I tifosi della più antica squadra di Roma vinceranno anche questa battaglia. Sono sicuro che ce la faranno. Ci vorranno mesi, anni forse. Ma ce la faranno. La gente Laziale, quella vera, alla fine trionfa sempre. Perchè ci mette il cuore, oltre alla ragione. Dietro alle nuvole il cielo è celeste. E' solo questione di tempo. Prima o poi tornerà a splendere il sole...

giovedì 11 marzo 2010

Approfondimento: Stendardo e Firmani, serve la vostra grinta

I due gregari possono risultare decisivi nella lotta per non retrocedere















Fonte: Alessio Tramacere WWW.LALAZIOINRETE.COM
Inutile nascondersi. Non sono mai stati e probabilmente non saranno mai due fenomeni. Eppure, per molti tifosi biancocelesti, sono dei veri e propri beniamini. Guglielmo Stendardo e Fabio Firmani, due che non si tirano mai indetro, due che la gamba ce la mettono sempre, due che riescono a sopperire ad alcuni limiti tecnici grazie alla grinta, al lavoro, all'umiltà e all'abnegazione.

Prendi ad esempio il difensore campano. Aveva iniziato la stagione ai margini della rosa, da dissidente, da calciatore mai preso in considerazione. Dopo la breve parantesi nella Juventus e la deludente esperienza di Lecce la sua carriera sembrava quasi compromessa. Lui, però, non ha mai mollato: ha lavorato, in silenzio, senza perdersi d'animo. Poi è arrivata la sua occasione, l'ha saputa sfruttare, e si è rilanciato all'improvviso. Ora è uno degli intoccabili della Lazio: esce dal campo sempre con la magliatta sudata, ha offerto il più delle volte prestazioni all'altezza della situazione, e si è tolto la soddisfazione di segnare due reti pesantissime, contro Chievo Verona e Parma, che hanno portato alla compagine biancoceleste punti preziosi, senza i quali una classifica già drammatica avrebbe veramente materializzato già da tempo gli spettri di una retrocessione in Serie B. Non è Stam, non sarà mai un uomo copertina, ma almeno ha dimostrato di avere attributi, attaccamento e carattere. Basta guardalo quando esulta: corre impazzito, con la soddisfazione stampata sul volto e con quella gioia tipica di si sente davvero parte di un qualcosa di grande. La Lazio.

Se dici Fabio Firmani, invece, pensi subito al 25 novembre del 2007, a quel gol segnato in occasione di un Lazio-Parma, due settimane dopo la tragica morte di Gabriele Sandri, e a quella corsa impazzita del centrocampista biancoceleste verso la Curva Nord per andare ad abbracciare l'effigie di Gabbo, che ancora oggi è sempre presente ogni volta che scende in campo la più antica squadra della capitale. In quella corsa impazzita c'è molto di Firmani: la sua sensibilità, sempre dimostrata anche con molte iniziative di solidarietà, la sua Lazialità, il suo attaccamento ai colori e ai tifosi della Società Sportiva Lazio.

Anche Firmani non certo un fuoriclasse. Eppure è uno dei calciatori più amati nella rosa dei capitolini. Il motivo è facile da capire. E' uno che quando gioca lo fa con i piedi, come ogni calciatore, ma anche e soprattutto con il cuore, con la grinta e con il carattere di un appassionato vero. Non si risparmia mai, potrà sbagliare qualche passaggio di troppo, ma il suo apporto in termini di impegno, intensità e quantità non sarà mai insufficiente.

Anche alla loro grinta la Lazio si dovrà aggrappare per risalire una classifica che si sta facendo sempre più preoccupate. Per risorgere ora e per programmare un futuro migliore servono le giocate degli elementi più titolati, tipo Zarate, Matuzalem e Kolarov, investimenti pesanti da parte della dirigenza, che dovrebbe varare un bell'aumento di capitale per rinforzare la squadra, ma anche uomini del genere, in grado di garantire in ogni occasione e in ogni circostanza il massimo impegno e la massima disponibilità. Siamo pronti a scommetterci: nella corsa della Lazio verso la salvezza, ci sarà spazio per un'altra incornata vincente di Stendardo o per un gol sporco, magari in mischia, di Firmani. Il cuore va spesso oltre all'ostacolo. E alle volte, come già successo in passato, riesce anche ad essere decisivo.

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