Il serbo può essere fondamentale in questo finale di stagione
Fonte: Alessio Tramacere WWW.LALAZIOINRETE.COM
Dalla fine di gennaio non è più lo stesso calciatore ammirato nella passata stagione e per buona parte del girone d'andata. Dalla fine del calciomercato invernale appare svagato, distratto, ed ha avuto un calo di rendimento così evidente da far sospettare i più maliziosi, che nelle sue prestazioni insufficienti vedono una sorta di malcelata voglia del calciatore di trasferirsi al più presto alla corte di Mourinho.
Le sue malinconiche dichiarazioni su Pandev, il suo diniego alle varie proposte di rinnovo contrattuale presentate dalla Lazio, il suo nervosismo latente, che anche ieri l'ha portato a dar vita ad un evitabile battibecco con un tifoso nel centro sportivo di Formello, sembrano quasi avvalorare questa ipotesi, che però per la compagine allenata da Reja, al momento, sarebbe sicuramente nefasta
I capitolini hanno bisogno del miglior Kolarov per risorgere, la Lazio ha bisogno di tutto l'impegno e di tutta la dedizione di uno tra i suoi calciatori tecnicamente più dotati per provare a risalire una classifica che ad oggi fa paura e per provare ad allontanare gli spettri della retrocessione che stanno da tempo turbando i sogni di tutti gli appassionati biancocelesti. Per mandare via i fantasmi della B, per vivere un finale di campionato in crescendo, per tentare con qualche possibilità di riuscita una risalita che al momento appare difficilissima, la classe, il carattere e la forza di Kolarov servono come il pane.
Per questo, nonostante le recenti prestazioni al di sotto della sufficienza, Reja non ha mai messo minimamente in discussione l'importanza dell'esterno serbo, che a Genova ha giocato da centrocampista sinistro e che domenica, contro il Bari, riprenderà il suo posto sulla corsia mancina della linea mediana, nel 3-5-2 che il tecnico goriziano sta studiando per battere i pugliesi e per ritrovare quei tre punti che mancano da quasi un mese, dalla trasferta di Parma, giornata in cui esordì sulla panchina della Lazio con un successo che forse ha eccessivamente illuso tutta la sponda laziale del Tevere.
Con Zarate, Matuzalem e Radu, Kolarov è di sicuro il calciatore più quotato della compagine capitolina. Ha potenzialità enormi ed ancora grandissimi margini di crescita. Non a caso è uno tra i primi nomi dell'Inter per rinforzare la rosa nerazzurra in vista della prossima stagione. C'è tempo, però, per pensare al futuro. Adesso la Lazio si gioca la vita. E per non morire, sportivamente parlando, ha bisogno anche e soprattutto del sinistro del serbo, che ai capitolini deve buona parte della notorietà conquistata da quando è arrivato in Italia. Per le prossime dodici partite deve dare tutto per questi colori.
Lui è uno tra i pochi in grado di fare davvero la differenza. Deve capirlo. E pensare soltanto al presente. Per lanciarsi nel grande calcio, lui ha avuto bisogno della Lazio. Per togliersi dalle sabbie mobili, ora la Lazio ha bisogno di lui. Poi, a giugno, con buona soddisfazione di entrambe le parti, le strade potrebbero anche dividersi. Adesso, però, non è proprio il momento di fare certi discorsi. E soprattutto di avere in testa certi pensieri.
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Fonte: Alessio Tramacere WWW.LALAZIOINRETE.COM
Dalla fine di gennaio non è più lo stesso calciatore ammirato nella passata stagione e per buona parte del girone d'andata. Dalla fine del calciomercato invernale appare svagato, distratto, ed ha avuto un calo di rendimento così evidente da far sospettare i più maliziosi, che nelle sue prestazioni insufficienti vedono una sorta di malcelata voglia del calciatore di trasferirsi al più presto alla corte di Mourinho.
Le sue malinconiche dichiarazioni su Pandev, il suo diniego alle varie proposte di rinnovo contrattuale presentate dalla Lazio, il suo nervosismo latente, che anche ieri l'ha portato a dar vita ad un evitabile battibecco con un tifoso nel centro sportivo di Formello, sembrano quasi avvalorare questa ipotesi, che però per la compagine allenata da Reja, al momento, sarebbe sicuramente nefasta.
I capitolini hanno bisogno del miglior Kolarov per risorgere, la Lazio ha bisogno di tutto l'impegno e di tutta la dedizione di uno tra i suoi calciatori tecnicamente più dotati per provare a risalire una classifica che ad oggi fa paura e per provare ad allontanare gli spettri della retrocessione che stanno da tempo turbando i sogni di tutti gli appassionati biancocelesti. Per mandare via i fantasmi della B, per vivere un finale di campionato in crescendo, per tentare con qualche possibilità di riuscita una risalita che al momento appare difficilissima, la classe, il carattere e la forza di Kolarov servono come il pane.
Per questo, nonostante le recenti prestazioni al di sotto della sufficienza, Reja non ha mai messo minimamente in discussione l'importanza dell'esterno serbo, che a Genova ha giocato da centrocampista sinistro e che domenica, contro il Bari, riprenderà il suo posto sulla corsia mancina della linea mediana, nel 3-5-2 che il tecnico goriziano sta studiando per battere i pugliesi e per ritrovare quei tre punti che mancano da quasi un mese, dalla trasferta di Parma, giornata in cui esordì sulla panchina della Lazio con un successo che forse ha eccessivamente illuso tutta la sponda laziale del Tevere.
Con Zarate, Matuzalem e Radu, Kolarov è di sicuro il calciatore più quotato della compagine capitolina. Ha potenzialità enormi ed ancora grandissimi margini di crescita. Non a caso è uno tra i primi nomi dell'Inter per rinforzare la rosa nerazzurra in vista della prossima stagione. C'è tempo, però, per pensare al futuro. Adesso la Lazio si gioca la vita. E per non morire, sportivamente parlando, ha bisogno anche e soprattutto del sinistro del serbo, che ai capitolini deve buona parte della notorietà conquistata da quando è arrivato in Italia. Per le prossime dodici partite deve dare tutto per questi colori.
Lui è uno tra i pochi in grado di fare davvero la differenza. Deve capirlo. E pensare soltanto al presente. Per lanciarsi nel grande calcio, lui ha avuto bisogno della Lazio. Per togliersi dalle sabbie mobili, ora la Lazio ha bisogno di lui. Poi, a giugno, con buona soddisfazione di entrambe le parti, le strade potrebbero anche dividersi. Adesso, però, non è proprio il momento di fare certi discorsi. E soprattutto di avere in testa certi pensieri.

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