, che finisce fuori di poco. Al 6' minuto occasione incredibile per Nilmar che viene lanciato da Marcano in profondità, buca la difesa della Lazio e si presenta a tu per tu con Bizzarri: palla fuori. Spagnoli scatenati. Un minuto dopo è Eguren d impegnare Bizzarri con un tiro dal limite: il portiere biancoceleste alza sopra la traversa.

BOTTA E RISPOSTA - Al 19', però, la Lazio passa in vantaggio con uno splendido contropiede. Dabo lancia Cruz che si libera in dribbling del suo marcatore e serve l'accorrente Zarate. L'argentino solo davanti al portiere non sbaglia. Il Villarreal prova a reagire. E la Lazio quasi gli dà una mano: incomprensione in difesa e Nilmar ruba palla a Bizzarri. L'attaccante cade in area, ma per l'arbitro non è rigore. Ancora un tiro da fuori, di Cani, mette i brividi a Bizzarri al 25'. Al 40' difesa della Lazio poco attenta. Cross dalla sinistra di Capdevilla, irrompe in area Eguren che regala il pari al Villarreal.

ANCORA EMOZIONI - La Lazio potrebbe portarsi in vantaggio di nuovo prima della fine del tempo. Ancora un contropiede, ancora Cruz ad ispirare Zarate. Diribbling sul difensore e tiro: stavolta la difesa spagnola è attenta e riesce a respingere. Nonostante un brivido sugli sviluppi di un calcio di punizione (liscio di Gonzalo davanti alla porta), il primo tempo si chiude sullo 0-0.

LA RIPRESA - Dabo non rientra in campo nel secondo tempo: al suo posto Diakitè. Due minuti e la Lazio va vicinissima la raddoppio. Matuzalem lascia partire un cross teso dalla trequarti sinistra. Foggia si getta in area sul pallone, ma colpisce male e la palla finisce fuori. Risponde Rossi dall'altra parte, con un tiro da posizione defilata all'interno dell'area: anche in questo caso palla fuori. Si accende la partita. Prima ci prova Nilmar con un tiro di destro, para Bizzarri. Poi grandissima opportunità per la Lazio: si scatena Zarate in contropiede, grazie ad un rimpallo fortunoso si presenta davanti al portiere e lascia partire un diagonale che colpisce il palo. Sul ribaltamento di fronte Eguren di testa, su assist di Capdevilla, sfiora il palo.

MATUZALEM ESPULSO - Al 68' protesta la Lazio. Viene espulso Matuzalem per doppia ammonizione. Il secondo giallo gli viene comminato per simulazione all'interno dell'area spagnola. Ma le immagini sembrano dimostrare un netto fallo del difensore spagnolo sul centrocampista. La Lazio va ancora vicina al vantaggio con Cruz che, poco prima di uscire sostituito da Mauri, mette fuori di testa su assist di Zarate. Al 75' entra Rocchi per Foggia, applaudito dal pubblico. Esce anche Giuseppe Rossi, sostituito da Llorente. Prova opaca per l'italiano. Proprio Rocchi (lanciato in profondità da Kolarov) ha sul sinistro una buona opportunità, ma il suo diagonale si spegne lontano dalla porta difesa da Lopez.

GOL DI ROCCHI - Zarate è imprendibile. All'86' parte in velocità e scarica un destro potentissimo indirizzato all'incrocio: il portiere Lopez si supera, alzando sopra la traversa. Ancora un ribaltamento di fronte e stavolta è il Villarreal a sfiorare il gol: traversone di Eguren dalla sinistra, al centro dell'area tutto solo Llorente, in spaccata, non riesce a colpire bene la palla. Manca poco al fischio finale quando gli spagnoli hanno la palla del match, ma Senna si fa parare il tiro da un ottimo Bizzarri. E allora è la Lazio a colpire: discesa di Kolarov sulla sinistra, cross basso e scivolata vincente di Rocchi. La squadra di Ballardini vince in 10 e fa un grosso passo avanti in chiave qualificazione.

