domenica 28 febbraio 2010

Il punto sulla Lazio: Zarate deve giocare, la protesta è riuscita, vietato perdere altri punti per strada

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Due punti buttati per gli uomini di Reja, su questo non c'è dubbio. Una squadra che si deve salvare non può farsi riprendere sull'uno a uno dalla Fiorentina stanca, spenta e rabberciata che è scesa all'Olimpico sabato e che ha chiuso il match con diversi rincalzi in campo. La cosa che più ha lasciato perplessi è l'atteggiamento dei biancocelesti nel secondo tempo. Invece di cercare la rete del raddoppio che avrebbe virtualmente chiuso il match i capitolini si sono rintanati nella loro metà campo, prestando il fianco alle iniziative viola, e riuscendo ad evitare una sconfitta che sarebbe stata assurda solamente grazie a due ottimi interventi di un sorprendente Tommaso Berni.

L'incontro dell'Olimpico ha offerto diversi spunti di riflessioni. Il primo, il più evidente, pone l'accento sull'importanza di Zarate all'interno del gruppo laziale. E' vero che l'argentino non sta attraversando un ottimo momento, ma è altrettanto vero che è l'unico campione nella rosa dei biancocelesti. Reja, secondo noi, dovrebbe finirla di escluderlo dall'undici iniziale. Una squadra che sta giocando per la vita farebbe bene a non tenere fuori il suo talento più puro. Talento che, non a caso, ha portato alla Lazio quattro degli ultimi sei punti conquistati in classifica, risultando decisivo a Torino contro la Juventus con il perfetto assist per Mauri (che, a proposito, continua a mangiarsi gol che segnerebbe anche un bambino) ed a Parma nella prima partita targata Reja, quando entrando sullo zero a zero si è prima procurato il calcio d'angolo da cui è nato il vantaggio con un tiro dalla distanza ed ha poi firmato il raddoppio a pochi minuti dal fischio finale.

Zarate deve giocare, in panchina ci auguriamo di non vederlo più. E' troppo importante, quasi indispensabile. Perchè anche quando è in giornata no può inventare da un momento all'altro quella giocata in grado di cambiare il match. E perchè le alternative in avanti non stanno certamente brillando (vedi Rocchi, che non segna da due mesi e che quasi mai riesce a rendersi pericoloso).

Altra cosa da non sottovalutare è la tenuta fisica dei biancocelesti, che puntualmente, come troppe volte accaduto in questo campionato, nel secondo tempo arrancano incredibilmente. Perchè succede questo? E' un problema mentale o, peggio ancora, fisico? A tre mesi dalla fine del campionato è preoccupante assistere a dei crolli così clamorosi nella seconda fase della partita. Bisognerebbe capire che tipo di preparazione ha svolto la squadra in estate con Ballardini, se non è stata messa nelle gambe un pò di benzina per affrontare al meglio la parte finale della stagione c'è di chi esser preoccupati.

C'è poi da parlare della protesta messa in atto dalla tifoseria biancoceleste in occasione di Lazio-Fiorentina. Per contestare l'azionista di maggioranza si chiedeva un gesto forte, si chiedeva di lasciare lo stadio vuoto. L'iniziativa è riuscita alla grande. All'Olimpico c'erano meno di 10.000 persone. Se si considera che la Lazio in questa stagione può contare su oltre 27.000 abbonati si può tranquillamente dire che quasi i due terzi degli affezionati biancocelesti hanno espresso il proprio dissenso nei confronti dell'attuale gestione societaria. Davanti a questi numeri nessuno dovrebbe più parlare di "sparuta minoranza", anche perchè la popolarità di Lotito sembra davvero arrivata ai minimi storici.

Adesso, tornando al calcio giocato, la Lazio non può più permettersi di perdere punti per strada. Domenica si andrà a Genova contro la Sampdoria in una partita tanto importante quanto difficile, poi, sette giorni più tardi, all'Olimpico arriverà il Bardi di Ventura. Servono almeno quattro punti per non aggravare ancora di più una situazione di classifica che resta drammatica e che senza il passo falso casalingo del Livorno contro il Siena sarebbe stata addirittura tragica. La Lazio non può e non deve retrocedere. Sta iniziando lo sprint finale verso un traguardo chiamato salvezza.

Riceviamo e pubblichiamo da Giancarlo Governi: Ieri sera abbiamo perso tutti

Ieri sera allo stadio Olimpico ho visto la partita più triste della mia vita: la Lazio, la nostra Lazio, lasciata sola dai suoi tifosi "per troppo amore". C'è poco da esultare: ieri sera abbiamo perduto tutti. Ha perso Lotito che si ostina a negare il dialogo e che ci ha portato a questa situazione assurda, hanno perso i tifosi che sono rimasti a casa, ha perso la squadra che ha giocato una partita timorosa realizzando un solo punticino.
Io ieri sera ho visto la B. L'ho vista allo stadio come l'avranno vista molti tifosi che sono rimasti a casa davanti alla televisione.
"La lazio ha bisogno dei suoi tifosi" ha detto Reja. Speriamo che quello che è successo oggi non si ripeta più.
Gli stadi si occupano non si disertano. Quando la fabbrica è in pericolo gli operai non fanno sciopero ma occupano la fabbrica.

Giancarlo Governi

La redazione risponde

Egregio Dottor Governi, secondo noi la grande riuscita della protesta di ieri è una vittoria. La vittoria di una tifoseria che ha ricominciato a ragionare da popolo e che ha dimostrato di non essere più ricattabile da nessuno con la scusa del "Troppo amore". Detto ciò, da adesso fino alla fine di questo campionato maledetto siamo d'accordo con lei. C'è da sostenere la Lazio, senza dimenticarsi delle colpe e dei limiti di chi ha portato il più antico club capitolino in questa condizione ma senza mai far mancare il calore del tifo ad una squadra che sta davvero guardando da vicino lo spettro della retrocessione. In questa settimana il nostro slogan sarà "TUTTI A GENOVA".

La Redazione

La Lazio ha bisogno di gente come Zarate...

