In questi giorni se ne stanno sentendo di tutti i colori...
Fonte: Simone Cignitti www.lalazioinrete.com
Il limite tra lealtà e ipocrisia a volte è davvero labile e se ne sta rendendo conto bene il tifoso Laziale in questi giorni.Nelle tv, nelle radio, nei giornali e per le strade non si parla d'altro che di Lazio-Inter. La partita che forse può decidere il campionato. Per un curioso scherzo del destino l'ago della bilancia sarà proprio quella tanto declassata Lazio. Sì, proprio a Lei cui non più di dieci giorni fa veniva augurato dai "cari" dirimpettai giallorossi un viaggio senza ritorno verso la serie B,con pernacchie e gesti di scherno annessi,ora vanno le preghiere e l'augurio "sincero" per una salvezza da raggiungere già da domenica.
Una solidarietà capitolina che "commuove" se non fosse che da qualche giorno è iniziata una pressione ambientale e mediatica senza precedenti. Un continuo gridare al complotto ed un continuo reclamare onestà per la credibilità del campionato, e del calcio in generale, che suscità perplessità in qualcuno ed ilarità in altri.Sì, perchè il fatto che proprio chi si professa parte lesa in un mondo sconvolto da calcio-scommesse,da doping e da calciopoli si stupisca e faccia credere che una partita possa macchiare l'onestà del calcio fa sorridere davvero. Fa sorridere perchè di colpo sembra che tutto sia bello, tutto sia pulito, tutto sia regolare, se non fosse per quella "brutta e cattiva" Lazio che non vuole vincere contro l'Inter.
Nel trambusto generale intanto qualche mente smemorata dimentica di sottolineare, ad esempio, come a Parma sarà consentito a più di cinquemila tifosi di seguire in trasferta la propria squadra in barba al provvedimento che due mesi prima aveva negato ai supporters Laziali la medesima opportunità. Ovviamente tutto questo all'indomani degli scontri del derby. Fa riflettere e molto,ma nessuno lo dice. Probabilmente cosi' tanta lealtà annebbia la vista e confonde la testa. Dimostrazione lampante ne è il fatto di come si pretenda da una squadra quintultima,e che tra le tante batoste casalinghe annovera Cagliari, Parma, Bari e Catania, di vincere a mani basse contro la prima della classe, nonchè finalista di Champions e di Coppa Italia.
Una concezione della realtà talmente tanto distorta da sollevare il dubbio che questa sventolata lealtà sportiva non nasconda ipocrisia. La stessa ipocrisia che dimostra chi si scandalizza tanto con quei tifosi disposti a veder perdere la propria squadra pur di dare un dispiacere ai rivali cittadini, ma che non fa altrettanto con chi(vedi i tifosi del Parma) minaccia di desertare il Tardini in segno di protesta contro la scelte del Prefetto e che di fatto cosi facendo consegnerebbe lo stadio in mano alla tifoseria ospite.
Un due pesi e due misure tanto plateale quanto messo sotto silenzio. Giochetti "perversi" che,come direbbe Mourinho,dimostrano quanto per qualcuno fare lo sgambetto possa essere un sogno e quanto per altri essere sgambettati possa essere una ossessione.Un'ossesione che provoca brividi di piacere nel tifoso Laziale,un ossessione in cui qualcuno dovrà darsi da solo, sinceramente, la più scontata delle risposte: tutte queste parole, in realtà, nascondono lealtà sportiva o semplicemente ipocrisia?

1 Posta un commento:
Assoluta ipocrisia.
Il problema vero è che domenica scorsa la Roma ha perso e la Lazio non c'entra niente.
La Roma, e chi per lei, facesse autocritica invece di andare in giro a fare proclami sulla nostra professionalità. Non dobbiamo niente a nessuno.
La Lazio facesse quello che deve, sti giochetti da quattro soldi lasciamoli agli altri.
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