domenica 28 febbraio 2010

Il punto sulla Lazio: Zarate deve giocare, la protesta è riuscita, vietato perdere altri punti per strada

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Due punti buttati per gli uomini di Reja, su questo non c'è dubbio. Una squadra che si deve salvare non può farsi riprendere sull'uno a uno dalla Fiorentina stanca, spenta e rabberciata che è scesa all'Olimpico sabato e che ha chiuso il match con diversi rincalzi in campo. La cosa che più ha lasciato perplessi è l'atteggiamento dei biancocelesti nel secondo tempo. Invece di cercare la rete del raddoppio che avrebbe virtualmente chiuso il match i capitolini si sono rintanati nella loro metà campo, prestando il fianco alle iniziative viola, e riuscendo ad evitare una sconfitta che sarebbe stata assurda solamente grazie a due ottimi interventi di un sorprendente Tommaso Berni.

L'incontro dell'Olimpico ha offerto diversi spunti di riflessioni. Il primo, il più evidente, pone l'accento sull'importanza di Zarate all'interno del gruppo laziale. E' vero che l'argentino non sta attraversando un ottimo momento, ma è altrettanto vero che è l'unico campione nella rosa dei biancocelesti. Reja, secondo noi, dovrebbe finirla di escluderlo dall'undici iniziale. Una squadra che sta giocando per la vita farebbe bene a non tenere fuori il suo talento più puro. Talento che, non a caso, ha portato alla Lazio quattro degli ultimi sei punti conquistati in classifica, risultando decisivo a Torino contro la Juventus con il perfetto assist per Mauri (che, a proposito, continua a mangiarsi gol che segnerebbe anche un bambino) ed a Parma nella prima partita targata Reja, quando entrando sullo zero a zero si è prima procurato il calcio d'angolo da cui è nato il vantaggio con un tiro dalla distanza ed ha poi firmato il raddoppio a pochi minuti dal fischio finale.

Zarate deve giocare, in panchina ci auguriamo di non vederlo più. E' troppo importante, quasi indispensabile. Perchè anche quando è in giornata no può inventare da un momento all'altro quella giocata in grado di cambiare il match. E perchè le alternative in avanti non stanno certamente brillando (vedi Rocchi, che non segna da due mesi e che quasi mai riesce a rendersi pericoloso).

Altra cosa da non sottovalutare è la tenuta fisica dei biancocelesti, che puntualmente, come troppe volte accaduto in questo campionato, nel secondo tempo arrancano incredibilmente. Perchè succede questo? E' un problema mentale o, peggio ancora, fisico? A tre mesi dalla fine del campionato è preoccupante assistere a dei crolli così clamorosi nella seconda fase della partita. Bisognerebbe capire che tipo di preparazione ha svolto la squadra in estate con Ballardini, se non è stata messa nelle gambe un pò di benzina per affrontare al meglio la parte finale della stagione c'è di chi esser preoccupati.

C'è poi da parlare della protesta messa in atto dalla tifoseria biancoceleste in occasione di Lazio-Fiorentina. Per contestare l'azionista di maggioranza si chiedeva un gesto forte, si chiedeva di lasciare lo stadio vuoto. L'iniziativa è riuscita alla grande. All'Olimpico c'erano meno di 10.000 persone. Se si considera che la Lazio in questa stagione può contare su oltre 27.000 abbonati si può tranquillamente dire che quasi i due terzi degli affezionati biancocelesti hanno espresso il proprio dissenso nei confronti dell'attuale gestione societaria. Davanti a questi numeri nessuno dovrebbe più parlare di "sparuta minoranza", anche perchè la popolarità di Lotito sembra davvero arrivata ai minimi storici.

Adesso, tornando al calcio giocato, la Lazio non può più permettersi di perdere punti per strada. Domenica si andrà a Genova contro la Sampdoria in una partita tanto importante quanto difficile, poi, sette giorni più tardi, all'Olimpico arriverà il Bardi di Ventura. Servono almeno quattro punti per non aggravare ancora di più una situazione di classifica che resta drammatica e che senza il passo falso casalingo del Livorno contro il Siena sarebbe stata addirittura tragica. La Lazio non può e non deve retrocedere. Sta iniziando lo sprint finale verso un traguardo chiamato salvezza.

2 Posta un commento:

Dario ha detto...

Io spero che gli allenamenti di Reja diano l'effetto che hanno avuto quelli di Ranieri, Mazzarri e Rossi rispettivamente per Roma, Napoli e Palermo in modo da ottenere velocemente i 14 punti che servono per la quota salvezza e anche di più. Poi in estate Lotito non deve fare di testa sua, dovrà ascoltare Reja per costruire la squadra: che gli serva di lezione l'errore commesso in questa stagione dato che gli acquisti andavano fatti in estate e l'allenatore andava cambiato già dopo Bari-Lazio.

Dario ha detto...

Volevo aggiungere una cosa: concordo sui dubbi della preparazione estiva. Gli infortuni che hanno accompagnato la Lazio quest'anno mi fanno ripensare alla Roma dello scorso anno.