Fonte: Corriere dello Sport rassegna stampa www.lalazioinrete.blogspot.com
Novanta minuti in panchina, novanta minuti di attesa vana. Non era ancora successo. Maurito Zarate non è mai entrato in campo. Non c'è stato spazio per i suoi colpi, per la sua fantasia, per il suo genio. Reja ha pensato di sganciarlo quando ormai era troppo tardi: ha dovuto sostituire Brocchi e Siviglia per problemi fisici, prima era entrato Hitzlspeger. Largentino è stato spettatore non pagante. A Parma era entrato in corca ed aveva messo dentro il gol della sicurezza, ieri non ha potuto aiutare la squadra.

Maurito ha accettato la decisione, ha incitato i compagni dalla panchina, non ha mai smesso di farlo. Voleva entrare, soffriva, glielo si leggeva negli occhi. Reja ha deciso di gestirlo diversamente da quanto fatto da Ballardini. Al Tardini non l'ha schierato tra gli undici di partenza e in settimana Edy aveva parlato chiaramente: a lui chiede un aiuto diverse, pretende che supporti la squadra in fase di non possesso, non vuole individualismi.

Zarate non è più un punto fermo, si deve sudare il posto. E' giusto che sia così? L'interrogativo inquieta. Eppure questa Lazio avrebbe bisogno del suo talento. D'accordo gestirlo, d'accordo farlo crescere, ma ieri la sua presenza in campo sarebbe stata utilissima. Nel secondo tempo la Lazio è calata, la Fiorentina è venuta fuori. C'era bisogno di un uomo veloce, di una punta che potesse lanciarsi in contropiede. La Lazio ha bisogno di gente come Zarate. Avrà sbagliato qualche partita, ma in certi momenti della gara può essere decisivo. La verve di Zarate sarebbe stata utile. Un secondo tempo con l'argentino dentro avrebbe potuto cambiare il destino.

Tifosi a casa per amore della Lazio

Fonte: Corriere dello Sport rassegna stampa www.lalazioinrete.blogspot.com
L'aperitivo aveva già lasciato l'amaro in bocca. Quell'uno-due piazzato da Ricchiuti e Llama nel primo tempo non promette niente di buono ed ha tutto il retrogusto di un bitter andato a male. E quel palo colpito da Barreto è uno stuzzichino che pizzica il palato e rende maledettamente complicata la serata. Già prima ancora di scendere in campo la Lazio sa che ha un altro motivo in più per non fallire, casomai i risvolti psicologici della sfida alla Fiorentina non fossero già abbastanza ansiogeni di per sè. Catania a quota 27, a + 2 sulla Lazio quartultima prima di scendere in campo, con l'incubo di essere scavalcata all'indomani pure dal Livorno. Da brividi.

Nelle pieghe di una classifica inquietante, infatti, c'è da fare i conti con lo sciopero dei tifosi. Volantini e tam tam on line, la parola d'ordine è disertare l'Olimpico. Rinunciare alla propria passione, nella serata che può segnare in un senso o nell'altro, la svolta in questa stagione dei tormenti. Estrema forma di sacrificio emotivo per esprimere, con l'assenza, il proprio dissenso nei confronti della proprietà e della gestione. Per capire che lo sciopero sarebbe riuscito soprattutto in curva bastava farsi un giro intorno all'Olimpico già alle 19. Nella zona della Farnesina, cioè alle spalle della Curva Nord, solo poche macchine parcheggiate lungo il marciapiede, proprio lì dove un'ora e mezza prima della partita significa solo girare a vuoto senza trovare un buco dove abbandonare la macchina.

La Lazio non da dati sull'affluenza del pubblico, ad occhio non si superano i 7000 spettatori, che rapportati ai 27500 abbonati indicano che in tanti, anche fra i fedelissimi, sono rimasti a casa. I vuoto più evidente resta quello in Curva Nord. Chi c'è chiarisce il senso della sua presenza con piccoli striscioni: "Non sono qui per Lotito" e "Qui solo per la Lazio", Poi qualcuno srotola nel bel mezzo della Curva il grande striscione che spiega la protesta della Nord: "Tifoseria Laziale pura passione, un gesto estremo per un atto d'amore".

sabato 27 febbraio 2010

Pensieri in Libertà: Per fortuna hai la tua gente...

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Una serata in chiaroscuro per la Lazio. Molto positiva per quanto accaduto sugli spalti, clamorosamente negativa per il risultato scaturito in campo. Partiamo dalla fine: l'uno a uno contro questa Fiorentina priva di cinque titolari, che nelle ultime sei partite ha collezionato quattro sconfitte ed due pareggio, che veniva da un dispendioso impegno infrasettimanale e che ha finito la sfida imbottita di ragazzini è un risultato che vale quasi come una sconfitta.

La Lazio si è letteralmente buttata via, nel secondo tempo non ha quasi mai superato la propria metà campo, ha messo in mostra ancora una volta enormi problemi di tenuta sia fisica che mentale ed ha compromesso ulteriormente una classifica che a causa della vittoria del Catania sul Bari si è fatta ancora più preoccupante. Per tirarsi fuori da una situazione che rischia di diventare sempre più drammatica servono ben altro spirito e ben altro cinismo. Occasioni del genere non posso essere gettate al vento, contro la Fiorentina vista all'Olimpico si poteva e si doveva fare bottino pieno.

E' ora, poi, di iniziare a mettere le cose in chiaro: una squadra che sta retrocedendo in Serie B non può permettersi il lusso di rinunciare al suo calciatore più forte. Basta chiacchiere. Mauro Zarate deve giocare, anche perchè gli altri attaccanti della Lazio stanno attraversando un momento che tutto è meno che positivo. L'argentino ha sofferto in questa stagione, in parte ha deluso le attese, ma resta comunque, con ampio distacco, il miglior elemento nella rosa dei capitolini. Deve essere impiegato. Reja da quando è arrivato a Roma ha sempre dichiarato che ha quattro punte, tutte sullo stesso piano. Secondo noi non è così e la storia recente del club biancoceleste ha razionalizzato gerarchie che dovrebbero essere ben chiare. La prima maglia è da dare a Maurito, poi si scelga tra gli altri tre il suo compagno ideale anche a seconda degli avversari. Il tecnico biancoceleste, invece di sbilanciarsi in dichiarazioni sulla protesta della tifoseria che hanno ben poco senso ("Non capisco che senso abbia", ha detto l'allenatore goriziano), dovrebbe iniziare ad operare scelte logiche senza esclusioni che sembrano, sinceramente, cervellotiche e assurde.

