Fonte: www.corrieredellosport.itIl miglior modo per chiudere il caso è professare amore, è professare la fede nei colori biancocelesti. Ed è questo che ha fatto. Non lascia la Lazio, vuole restare. L’ha detto lui apertamente: «Resto, non potrei mai andare in un altro club. Ho un contratto solido. Non ho mai espresso il desiderio di lasciare la società». E’ stato al centro delle polemiche e delle contestazioni. I tifosi si sono offesi, colpa del gesto sbagliato rivolto nei loro confronti a Bari a fine partita, quando infuriava la protesta. Kolarov si è spiegato: «Non riuscivo a capire perché ci fischiassero e ci offendessero. Così sono andato sotto gli spalti ed ho applaudito ironicamente. Poi la storia è stata gonfiata» . Ha parlato a Kurir, quotidiano di Belgrado, poi ripreso dalle tv serbe. Si è confessato, non ha avuto paura di farlo nonostante i giorni roventi, nonostante il fatto che sia stato preso di mira. Ha sbagliato, lo sa. Deve mantenere la calma, non può fare il contrario. E’ un istintivo, non è un ragazzo cattivo. Ha chiesto scusa martedì, durante il chiarimento andato in onda a Formello. I supporter biancocelesti hanno voluto incontrarlo. Non gli hanno risparmiato cori offensivi, c’erano rimasti malissimo. Già l’anno scorso era accaduto un episodio simile, rientrò praticamente subito. Ora Kolarov vuole rimanere concentrato, vuole riportare la Lazio in alto, vuole la felicità della gente: «La frustrazione dei tifosi andrà via dopo la prima vittoria. Abbiamo bisogno solo dei tre punti al fine di riprendere la corsa con le squadre in lotta per una posizione tra il terzo e l’ottavo posto in classifica. Quelle sono le zone che rispecchiano le nostre qualità». IL
CARATTERE - Kolarov è giovane, commette qualche errore, ha un carattere esplosivo quanto il suo sinistro, ma sta crescendo. Sta imparando a gestirsi, a controllarsi. Si considera uno vero. Non si è mai nascosto, non ha mai trovato finte giustificazioni, ha pagato gli sbagli commessi ed è stato il primo a riconoscerli. Kolarov ama la Lazio e l’ha detto chiaramente nel suo Paese. Se ci fosse la possibilità di parlare senza limiti, di certo farebbe sapere anche in Italia cosa pensa, cosa prova, cosa sogna.
L’ACCORDO - Vuole restare a Roma, ha spazzato via dubbi e voci contrarie, indiscrezioni e presunti malumori. Kolarov ha un contratto sino al 2012, un contratto «solido» , l’ha definito così. I primi approcci tra il manager del serbo, Sergio Berti, e il presidente Lotito non hanno portato alla fumata bianca. C’è da trattare. Kolarov quest’anno potrebbe utilizzare la clausola Fifa per piazzarsi all’estero, ma questa possibilità non è mai stata ipotizzata né dal giocatore, né dal suo procuratore. La Lazio l’ha portato in Italia, la Lazio l’ha consacrato, l’ha fatto esordire in Champions League, gli ha fatto conquistare la chiamata alle Olimpiadi, l’ha fatto diventare un punto di riferimento della nazionale maggiore. Aleksandar è un ragazzo riconoscente, è uno che non dimentica.





















