domenica 7 marzo 2010

Graffi in Corsivo: L'amore si odia

Inutile cercare capri espiatori













 Fonte: Monia Bracciali WWW.LALAZIOINRETE.COM
L'amore si odia. Forse è per questo che è iniziata la ricerca al capro espiatorio di una situazione insostenibile. Zarate. Poi no: il rosso di Zarate. Neanche. Rocchi. Sì, dev'essere colpa sua. Nemmeno. Reja che cambia schema, perchè l'ha fatto? Perchè ha fatto tornare alla mente gli imbarazzanti tatticismi di Ballardini? Reja che s'è fatto espellere ed è la seconda volta da quando è alla guida della Lazio, cioè una manciata di partite. Colpa della società, degli spazi vuoti intorno al presidente e da un uomo albino quanto le tracce che lascia il suo lavoro dentro la Lazio, la sua collaborazione da osservatore tecnico. Colpa del palazzo. ma sì, quello che manda gli arbitri per farci andare in B. Sono i giocatori tutti a voler retrocedere, quelli che non hanno attaccamento alla maglia, quelli che non sanno cos'è la lazialità, i mercenari. Quelli che non ci mettono gli attributi. Poi li guardi in faccia e nemmeno loro sanno ritrovare almeno l'ombra di quello che erano. Una vita per arrivare in serie A ed essere poi inghiottiti in una situazione assurda, dove si denuncia la società per mobbing, si chiama un ex giocatore a testimoniare e ci scappa la lite furibonda con il presidente. Bugiardo. Hanno mentito tutti. La Supercoppa è stata un'illusione, la Coppa Italia una bugia, la prima stagione di Zarate, una bolla di sapone. La fortuna che non si toglie la benda dagli occhi e magari non permette né al ragazzo di Haedo e nemmeno al serbo di insaccare al sette palloni calciati da trenta metri, quando la porta è tanto stretta. L'amore si odia. I duemila laziali a Genova a dormire nel pullman di ritorno, di un sonno leggero come l'incubo della B velato ancora da qualche illusione della ruota della vita che gira. Anche il pallone rotola, esattamente come la vita, ma non lo fa mai dalla nostra parte e la vita della Lazio, più che una ruota sembra una roulette russa. Avanti il prossimo, meglio se ha le stimmate del capro espiatorio. Intanto domenica c'è il Bari. “Riempiamo lo stadio”, “stiamo tutti a casa”. Un'altra battaglia interna di cuori spezzati e una rabbia laziale che cova dentro le viscere da troppi anni. Perchè l'amore si odia.

4 Posta un commento:

sabatino78 ha detto...

tutti allo stadio senza discutere!!! a strillare fino a farci venire un infarto ma questo ed altro per salvare la lazio come al solito solo noi possiamo farlo!

andrea ha detto...

Bel pezzo. Anche se il colpevole c'è è uno e si chiama claudio lotito

Anonimo ha detto...

Cara Monia complimenti per lo stile ma il colpevole esiste, è uno solo, e si chiama Lotito Claudio.

Almeno questo è il mio pensiero.

Anonimo ha detto...

io non odio nessuno.spero solo che Lotito si lamenti,nelle sedi opportune,per come ci trattano gli arbitri.ogni volta compensano i torti subiti dalle altre squadre,a danno nostro.ma vi siete accorti o no,che fin dai primi minuti,quel..ha incominciato a demolire i nostri entusiasmi e la voglia di giocare,con interventi assurdi e persecutori???