Per fortuna a rendere meno amara la serata ci ha pensato la gente Laziale,che ha risposto molto bene alla protesta promossa dalla Curva Nord. La Lazio ha circa 27.000 abbonati, contro i viola all'Olimpico non c'erano più di 10.000 persone. L'iniziativa partorita dalla tifoseria biancoceleste per contestare l'attuale gestione societaria ha quindi avuto una ottima riuscita. Fa piacere, sinceramente, vedere che molti appassionati hanno ormai capito che non sono più ricattabili con la scusa del troppo amore e che per liberare il loro ideale biancoceleste bisogna essere pronti anche a gesti importanti e dolorosi, come è stato sicuramente quello di disertare lo stadio.

Non ti disperare, Lazio mia. Per fortuna hai la tua gente accanto a te. Quella stessa gente che mai ti lascerà sola, che "combatterà" al tuo fianco fino al giorno della liberazione, che mai si rassegnerà a vederti piccola, ridimensionata e mediocre, così come ti ha ridotto la persona che attualmente ti gestisce. Il cielo nel cuore è sempre celeste, anche quando deve fare i conti con le nuvole che ne minano la luminosità. E' solo questione di tempo. Il sereno, prima o poi, tornerà a riscaldare le nostre anime Laziali e innamorate.

Floccari: "Guadiamo avanti, dobbiamo avere pazienza"

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Al termine di Lazio-Fiorentina ha detto la sua anche Sergio Floccari: "Abbiamo preparato bene la partita, nel senso che siamo stati bravi a schierarci quando loro avevano il possesso di palla ed abbiamo avuto nel primo tempo occasioni per andare sul due a zero. Nella ripresa poi siamo un pò calati, ed alla fine hanno pareggiato. Dispiace perchè avevamo fatto un grande passo in avanti, chiaramente non ci saremmo salvati questa sera neanche in caso di vittoria. Dobbiamo avere pazienza e continuare a lavorare senza perdere serenità. La posizione di classifica è molto difficile, dobbiamo guardare avanti e continuare a lavorare con serietà."

Reja: "La protesta dei tifosi? Non capisco che senso abbia..."

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Queste alcune tra le dichiarazioni di Reja al termine del match tra Lazio e Fiorentina: "Conoscevamo già da prima le condizioni di classifica. Paghiamo l'eccessiva sfiducia, una volta in vantaggio dovevamo gestire meglio la partita. Abbiamo ottime qualità, sono sicuro che riusciremo a tirarci fuori da questa situazione. La mia espulsione? Non ho offeso nessuno, ho criticato una decisione ma senza offendere nessuno. Sono stato costretto a fare determinati cambi perchè alcuni ragazzi hanno avuto problemi dal punto di vista fisico. Zarate? Lo stavo mettendo nel secondo tempo, poi sono venuti fuori i problemi di Brocchi e Siviglia. So che poteva darmi molto dal punto di vista del possesso palla. Io ho quattro punte, di volta in volta devo scegliere a seconda della situazione.La protesta dei tifosi? Dispiace, perché so quale calore possono dare a questa squadra. Sinceramente non so che senso abbia, è una protesta che non capisco ma che rispetto"

Due punti buttati: le nostre pagelle

Berni 6.5
Non era facile giocare dopo quasi due anni di assenza dalla Lazio e dopo quasi dodici mesi di inattività. Si rende protagonista di un paio di ottimi interventi

Litchsteiner 5
Continua ad essere la brutta copia del calciatore ammirato nella passata stagione. Opaco quando c'è da attaccare, spesso va in difficoltà anche in fase difensiva

Stendardo 6.5
Ha giocato con la solita generosità, dimostrando ancora una volta di essere uno dei pochi ad avere realmente capito quanto è pericolosa l'attuale situazione della Lazio

Siviglia 6
Mezzo voto in più per il gol d'autore che ha portato i biancocelesti in vantaggio. Palesa però i soliti limiti in fase difensiva

Kolarov 5.5
Si esibisce a sprazzi. Quando mette il turbo può far male in qualsiasi momento, però per larghi tratti del match scompare dal campo. Da uno come lui ci si attende un contributo diverso e sicuramente migliore

Brocchi 6.5
Grinta, generosità, altruismo e sostanza. Gioca una partita di discreto livello ed appare come uno tra i più in forma nella rosa dei capitolini

Ledesma 6
Si piazza davanti alla difesa dirigendo le operazioni con grande autorevolezza soprattutto nel primo tempo. Cala, inevitabilmente, nella seconda frazione di gioco. Sta tornando ai livelli che gli competono

Matuzalem 5.5
Non è il solito Francelino. Accende la luci a sprazzi, si mette in mostra soprattutto in fase difensiva ma accompagna poco e male l'azione degli attaccanti. Tornava oggi dopo quasi due mesi di assenza dal primo minuto. Questa può essere una parziale scusante

Mauri 4.5
Sbaglia l'ennesimo gol "alla Mauri" ed a questo punto è un vero e proprio caso. Non si possono continuare a regalare opportunità del genere. Basta

Rocchi 5
Si sacrifica, per carità, ma corre a vuoto senza mai trovare il guizzo giusto. E il gol continua a latitare

Floccari 5
Parte bene, si spegne alla distanza. Forse l'influenza accusata in settimana lo ha debilitato. Da un attaccante come lui è lecito aspettarsi ben altro apporto

Hitlzsperger 5
Troppo timoroso e disordinato

Firmani n.g

Biava n.g.

