martedì 6 luglio 2010

Patarca a cuore aperto: "Stiamo sciupando il gioco più bello del mondo"

L'ex mentore del settore giovanile biancoceleste ha detto la sua sulla situazione che sta vivendo il nostro calcio
Fonte: Elmar Bergonzini Il secolo d'Italia

Volfango Patarca: tanti giocatori della serie A devono molto a lui, uno dei migliori scopritori e educatori di talenti. Fra i suoi ragazzi c’è chi è diventato campione del mondo, eppure non è mai stato invitato dalla federazione ad una riunione sui settori giovanili. Ha fatto guadagnare alla Lazio credibilità e soldi durante gli anni di Cragnotti, valorizzando giovani del calibro di Nesta, Di Vaio, Di Canio, Roma. Lotito invece di puntare sulle sue capacità lo ha mandato via. Segno di un calcio che dà poca importanza ai giovani. Ecco la nostra intervista all’uomo che ha realizzato i sogni di molti ragazzi.


Volfango, l’Italia ha fatto una pessima figura ai mondiali.
Per me che lavoro in questo mondo da tanti anni, era un flop annunciato.
Lippi d’altronde ha sfidato l’espressione del campionato, portando il blocco Juve che aveva fallito.
Il gesto migliore che dovrebbero fare tutti i componenti dello staff italiano è dimettersi: da Abete in giù.

Lei ha raggiunto una grande credibilità e fama per quel che riguarda il lavoro con i giovani, qual è il suo segreto?
Ho sempre cercato di lavorare. La fama nel calcio te la dà il lavoro. Da giocatore ho fallito varie opportunità, ma gli sbagli che ho fatto li ho messi a disposizione dei giovani. Ho sempre cercato di insegnare tecnica e comportamento. Parlo molto con i ragazzi. Il calcio è prima un insegnamento di vita poi un insegnamento tecnico.Il settore giovanile è il fondamento di una società sportiva. Non tutti hanno un Moratti che può comprare chi vuole. I settori giovanili vanno affidati a chi li sa gestire, non si può mettere persone che non sono adatte a questo lavoro.

Come si scopre un talento?
I ragazzi bisogna guardali di persona, osservarli senza distrarsi mai. In qualsiasi momento il giovane può dimostrare di avere qualcosa su cui si può lavorare limando i difetti.

Qual è l’errore che il calcio italiano fa con i giovani?
Si dà più fiducia ad un trentenne straniero,nemmeno di successo,che ai propri giovani. È una politica sbagliata, non ci guadagna né la società né il giovane né il calcio italiano. È una filosofia sbagliata e deleteria. Se c’è un ragazzo di 17 o 18 anni che è bravo, deve giocare, non può stare fino a 20 anni in primavera.

Cosa si deve fare per cambiare la situazione?
Si dovrebbe tornare indietro, come facemmo nel ’82 diventando campioni del mondo. Si dovrebbe porre un limite di giocatori in rosa, con un minimo di 5 della primavera. Invece le rose delle squadre italiane vanno oltre le trenta unità. Ci sono giocatori che non entrano mai in campo.



Fra l’altro molte squadre hanno più stranieri che italiani…
Gli stranieri vanno comprati se sono affermati. Invece le nostre panchine sono piene di stranieri, e i giovani non hanno spazio. La Lazio per esempio gioca con Kolarov, quando aveva un ottimo giovane, Angeletti,che non è inferiore. Ma è stato mandato via. Lo straniero che si compra deve essere Maradona, altrimenti non ha senso. Per di più in una squadra nella quale giocano ragazzi del proprio settore giovanile, si respira un’altra atmosfera: c’è più voglia di sacrificio e attaccamento alla maglia. Le società ci guadagnerebbero attraverso il merchandising, poiché i tifosi comprerebbero più maglie di giocatori nei quali è più facile identificarsi.

Dalla Spagna, all’ Inghilterra alla Germania, tutti all’estero hanno un campionato o delle squadre riserva nelle quali giocano i giovani…
Una volta in Italia esisteva il campionato riserve. In questo campionato giocavano giocatori strepitosi come Orlando, Facco, Oddi, che si vedeva che erano adatti a giocare in serie A. Con un campionato del genere si dà modo a chi non gioca, di giocare con regolarità. Ora fra la fine del campionato Allievi e la Primavera c’è un buco di due anni. Così i giovani che vengono dagli allievi si fanno due anni di panchina perdendo molto. Bisognerebbe fare un campionato intermedio obbligatorio per tutti. In Italia si pensa che 60 mila euro per fare il campionato Berretti siano una spesa inutile, quando si comprano stranieri per vari milioni, mandandoli poi in panchina.

Altri problemi dei settori giovanili?
Gli sponsor. Deve giocare chi è più forte, non chi è raccomandato. Non ci devono essere interessi personali di componenti esterni.

Prandelli, il nuovo c.t., dovrebbe convocare una sua vecchia conoscenza: De Silvestri…
Lorenzo ha fatto molti progressi andando a Firenze. Io spero che Prandelli lo chiami. Se gli si dà l’opportunità di stare in nazionale, lui farà del tutto per non uscirne. Ha fatto dei progressi tecnici eccezionali. Ha un gran fisico, una gran corsa. Forse sarebbe più adatto a fare l’esterno alto, ma fa dei progressi continui anche in fase difensiva.

Ha un messaggio da lasciare al mondo del calcio?
Stiamo sciupando il gioco più bello del mondo

2 Posta un commento:

Anonimo ha detto...

Bellissimo l'augurio a Lorenzo

sabatino78 ha detto...

daje rega zeruuuuuuu abbonamenti ve prego cosi se ne dovra rende conto de chi semo e che noi per il bene della nostra amata lazio siamo pronti a tutto!