Lazio-Villareal: ultime dai ritiri e probabili formazioni

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com

Lazio: Pochi dubbi per Ballardini in difesa e a centrocampo. Dietro ci sono quattro centrali per due maglie, alla fine dovrebbero giocare ancora una volta Siviglia e Cribari, mentre a centrocampo verrà concesso un turno di riposo ad uno tra Mauri e Matuzalem. Il modulo di base sarà il 4-3-2-1, con Foggia e Zarate dietro all'unica punta Cruz. Brocchi sarà nuovamente preferito a Dabo.

Villareal: Valverde ha lasciato a casa Escudero e punta tutto sulla coppia-gol formata da Nilmar e Giuseppe Rossi. Proprio l'italiano si è detto caricato ancora di più dalla probabile presenza in tribuna del c.t. azzurro Marcello Lippi. Il modulo di base sarà il 4-4-2.

Pobabili formazioni

Lazio (4-3-2-1)
1 Bizzarri, 2 Lichsteiner, 13 Siviglia, 25 Cribari, 11 Kolarov, 32 Brocchi, 33 Baronio, 8 Matuzalem, 17 Foggia, 10 Zarate, 74 Cruz. A disp: (86 Muslera, 26 Radu, 15 Diakitè, 32 Dabo, 5 Mauri, 9 Rocchi, 18 Makinwa) All. Ballardini

Villarreal (4-4-2)
13 Lopez, 17 Venta, 2 Gonzalo Rodriguez, 3 Marcano, 5 Capdevilla, 10 Cani, 19 Senna, 6 Eguren, 7 Pires, 22 Rossi, 12 Nilmar. A disp: (1 Oliva, 4 Godìn, 18 Angel Lopez, 21Soriano, 8 Cazorla, 16 Llorente, 25 Jonathan Pereira) All. Valverde

Arbitro: Ivan Bebek (Croazia)

SEI UN GRANDE, CAPITANO

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com

Era il 3 ottobre del 2007. Da diverse settimane si parlava a Roma di un possibile ritorno a casa di Alessandro Nesta. Fu lo stesso difensore, però, a porre fine al tormentone, con una battua al veleno su Claudio Lotito: "Ho avuto qualche problema quando si diceva che potevo tornare a Roma", si legge su Tgcom, "Lui elegantemente ha detto che non prendeva giocatori cotti. Se lo poteva risparmiare. Chiuderò la mia carriera al Milan".

Purtroppo a questo punto la chiuderai davvero la carriera al Milan, Capitano di mille battaglie, ma la chiuderai a modo tuo, da grandissimo calciatore e da grandissimo uomo quale sei, zittendo tutti quelli che (anche se alcuni parlano di calcio e non di pallone...) non hanno creduto in te quando nel momento buio dei problemi alla schiena che non volevano saperne di passare, con una pacca sulle spalle, una stretta di mano ed un pò di fiducia avrebbero potuto provare a riportare a casa uno tra i migliori difensori di tutti i tempi, prodotto del vivaio Laziale e Laziale dalla testa ai piedi.

Sarebbe stato un sogno rivederti con quel numero 13 sulle spalle, sarebbe stato un sogno rivederti uscire da quel sottopassaggio dell'Olimpico con la fascia di capitano al braccio e quello stile nobile e fiero tipico di ogni Patrizio dal sangue biancoceleste. Sarebbe stato un sogno, che purtroppo rimarrà tale. Noi nel frattempo non possiamo che augurarti le migliori fortune e, da Laziali, aspettare ancora che trovi realizzazione quanto detto da Claudio Lotito, (virgolettato su Romaone.it) il 23 marzo 2007: "Posso affermare che stiamo formando due difensori che diventeranno piu’ forti di Nesta e che nel giro di un anno e mezzo saranno stabilmente in prima squadra…”. L'anno è mezzo è passato da un pezzo. Noi siamo ancora in attesa.