Reja 4.5
Due punti buttati contro un avversario stanco e costretto a presentarsi a Roma in formazione ampiamente rimaneggiata. La sua Lazio, nonostante le evidenti difficoltà dei viola, scompare dal campo per quasi tutto il secondo tempo. Assurdo, poi, con una squadra del genere, rinunciare ad uno come Zarate

Ledesma: "Un punto guadagnato"

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Queste le dichiarazioni rilasciate da Ledesma al termine della Partita: "Abbiamo guadagnato un punto, dobbiamo continuare a giocare così e dobbiamo vedere anche le cose positive. Abbiamo fatto progressi rispetto alla sconfitta di Palermo. Ci tenevamo a vincere ma non è tutto da buttare. Siamo preoccupati perchè non riusciamo a venire fuori da questa situazione. Lo stadio vuoto fa un pò impressione, al di là delle proteste contro la società sta anche a noi cercare di coinvolgere nuovamente la gente."

La Lazio si butta via

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E' finita uno a uno la partita tra Lazio e Fiorentina giocata questa sera allo stadio Olimpico di Roma. I biancocelesti, in vantaggio ad inizio match con un bel gol di Siviglia, si sono letteralmente buttati via contro un avversario che aveva giocato mercoledì scorsi, che era sceso nella capitale privo di molti titolari ed apparso in grande difficoltà per buona parte dalla gara. Al novantaduesimo la formazione guidata da Prandelli ha pareggiato grazie al primo gol italiano di Keirrison. E' sembrata sinceramente assurda la decisione del tecnico Reja, che ha lasciato in panchina Zarate per tutta la partita, nonostante la prestazione decisamente opaca di Floccari e soprattutto Rocchi.

Fine primo tempo: Lazio-Fiorentina 1-0

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Decide per ora un bel gol di Siviglia su colpo di tacco dopo un'azione nata da un calcio d'angolo tirato da Ledesma. La protesta dei tifosi biancocelesti, intanto, è perfettamente riuscita. All'Olimpico sono presenti non più di 8000 tifosi.

Lazio-Fiorentina: Formazioni ufficiali

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Lazio, modulo 4-3-1-2: Berni, Lichtsteiner, Stendardo, Siviglia, Kolarov, Brocchi, Ledesma, Matuzalem, Mauri, Floccari, Rocchi

Fiorentina, modulo 4-3-2-1: Frey, De Silvestri, Felipe, Kroldrup, Gobbi, Donadel, Bolatti, Montolivo, Marchionni, Ljajic, Jovetic

Lazio-Fiorentina: Ultime dai ritiri e probabili formazioni

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Lazio: Reja torna all’antico. Difesa a quattro e centrocampo a rombo. Radu all’ultimo secondo è rimasto fuori dalla lista dei convocati. Al suo posto verrà schierato molto probabilmente Siviglia. Per quanto riguarda il centrocampo, Mauri ha vinto il ballottaggio con Hitzlsperger e giocherà da trequartista, davanti a Brocchi, interno destro, Ledesma, regista davanti alla difesa, e Matuzalem, che invece giostrerà sul centrosinistra. In attacco Rocchi verrà preferito a Zarate e partirà dal primo minuto in coppia con Floccari

Fiorentina: Prandelli scende all’Olimpico senza Gilardino, Vargas, Mutu, Gamberini, Natali e Santana, ma recupera in extremis il difensore brasiliano Felipe. Considerata la penuria di attaccanti, il tecnico dei toscani sarà costretto a schierare per la prima volta dall’inizio uno tra Ljajic e Keirrison al fianco di Marchionni e Jovetic. A centrocampo confermata la presenza del nuovo acquisto Bolatti, che giocherà accanto a Cristiano Zanetti e a Montolino.

Probabili Formazioni

Lazio (4-3-1-2)
88 Berni, 2 Lichtsteiner, 28 Stendardo, 13 Siviglia, 11 Kolarov, 32 Brocchi, 24 Ledesma, 8 Matuzalem, 5 Mauri, 9 Rocchi, 20 Floccari. A disp: (40 Innarilli, 25 Biava, 87 Diakitè, 15 Hitzlsperger, 4 Firmani, 74 Cruz, 10 Zarate) All. Reja

Indisponibili: Bizzarri, Radu, Dabo, Dias, Meghni, Foggia, Inzaghi
Squalificati: Muslera
Diffidati: Foggia, Firmani, Baronio, Rocchi

Fiorentina (4-2-3-1)
1 Frey, 29 De Silvestri, 2 Kroldrup, 16 Felipe, 23 Pasqual, 15 Zanetti, 28 Bolatti, 32 Marchionni,18 Montolivo, 22 Ljajic, 8 Jovetic. A disp: (35 Avramov, 25 Comotto, 48 Masi, 19 Gobbi, 4 Donadel, 45 Carraro, 39 Keirrison) All. Prandelli

Indisponibili: Santana, Gamberini, Natali, Gilardino, Vargas
Squalificati: Mutu
Diffidati: Marchionni, Pasqual, Gobbi, Vargas

Arbitro: Romeo di Verona (Giachero-Comito/Russo)

Tommaso Berni e la sua grande occasione




Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Stasera tocca a lui. Tommaso Berni da Firenze, classe 1983, scuola Inter, un passato nella Ternana in Serie B, due apparizioni con la Lazio nell'ormai lontano 2007, sul finire di un campionato che condusse la squadra all'epoca guidata da Delio Rossi al terzo posto in classifica, posizione utile per l'ingresso alla Champions League.

Sembra passata una vita, sia per Berni che per il club biancoceleste. L'estremo difensore toscano che stava crescendo all'ombra di Peruzzi non ha più avuto le occasioni che si aspettava. La Lazio ha fatto scelte diverse, l'ha sempre tenuto ai margini, considerandolo il terzo e alle volte anche il quarto portiere. Non a caso, un anno fa, l'ha mandato in prestito alla Salernitana, per una esperienza di sei mesi nel campionato cadetto in cui almeno è riuscito a mettersi in mostra come pararigori.

