I tifosi della più antica squadra di Roma vinceranno anche questa battaglia. Sono sicuro che ce la faranno. Ci vorranno mesi, anni forse. Ma ce la faranno. La gente Laziale, quella vera, alla fine trionfa sempre. Perchè ci mette il cuore, oltre alla ragione. Dietro alle nuvole il cielo è celeste. E' solo questione di tempo. Prima o poi tornerà a splendere il sole...

lunedì 15 marzo 2010

Approfondimento: Sfatiamo questo falso mito...

Troppe volte, nell'ultimo periodo, abbiamo ascoltato una frase che non sta nè in cielo nè in terra e che è facilmente smentibile dai fatti e dai numeri












Fonte: Roberto Arduini WWW.LALAZIOINRETE.COM
"La Lazio ha giocatori che rispetto alle altre squadre non sono abituati a lottare per non retrocedere". Quante volte abbiamo sentito questa espressione che significa tutto e niente, che sembra essere una sorta di malcelato alibi, che dopo il match contro il Bari è stata pronunciata anche da un Reja in chiara difficoltà e che da mesi, ormai, continua a risuonare nell'ambiente biancoceleste portando agli occhi ed alle orecchie della gente una verità che invece verità non è?

Già, perchè la Lazio, questa Lazio, è piena di giocatori che sono abituati alla lotta per non retrocedere, che hanno passato gran parte della loro vita in provincia e che ora non sono improvvisamente diventati grandi solo perchè indossano la maglia del più antico club della capitale. Facciamo soltanto qualche esempio.

Sebastiano Siviglia, prima di arrivare nella capitale ad indossare la gloriosa maglia numero 13 portata dall'immenso Alessandro Nesta, ha giocato con Nocerina, Atalanta, Parma e Lecce. Stendardo, non più di due stagioni fa, proprio nel Salento ha vissuto la stagione della retrocessione leccese. Giuseppe Biava, prima di approdare al Palermo, in Serie B, ha giocato con Albinoleffe e Biellese. Cristian Ledesma è giunto a Roma nell'estate del 2006 al termine di un campionato che l'ha visto sprofondare in Serie B con il Lecce, mentre Matuzalem prima di cercare fortuna all'estero ha militato in un Napoli piccolo piccolo e nel Piacenza, che di sicuro non lottava per un posto in Champions League.

Tommaso Rocchi, proseguendo nel nostro piccolo excursus, prima di finire nel calderone dei nove acquisti in un giorno era l'attaccante esterno dell'Empoli che faticava tantissimo a rimanere in Serie A, mentre Floccari fino a tre stagioni fa lottava per non andare in Serie B con la maglia del Messina.

Sfatiamo questo mito dei calciatori non abituati a lottare in certe posizioni. Di carriere e di trascorsi importanti, nella Lazio, ce ne sono davvero pochi. Tolti Cruz e Brocchi, che hanno avuto un passato importante, o gli Zarate, i Muslera, i Radu e i Kolarov, che anagraficamente parlando hanno iniziato la loro avventura da poco, la Lazio è composta da  moltissimi calciatori che nella loro vita professionale diverse volte si sono ritrovati a lottare per non andare in Serie B. La storia dell'abitudine, quindi, davvero non regge. Provate a trovarne un'altra.

2 interventi:

Anonimo ha detto...

giustissimo. quante cavolate si stanno sentendo in questi giorni.

thomas ha detto...

poi, caro roberto, vorrei sapere la tua sulla questione rigori.