martedì 16 marzo 2010

Esclusiva Lalazioinrete.com-Camolese ed il cuore dei meno nove: "Lazio tifo per te, ce la farai"

Giancarlo Camolese, centrocampista della Lazio a cavallo tra il 1986 ed il 1988,  prova ad essere ottimista: "La Lazio ha un gruppo di qualità, può raggiungere l'obiettivo salvezza"












Fonte: Monia Bracciali www.lalazioinrete.com

Nel momento più cupo della storia laziale, anche la squadra di eroi della Lazio dei meno 9, affiora nei ricordi come una bianca “celeste nostalgia”. Un campionato durissimo, quello della stagione '86-'87, dove la squadra di Fascetti, soffrì tanto. La storia è nel cuore di ogni Laziale che l'ha vissuta o ascoltata, come una di quelle fiabe, stavolta vere, che i padri raccontano con orgoglio ai figli. “Sono bei ricordi e ci fa ancora tanto piacere che la gente non si sia mai dimenticata di noi,  ed io sono rimasto un tifoso Laziale”. A parlare è Giancarlo Camolese, che ha indossato la casacca biancoceleste per due intensi anni, dal'86 all' '88.


Mister, lei fu uno di quei protagonisti della Lazio che riuscì a salvarsi col batticuore. Come si riesce in un'impresa simile?
Ci vogliono la bravura della società, dell'allenatore e dei giocatori. Tutti devono provare a dare il massimo. Che sarebbe stata veramente dura, partendo con nove punti di penalizzazione, lo sapevamo. Fascetti fu molto chiaro fin dall'inizio: chi non se la sentiva di rimanere, era giusto se ne andasse. Chi invece restava aveva la consapevolezza che ci sarebbe stato da soffrire. Certo: non pensavamo così a lungo, fino al 5 luglio.

La Lazio dell' '87 e quella di oggi, infangate in due periodi piuttosto bui. A prima impressione, però, le analogie tra le due squadre si fermano qui
“Infatti non ce ne sono. Si tratta di due categorie diverse, due squadre con due storie differenti, ma anche la Lazio di oggi ha un gruppo di giocatori capace di raggiungere l'obiettivo salvezza. A volte le annate nascono in un modo e poi cambiano completamente. Quello che conta è poi saper gestire il cambiamento ed arrivare sino in fondo nel migliore dei modi”

Ha giocato due stagioni a Roma. Come riesce, questa città, a rendere in un momento tutto possibile? Come, invece, un attimo dopo, è capace di distruggere tutto?
"Roma è capace di amplificare tutto, nel bene come nel male. Nel bene ti fa sentire molto importante, nel male, invece, serve tanta concentrazione, pensare solo a giocare ed al campo, non prestare attenzione a ciò che viene detto, altrimenti un giocatore perde di vista il suo obiettivo"

Come si esce da una situazione drammatica come quella di adesso?
"Penso che Reja sia un allenatore molto esperto e che quindi sappia far leva sullo spirito di gruppo, sulla voglia e la volontà dei suoi uomini. Certo, ad inizio stagione, una situazione così era veramente impensabile, ma in questi casi il pessimismo deve essere bandito. La Lazio ha un gruppo di qualità capace di raggiungere la salvezza. Il numero di partite che manca non è così basso e di punti in palio ce ne sono ancora tanti"

Attualmente è senza panchina, dopo l'esperienza a Torino terminata la stagione scorsa. Nel frattempo ha ricevuto offerte?
"Tantissime, sia dalla serie A che dalla B. Ho finora rifiutato perchè si trattava per lo più di andare a sostituire chi già c'era in panchina. Nel calcio si pensa più all'oggi che al domani, al futuro. E' sempre difficile poi subentrare ad un tecnico. Finora le mie richieste non si sono incontrate con quelle di chi mi ha cercato. Anche da Grecia, Romania e Francia ho ricevuto offerte, ma per colpa mia, nessuna trattativa finora è andata a buon fine"

3 Posta un commento:

Anonimo ha detto...

Se avessero il carattere che avevate voi ci salveremmo di sicuro!

alberto ha detto...

grande camoleone!

simone ha detto...

Io lo vedrei bene anche sulla nostra panchina...voi?