Questo campionato, poi, l'ha iniziato ai margini, non solo della formazione titolare, ma proprio della rosa. Era uno dei dissidenti, è riuscito a tornare in gruppo solo grazie, si fa per dire, all'infortunio di Bizzarri, che lo ha portato ad essere considerato il secondo portiere. Questa sera contro i viola avrà la sua grande possibilità. La squalifica di Muslera gli spalancherà le porte dell'undici titolare, gli permetterà di esibirsi all'Olimpico dal primo minuto, di dimostrare a tutti che non è arrivato alla Lazio per caso e che l'etichetta di oggetto misterioso che qualcuno ha provato ad appiccicargli addoso in realtà non gli si addice.

Sì è allenato bene per tutta la settimana, da Formello dicono di averlo visto carico, reattivo e molto concentrato. Non sa quando potrà avere una seconda occasione. E' consapevole del fatto che rigiocare dopo tanto tempo, per un portiere soprattutto, non è mai cosa facile. Ce la metterà tutta, però. Per la Lazio e per se stesso. Per aiutare il club biancoceleste, cui si è da subito legato anche affettivamente, ad uscire da questa drammatica situazione di classifica, e per rilanciare una carriera, la sua, che alla soglia dei ventisette anni può avere ancora molto da dire nel calcio dei professionisti.

Ledesma pronto al secondo esordio all'Olimpico

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Ritroverà il suo stadio questa sera, dopo circa otto mesi di assenza forzata. Contro i viola vivrà quello che di fatto può essere considerato come una sorta di secondo esordio all’Olimpico. Stiamo parlando, ovviamente, di Cristian Ledesma, centrocampista da poco reintegrato a tutti gli effetti nella rosa della più antica società capitolina. Che al cospetto dei viola di Prandelli tornerà a calcare il prato dell’Olimpico al termine di una incredibile odissea che appariva infinita e che è giunta al termine soltanto due settimane fa, poco prima della trasferta che i biancocelesti hanno giocato a Parma, non appena Edoardo Reja si è seduto sulla panchina della Lazio.

L’ex tecnico del Napoli, prima di firmare il contratto, è stato chiaro. Ha preteso il reintegro effettivo del centrocampista argentino, perchè considera Ledesma come un elemento essenziale ed imprescindibile nel suo scacchiere tattico. Non a caso gli ha subito consegnato le chiavi della linea mediana e l’ha lanciato nella mischia non appena ne ha avuto l’opportunità. Lotito è stato costretto ad arrendersi, Ledesma è tornato ad essere una colonna della Lazio anche senza rinnovo contrattuale.

Rinnovo per cui la Lazio ed il procuratore del calciatore stanno comunque continuando a trattare al fine di arrivare ad un accordo tra le parti che al momento, però, appare molto difficile da raggiungere. L’oggetto del contendere è l’entità della clausola rescissoria da inserire sul nuovo contratto: Lotito la vorrebbe di tredici milioni di euro, Ledesma chiede invece che non sia superiore ai nove.

Ci sarà tempo, comunque, per affrontare questi discorsi. L’importante, ora, è che anche se con enorme e colpevole ritardo il guerriero della Patagonia sia finalmente tornato al suo posto. Al centro del campo. Nel settore che fino a questo momento, per la Lazio, è stato il più debole ed il più martoriato. Con lui (e con Matuzalem che tornerà finalmente a disposizione) Reja conta di poter dormire sonni tranquilli e di riuscire a tirar fuori al più presto il club capitolino dalle zone calde della classifica. Speriamo che il mister goriziano abbia davvero ragione.

Rocchi alla ricerca del gol perduto

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
La Lazio si affida al suo capitano. Reja anche oggi lascerà almeno inizialmente fuori Zarate per dar spazio a Tommaso Rocchi. Ed il numero nove biancoceleste sogna di ripagare la fiducia del tecnico goriziano ritrovando la via della rete, quella rete che in campionato manca dal sei gennaio, giorno in cui i biancocelesti si imposero 4 a 1 sul Livorno, con la terza marcatura firmata proprio da Rocchi. L'attaccante veneziano, c'è da scommetterci, ha voglia di spaccare il mondo. Era partito alla grande in questa stagione, con uno strepitoso gol realizzato all'Inter nella finale di Supercoppa Italiana, bissato subito dopo nella prima giornata di campionato, in cui firmò l'uno a zero all'Atalanta che valse tre punti d'oro e che fece nascere, in qualcuno, le prime labili illusioni sulla reale forza del gruppo all'epoca guidato da Davide Ballardini.

Poi, dopo questo inizio folgorante, qualcosa si è inceppato. Alcuni problemi fisici, diverse incomprensioni con l'ex tecnico e uno stato di forma apparso in molte circostanze non proprio esaltante, hanno frenato Rocchi, che in stagione, complessivamente, ha segnato soltanto sei gol. Ora, con Reja, può iniziare il suo riscatto. Alla soglia dei trentatre anni, il capitano della Lazio può avere ancora molto da dire in termini realizzativi. Magari gli serve un gol per sbloccarsi, per ritrovare completa fiducia nelle proprie qualità, per provare a trascinare i suoi compagni fuori da una situazione di classifica preoccupante e pericolosa. Reja ed i tifosi della Lazio aspettano con ansia la zampata del ghepardo. Adesso tocca a lui rispondere presente.

