mercoledì 31 marzo 2010

Lazio-Napoli, stop ai biglietti

Nessun tagliando in vendita per la sfida di sabato pomeriggio all'Olimpico: lo ha stabilito il prefetto di Roma. Una decisione che penalizza i tifosi laziali: ai napoletani la trasferta era infatti già stata vietata da tempo Fonte: Alberto Abbate Repubblica.it


Ora è ufficiale. Il Prefetto Giuseppe Pecoraro ha bloccato definitivamente la vendita dei tagliandi per la sfida fra Lazio e Napoli di sabato. Nel comunicato, diramato sul sito della Lazio, si specifica che, per motivi di sicurezza, potranno avere accesso allo stadio Olimpico soltanto gli abbonati (28mila circa) e, soli nel giorno della gara, i cittadini stranieri potranno acquistare i biglietti. Una decisione, questa, che penalizza fortemente il popolo laziale (ai tifosi partenopei è da tempo vietata la trasferta) e lo stesso club capitolino che aveva in programma nuove promozioni per portare la gente allo stadio.


LA SALVEZZA - Lazio-Napoli si vivrà dunque più sul campo che sugli spalti. Per fortuna, i biancocelesti sembrano rinati. Reja può essere soddisfatto della capacità di recepire i suoi insegnamenti da parte della squadra. Non è stato un lavoro facile e ancora non è finita: da qui alla fine della stagione il calendario sarà ostico, ci saranno sfide importanti contro avversari decisi a lottare per traguardi ambiziosi. Servirà la forza del branco, lo stesso spirito agguerrito che ha spinto i biancocelesti a migliorare la classifica e ad andare sempre più a caccia della preda. La prossima, appunto, il Napoli. De Laurentiis avverte i suoi: "La Lazio è determinata a salvarsi. All'Olimpico sarà dura". Reja d'altronde non farà mancare gli ingredienti del suo successo: serietà, scaramanzia e divertimento.

SERIETA' - La si evince dalle parole di Stefan Radu. Il lavoro duro e la disciplina sono i primi segreti della resurrezione biancoceleste: "Non abbiamo il tempo di uscire o di andare a mangiare fuori - spiega il romeno - perché abbiamo dei programmi ferrei. Ci troviamo ancora in una situazione difficile e non possiamo permetterci di avere distrazioni. Dobbiamo lottare affinché la Lazio si salvi". Radu è diventato uno dei punti fermi di questa Lazio ed è sempre da esempio per gli altri. Reja, a onor del vero anche Ballardini, lo considera fondamentale per la solidità della retroguardia biancoceleste. E lui, dal canto suo, non ha proprio intenzione di deluderlo.

SCARAMANZIA - La incarna Reja. Lo si sapeva da Napoli. Il girotondo a centrocampo è diventato un tratto indistinguibile della nuova Lazio. Si è trasformato quasi in un rito propiziatorio. Reja è così tanto scaramantico che sabato, prima di volare a Milano, ha voluto anticipare la conferenza stampa di Formello alle 10, un orario ben augurante alla vigilia della trasferta di Cagliari. Ha indossato per due giornate consecutive la stessa sciarpa biancoceleste al collo: l'ha messa per la prima volta al Sant'Elia, non l'ha più tolta. Rumors narrano addirittura di gesti che Reja usa ripetere quotidianamente, rituali "anti-jella". A quanto pare, la scaramanzia sta coinvolgendo tutto il gruppo, unito intorno al proprio allenatore.

DIVERTIMENTO - Il tecnico goriziano l'ha spiegato nelle ultime conferenze stampa: "Il calcio è un gioco e tale deve rimanere. E' giusto affrontare il lavoro con serietà, ma anche con il sorriso". Parole banali? Macché! La Lazio si svaga in allenamento, i visi sono distesi e, fra uno scatto e l'altro, qualche sfottò diventa la pozione per affrontare al meglio ogni giornata. E la Lazio poi si diverte anche in partita. Sin qui é stato il giusto antidoto, insieme chiaramente ai risultati, per ritrovare la serenità e la tranquillità perduta.

NAPOLI - Nel destino di Reja. Poco più di un anno fa ( 10 marzo), dopo un rocambolesco 2-2 proprio con la Lazio, l'allora allenatore partenopeo lasciò il capoluogo campano. "Ricordo che lo staff tecnico era comunque contento per il risultato ottenuto con una squadra forte come la Lazio - racconta l'ex mister in seconda Viviani - mentre il presidente De Laurentis non condivideva questa opinione e si andò un po' sopra le righe". Per Reja sarà un derby del cuore: "Napoli è stato il culmine della mia carriera - ha dichiarato il tecnico laziale - una parte di me rimarrà sempre lì, ora mi auguro di lavorare bene anche alla Lazio. Non credo che resterò a Roma per cinque anni, ma almeno vorrei fare un'esperienza biennale. Sabato sarà una grande partita - annuncia - ci saranno ritmi alti e una grande intensità di gioco. Le due squadre stanno bene, stanno attraversando un gran momento di forma. Il risultato ottenuto a San Siro conferma la bontà del lavoro che hanno svolto i ragazzi. la Lazio sta crescendo, ma la salvezza è ancora lontana".

DIFFIDATI E INFERMERIA - Sono sette i giocatori biancocelesti a rischio squalifica: Cruz, Rocchi, Floccari, Lichtsteiner, Ledesma, Baronio e Foggia. A far paura sono soprattutto le diffide dei 4 titolari, fra centrocampo e attacco, in ottica derby. Intanto, Floccari è ormai totalmente guarito: nonostante lo staff medico lo considerasse già abile e arruolabile contro il Milan, l'ex genoano non se l'è sentita di rischiare. Ma contro il Napoli ci sarà. E saranno eventualmente a disposizione anche Siviglia e Hitzlsperger. Qualche preoccupazione per Muslera, fermo a causa di una contrattura ai muscoli dorsali: se non dovesse farcela, Tommaso Berni sarebbe pronto a fare il bis, dopo la gara da titolare contro la Fiorentina.

1 Posta un commento:

Anonimo ha detto...

Leggi gli interventi fatti in"Restrizione vendita biglietti.."..precedente.