Nella Lazio non si salva nessuno, tra i pugliesi molto bene Gillet e Almiron
Fonte: www.goal.com
La Lazio di Reja: Cambia qualche elemento, cambia qualche posizione in campo, ma lo spirito e il gioco di questa squadra sembrano rimasti invariati rispetto alla parentesi “Ballardini”. Formazione senza capo né coda, senza idee e senza grinta, giocatori fermi senza palla e inconcludenti palla al piede. Una situazione che, considerando anche i risultati delle concorrenti, rischia di essere sempre meno raddrizzabile. Voto 3
Castillo-Meggiorini: E’ vero, il primo è ancora in fase di rodaggio, il secondo era reduce da un infortunio, ma in più occasioni quest’anno si è avuta la netta impressione dell’eccessiva Barreto-dipendenza della fase offensiva barese. Per fortuna l’astuzia e le grandi capacità di Ventura unite a elementi importanti a centrocampo e in difesa permettono spesso di sopperire a questa mancanza con un gioco veloce e articolato che prende origine fin dalla retroguardia. Voto 5
Matuzalem: Non in grande giornata, la sua prestazione è senza infamia e senza lode. Esce per problemi fisici dopo mezzora. Lo si cita giusto per trovare qualcosa di buono in una squadra che ha un’infinità di fattori ed elementi tutt’altro che positivi. Sicuramente però è uno dei pochissimi che morde come un mastino sulle caviglie degli avversari e si propone con decisione per ricevere la palla. Voto 6
Almiron: Croce e delizia di questa squadra, il suo carattere spesso indomabile gli crea qualche problema sia disciplinare sia di gestione delle proprie capacità. Ma il centrocampista rigenerato da Ventura risulta sempre una pedina importantissima per il gioco dei pugliesi. Voto 7
La retroguardia barese: Manca da tempo il migliore elemento della difesa pugliese, ma la quadratura dei quattro là dietro, unita a una consapevolezza incredibile dei propri mezzi che permette a tutti di uscire quasi sempre palla a terra dalla propria area di rigore, la rende una retroguardia difficilmente penetrabile e dal tasso tecnico invidiabile. Voto 6.5
Gillet: Chiamato spesso in causa, ma più che altro per interventi poco pericolosi. Non per questo si addormenta, anzi nelle rarissime occasioni in cui la Lazio rischia di avvicinarsi al goal il portierone belga tronca sul nascere le speranze avversarie. Insuperabile anche sul rigore, ancgolato ma non potentissimo, esploso dai piedi di Kolarov. Una sicurezza! Voto 7
Alvarez: Oggi le sue sfuriate in fascia sono state ben disinnescate dagli uomini di Reja, ma sono bastate due occasioni generate dalla sua corsa per guadagnare la punizione che ha portato al primo goal e la sgroppata che gli ha consentito di siglare il secondo. Voto 6.5
Reja: Con questa partita terminano gli alibi anche dell’allenatore biancoceleste. La squadra non ha ancora dimostrato di aver appreso nulla di nuovo, il suo compito di trovare una quadratura che possa portare a una salvezza tranquilla è stato completamente disatteso, dal momento che i continui cambi di modulo e le sconcertanti scelte negli uomini e nelle sostituzioni dimostrano che nel giro di poche settimane anche il 65enne tecnico di Gorizia è andato nel pallone più totale, come era successo al suo predecessore. Pessimo il doppio cambio per Hitzlperger, al culmine dello sbando. Voto 3
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