Formazione: per la Lazio un ritorno al passato

Fonte: Il Tempo rassegna stampa www.lalazioinrete.blogspot.com
I toscani si presentano all'Olimpico senza Gilardino e Vargas - rimasti a Firenze per problemi fisici - con i muscoli carichi di tossine e l'animo di chi, da qualche settimana, si sente derubato da direzioni arbitrali discutibilissime. La Lazio di Reja non sta meglio: Radu, colpito duro in allenamento torna in infermeria, lo stato psicologico non è dei migliori e quello fisico - a sentire l'allenatore - non lascia tranquilli. Bastone e carota: il friulano usa metodi antichi cercando di riassestare una classifica avara di punti, ma talvolta il bastone finisce sui denti del suo predecessore. «Ho forzato la mano sul lavoro atletico, ma nella passata stagione conoscevo una squadra brillantissima, capace di giocare su ritmi elevati, oggi - denuncia il tecnico - gli stessi calciatori non giocano con la stessa intensità. Se non riusciamo a essere veloci sulle gambe, quanto meno dovremmo esserlo nelle idee». Allo stesso tempo, Reja distribuisce carote, cercando di infondere coraggio ai suoi uomini che da troppo tempo viaggiano con le orecchie basse e il morale sotto i piedi. «I ragazzi stanno benissimo - afferma, in una sorta di autoconvincimento - deciderò la formazione soltanto dopo la rifinitura a ridosso della partita. In avanti ho l'imbarazzo della scelta, torneremo al 4-4-2, Matuzalem sarà il centrocampista centrale di sinistra accanto a Ledesma, è lì che vuol giocare il brasiliano». Sarà una partita difficilissima, contro un avversario in difficoltà. «Stanno attraversando un momento no, ma hanno tutto per poter fare bene. Gli impegni ravvicinati non influiranno, hanno una rosa adeguata. Voglio una Lazio attenta, propositiva, senza paura». Dopo una settimana di polemiche arbitrali l'allenatore cerca di stemperare gli animi. «Dobbiamo affrontare la gara senza questo tipo di pensieri, in questi ultimi giorni si sono alzati troppo i toni, non voglio parlare di arbitri». Il clima non è idilliaco, una parte dei tifosi diserterà lo stadio per protestare contro la gestione di Lotito. «In questi momenti sarebbe importantissimo avere i tifosi dalla nostra parte - afferma Reja - vorrà dire che per vincere dovremo raddoppiare le energie. Conta solo il risultato, voglio ottenere punti, con le unghie e con i denti, anche giocando male. Servono 40 punti per raggiungere la salvezza, una vittoria contro la Fiorentina ci consentirebbe di lavorare con maggiore serenità portandoci fuori dalla zona calda. Mancano tredici gare, dobbiamo affrontare ogni sfida come se fosse la partita della vita».

venerdì 26 febbraio 2010

Videopillole biancocelesti: Lazio-Fiorentina 8-2

Durante la stagione 94-95, la Lazio di Zeman seppellì la Fiorentina di Ranieri con uno storico otto a due. Una umiliazione sportiva che per i viola è ancora oggi difficile da cancellare

Radu non ce la fa: Siviglia accanto a Stendardo

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Attraverso il proprio sito internet la Lazio ha reso noti i convocati di Edoardo Reja in vista del match di domani contro la Fiorentina. Di seguito l’elenco completo: Berni Tommaso, Iannarilli Antony, Biava Giuseppe, Diakitè Mobido, Kolarov Aleksandar, Lichtsteiner Stephan, Siviglia Sebastiano, Stendardo Guglielmo, Brocchi Cristian, Firmani Fabio, Hitzlsperger Thomas, Ledesma Cristian, Matuzalem Francelino, Mauri Stefano, Cruz Julio Ricardo, Floccari Sergio, Rocchi Tommaso, Zarate Mauro Matias.

Nella lista non c’è Radu: il difensore ha provato a forzare nel pomeriggio di oggi e sembrava pienamente recuperato ma il tecnico non se l’è sentita di rischiarlo. Tornerà nella partita contro la Sampdoria. Non convocato neanche Dias, che ha accusato una contrattura al polpaccio destro. A questo punto in difesa accanto a Stendardo giocherà molto probabilmente Siviglia.

Ultime da Formello: Zarate in panchina, Mauri vince il ballottaggio con Hitzlsperger

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Si è da poco conclusa l'ultima seduta di allenamento della Lazio prima della partita di domani contro la Fiorentina. Nella rifinitura odierna Edoardo Reja ha dato ampie indicazioni su quella che dovrebbe essere la formazione titolare dei biancocelesti in procinto di scendere in campo nella sfida contro i viola. In porta ci sarà Berni (considerata la squalifica di Muslera) mentre la difesa dovrebbe essere composta da Lichtsteiner, Stendardo, Radu e Kolarov. Il romeno sembra pienamente recuperato ed ha buone possibilità di partire dal primo minuto, domani mattina effettuerà il provino decisivo, qualora non dovesse farcela sarebbe pronto per la sua sostituzione Sebastiano Siviglia. A centrocampo tornerà Matuzalem dal primo minuto e giocherà da interno sinistro accanto a Ledesma, regista basso, e a Brocchi, che invece agirà sul centrodestra. Dietro alle punte si muoverà Mauri, mentre in avanti Rocchi ha vinto il ballottaggio con Zarate e partirà titolare al fianco di Floccari. Si profila un'altra panchina, dunque, per Maurito Zarate: come a Parma, match in cui comunque riuscì a risultare decisivo, il campionet argentino, almeno inizialmente, resterà molto probabilmente a guardare.

Questo, in sintesi, il probabile undici titolare. Modulo 4-3-1-2

Berni, Litchsteiner, Stendardo, Radu, Kolarov, Brocchi, Ledesma, Matuzalem, Mauri, Floccari Rocchi. A disp: Iannarilli, Diakitè, Biava, Hizlsperger, Firmani, Cruz, Zarate

Reja suona la carica ai suoi: "Da domani sono tutte partite della vita"

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La vigilia di campionato è come sempre, a Formello, giornata di conferenza stampa dal parte del tecnico. Davanti ai cronisti il mister biancoceleste Edoardo Reja è apparso tranquillo e molto concentrato ed ha fatto un pò il punto della situazione sul momento che sta vivendo la truppa capitolina, facendo capire che d’ora in avanti ogni partita dovrà essere affrontata come se fosse una finale, parlando del possibile ritorno alla difesa a quattro, della condizione di Radu e più in generale di tutte le problematiche che nel corso degli ultimi giorni hanno fatto discutere nell’ambiente biancoceleste.

