I tifosi della più antica squadra di Roma vinceranno anche questa battaglia. Sono sicuro che ce la faranno. Ci vorranno mesi, anni forse. Ma ce la faranno. La gente Laziale, quella vera, alla fine trionfa sempre. Perchè ci mette il cuore, oltre alla ragione. Dietro alle nuvole il cielo è celeste. E' solo questione di tempo. Prima o poi tornerà a splendere il sole...

mercoledì 17 marzo 2010

Approfondimento: Forrest Gump, dove sei finito?

A questa Lazio servirebbero il dinamismo e la corsa del miglior Litchsteiner













Fonte: Alessio Tramacere www.lalazioinrete.com
L'anno scorso è stato una tra le sorprese più positive della Serie A. Arrivato alla Lazio in sordina, secondo molti destinato a fare la riserva, si è subito imposto grazie alla sua corsa, alla sua grinta, alla sua professionalità, sfruttando come meglio non avrebbe potuto la lontananza di De Silvestri, impegnato con la Nazionale Olimpica, e divenendo in poche settimane un punto fermo della Lazio, relegando addirittura in panchina il gioiello di Monteverde, poi finito alla Fiorentina.


A distanza di un anno e passa, dello Stephan Litchsteiner che arava la fascia destra sembra essersi persa ogni traccia. Non c'è più quel giocatore che in poco tempo riuscì a farsi considerare da tanti come uno tra i migliori esterni del campionato italiano. Non c'è più quel terzino arrivato in silenzio e diventato nel giro di una manciata di partite uno dei migliori colpi, anche in relazione al rapporto qualità-prezzo, piazzati nella povera era targata Lotito.

Con Ballardini prima e con Reja poi l'esterno svizzero è spesso finito in panchina. E quando ha giocato, quasi mai ha ripetuto le ottime prestazioni fornite nella passata stagione. Per questo, dopo aver parlato di Muslera, abbiamo deciso di proseguire con lui il nostro viaggio ideale all'interno del gruppo biancoceleste, per andare ad analizzare singolarmente il rendimento di quei calciatori dai quali era lecito, forse, attendersi qualcosa in più nel corso di questo campionato.

Litchsteiner fa sicuramente parte di questo gruppo. Era un punto di forza, un titolare inamovibile. Poi il suo rendimento ha iniziato a calare vistosamente, fino a portarlo a perdere il posto da intoccabile. E se prima la scelta del solo Ballardini poteva essere considerata discutibile, ora che il calciatore è finito in panchina anche con Reja inizia forse ad essere doveroso un dibattito sulle reali qualità dello svizzero.

Quale è il vero Litchsteiner? Quello che nel passato campionato riuscì a diventare un beniamimo della gente Laziale, o quello che nel corso di questa stagione ha giocato spesso in modo insufficiente ed è arrivato a finire in panchina e in alcune occasioni anche in tribuna? Impossibile, per ora, dare una risposta a questo quesito. Anche se una cosa è certa. La Lazio, in questo momento in cui tutti sembrano sulle gambe, avrebbe un disperato bisogno della corsa e del dinamismo del suo "Forrest Gump". Se ci sei batti un colpo, Litch.

1 interventi:

Anonimo ha detto...

Un po' l'annata balorda della squadra,un po' la preparazione assurda dello staff di ballardini,un po' il non avere piu' alle spalle una valida alternativa come De Silvestri che gli garantiva di tirare il fiato......tutto questo ha fatto si che Forrest faticasse come non mai...un po' come tutta la nostra amata Lazio.