Queste sono state alcune tra le sue dichiarazioni più importanti: “Considerando la classifica, bisogna subito dire che da ora in poi ogni partita è importante. La squadra sta lavorando bene, posso contare su un gruppo in ottime condizioni. Anche Radu è a disposizione, ieri ha lavorato tranquillamente con il resto dei compagni, nel pomeriggio e domani faremo una sorta di ricognizione, anche se credo potrà giocare dall’inizio. Matuzalem? E’ recuperato, mi ha espresso il desiderio di giocare da interno sinistro o da mediano, quindi credo che domani lo vedremo in una di queste due situazioni. Zarate fuori? Tra lui, Floccari, Cruz e Rocchi ho quattro ottime soluzioni. Deciderò solo domani chi partirà dall’inizio, sperando di fare la scelta giusta. ”

L’ex mister del Napoli, poi, ha chiaramente fatto intendere che domani potremmo rivedere una Lazio con la difesa a quattro: “Non è facile di giocare con la retroguardia a tre, serve molto lavoro e devi avere specifiche caratteristiche tecniche. Non a caso per tutta la settimana abbiamo provato la linea a quattro”, ed ha detto la sua anche sullo sciopero del tifo promosso dalla Curva Nord cui aderiranno diversi sostenitori biancocelesti: “Quando giochiamo in casa dovremmo avere l’affetto dei nostri tifosi e le altre squadre dovrebbero patirne il peso. Purtroppo sembra che la tifoseria non parteciperà, quindi noi dovremo raddoppiare le energie, i ragazzi devono trovare questo stimolo in più. Chiaro che sarà un handicap importante, perché il calore della gente a volte è indispensabile anche ai fini del risultato.”

Lotito smentisce l'ipotesi Nani

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Gianluca Nani non sarà il nuovo direttore generale della Lazio. A smentire l'ipotesi paventata dall'edizione odierna del Corriere dello Sport è stato direttamente Claudio Lotito, che interpellato da tuttomercatoweb ha categoricamente affermato che non esiste alcuna trattativa in tal senso. Peccato, perchè a nostro avviso un rinforzo nei quadri dirigenziale sarebbe stato veramente importante.

Lazio, può arrivare Gìanluca Nani come nuovo direttore generale?

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Stando a quanto rivelato dall'edizione odierna del Corriere dello Sport, Claudio Lotito starebbe pensando di affidare a Gianluca Nani il ruolo di Direttore Generale del club biancoceleste. Il dirigente ha rescisso ufficialmente il suo contratto con il West Ham ed ha già lavorato con Tare a Brescia, quando il ds dei capitolini era ancora un calciatore. Nani è nato a Roma il primo ottobre del 1962, ed in Italia è ricordato in particolar modo per l'ottimo lavoro che fece a Brescia a cavallo tra gli anni '90 ed il 2000. In Inghilterra, invece, la sua esperienza è stata caratterizzata da luci ed ombre.

Matuzalem si riprende la Lazio

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Domani sera, in occasione di Lazio-Fiorentina, Francelino Matuzalem tornerà in campo dal primo minuto. Non gioca titolare dal sei gennaio, giorno in cui la compagine biancoceleste si impose sul Livorno per quattro reti ad uno, ed è tornato a disposizione domenica scorsa a Palermo, quando è entrato per giocare gli ultimi venti minuti al posto di Mauri in un match che però era ormai già compromesso. Contro i viola, Francelino, ritroverà a distanza di quasi otto mesi Cristian Ledesma e con lui ricomporrà la cerniera centrale di una linea mediana che con il completo recupero di questi due elementi potrebbe, finalmente, cambiare davvero volto una volta per tutte.

Non a caso Reja in settimana ha iniziato a pensare di schierare la Lazio con il 4-4-2. Questo modulo, per prima cosa, garantirebbe un maggiore equilibrio in fase difensiva, e poi permetterebbe a Ledesma e a Matuzalem di tornare a giocare insieme al centro del campo, con il brasiliano maggiormente portato ad innescare e ad accompagnare l'azione delle punte e con l'argentino che invece avrebbe la possibilità di concentrarsi maggiormente sulla fase difensiva, senza essere più l'unica fonte di gioco della squadra.

Reja crede molto in Matuzalem e lo considera come un elemento essenziale per togliersi dalle zone pericolose della classifica e vivere un finale di stagione senza eccessive preoccupazioni. Per questo a Palermo ne ha dosato l'impiego: il brasiliano è troppo importante per la Lazio, rischiare di perderlo di nuovo a causa di qualche ricaduta sarebbe stato poco intelligente. Ora, però, l'ex centrocampista di Napoli e Brescia è pronto davvero per tornare a dare una mano. Se la fortuna lo assisterà e gli permetterà di non avere problemi muscolari per qualche tempo, c'è davvero da scommettere che il suo apporto sarà determinante.

Reja rilancia Rocchi

Fonte: Leggo
La Lazio ha paura. Lo ha svelato l’altro giorno Stendardo in conferenza stampa. La paura fa novanta, numero che Rocchi insegue da un paio di mesi. L’attaccante è infatti fermo a quota 89 reti con la maglia biancoceleste, sogna i cento, ma domani sera spera di ritrovare la via del gol e di tagliare il traguardo dei novanta. Reja punta su di lui e sulla sua voglia di rivincita. L’ultima volta che ha segnato in campionato era il 6 gennaio 2010, quando partecipò al 4-1 casalingo contro il Livorno. Il capitano, poi, è tornato nuovamente al gol il 20 gennaio, guarda caso contro la Fiorentina ma in Coppa Italia. Un gol che ha tenuto vive le speranze di qualificazione fino all’ultimo, ma non è riuscito ad evitare alla Lazio l’eliminazione.
Rocchi ci riproverà domani sera in una gara che i biancocelesti non possono perdere, perché il baratro della serie B è ad un passo. Ancora panchina dunque per Zarate, pronto a subentrare nella ripresa così com’è avvenuto a Parma quando segnò il gol del 2-0, con Floccari che farà coppia in avanti proprio con il capitano.
L’ultima seduta di allenamento ha regalato un sorriso a Reja, che potrà finalmente proporre una Lazio a sua immagine e somiglianza. Oltre al recupero di Floccari, che ha smaltito il violento attacco influenzale che lo ha tenuto bloccato ad inizio settimana, il tecnico potrà infatti contare anche sul ritorno di Radu. Vedremo dunque una difesa a quattro con Lichsteiner e Kolarov che torneranno a fare i terzini, Stendardo e appunto Radu centrali. Qualora quest’ultimo dovesse dare forfait all’ultimo, Reja ripescherà Siviglia, relegato in panchina nelle ultime due gare di campionato.
Nel mezzo torna anche la coppia formata da Matuzalem e Ledesma, con Brocchi nella linea dei quattro. Ancora in ballottaggio per una maglia Hitzlsperger e Mauri. Certa l’assenza dello squalificato Muslera, fermato per un turno dal giudice sportivo, in porta rivedremo Berni.
La gara di domani sera all’Olimpico due squadre nelle ultime settimane penalizzate da alcune dubbie scelte arbitrali. Lotito ha chiesto «massima attenzione». Gli ha fatto eco il presidente viola, Della Valle: «Chiediamo massimo rispetto per la Fiorentina». Si preannuncia una sfida molto delicata per l’arbitro Romeo di Verona.

giovedì 25 febbraio 2010

Graffi in Corsivo: Ho sognato uno Stadio Vuoto...

Fonte: Monia Bracciali www.lalazioinrete.blogspot.com
Ho sognato un silenzio che faceva rumore. Ho sognato una sera lunga ventiquattro ore. Ho sognato uno stadio vuoto. “Ci sono giorni che non si staccano dalla parete. Ci sono notti che non passano mai”, scrive Gabriella Greison in “Così parlò Zarate” a proposito della Supercoppa di Pechino. Ho sognato tornelli che non giravano, caffè borghetti intatti, birre in vetro senza apri-bottiglie.

Ho sognato una rabbia tanto muta quanto feroce, l'indifferenza di chi non vuol sentire, l'incomprensione del “clack” isolato e lontano di un tornello che invece gira. Ho sognato abbonamenti mai esibiti, nessun biglietto da strappare, lo sbadiglio di steward annoiati. Ho sognato un sabato pomeriggio dove non c'è più niente da dire, dove il silenzio è un frastuono, le urla un optional. Ho sognato le lacrime di un inno senza cantori, una distesa di gradinate blu accecanti senza lo specchio del sole. I minuti che correvano, la nostalgia pura e pulita di un cielo azzurro con le nuvole.

Nubi nere dentro il cuore, ricordi dentro i cassetti della memoria chiusi con un lucchetto e chiavi ingoiate nello stomaco, come le stesse amarezze non più tollerate da un popolo. Ho sognato reti divisorie intatte, le mani ai fianchi degli agenti in divisa. Ho sognato un amore grande quanto una vita rimanere chiuso nel veleno di un'ingiustizia ripetutamente subita e senza vendetta.
Ho sognato un sabato sera di Lazio-Fiorentina che non si stacca mai da una parete, l'ho sognato come quella notte di Coppa Italia che non passava mai.

ROMA IN EUROPA E' SOLO LA LAZIO...

Il più antico club della capitale, infatti, anche se qualcuno fa finta di dimenticarlo, ha in bacheca una COPPA DELLE COPPE ed una SUPERCOPPA EUROPEA. Per gli altri, anche quest'anno, a livello internazionale...CIAMBELLA!

Ultime da Formello: Radu con il gruppo, Floccari recuperato

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Buone notizie per Edoardo Reja a circa 48 ore dalla difficile sfida che metterà di fronte all'Olimpico, sabato sera, Lazio e Fiorentina. Il difensore romeno Stefan Radu oggi si è allenato con il resto dei compagni per tutta la seduta ed ha dimostrato di aver superato la contusione al piede che lo aveva tenuto fuori dalla trasferta di Palermo. L'ex Dinamo Bucarest, a questo punto, si candida per riprendere il suo posto da titolare al centro della difesa. Se Reja non dovesse sentirsela di rischiarlo, però, per la sua sostituzione si aprirebbe un ballottaggio tra Biava e Siviglia, con il numero 13 in apparente vantaggio per giocare dal primo minuto al fianco di Stendardo.

A centrocampo in tre sembrano certi di una maglia e sono Brocchi, Ledesma e Matuzalem: per il ruolo di quarto a sinistra sono in corsa Stefano Mauri (favorito) e Thomas Hitzlsperger. In attacco, infine, Reja potrà contare su Sergio Floccari, perfettamente ristabilitosi dall'attacco influenzale che lo aveva colpito ad inizio settimana. L'ex attaccante dell'Atalanta sembra certo di avere una maglia da titolare, per giocare accanto a lui dall'inizio dovranno darsi battaglia Tommaso Rocchi e Mauro Zarate, con il capitano che appare, almeno ad oggi, in leggero vantaggio rispetto all'asso argentino.

Riceviamo e pubblichiamo da Sara: LA LAZIO NON SARA' MAI SOLA!

Fonte: www.lalazioinrete.blogpost.com
Caro Roberto, volevo per prima cosa farti i complimenti per questo splendido blog. che seguo ormai da tanti mesi. e dirti che spesso, se non sempre, mi ritrovo ad essere d'accordo con te. Sono però una lettrice silenziosa, che non è mai intervenuta nè con e-mail nè con commenti. Ora invece vorrei avere la possibilità di dire una cosa: quello che sto sentendo in questi giorni sulla protesta che la Curva Nord ha deciso di mettere in pratica sabato ha davvero dell'incredibile. Per prima cosa, perchè si sente parlare di stadio gente che lo stadio non ha mai saputo nemmeno dove si trova. Persone che nella loro vita non sono mai andate all'Olimpico, oggi vengono a dire che sabato si deve entrare per sostenere la squadra. E poi perchè quando sento dire che non si deve lasciare la Lazio sola mi ribolle il sangue: la Lazio non sarà mai sola. Se lo devono mettere tutti in testa. La Lazio ha accanto a lei il cuore di centianaia di migliaia di persone. Ed io, che sabato non entrerò, le sarò vicino comunque, come sempre, perchè come hai scritto giustamente te qualche giorno fa sarò impegnata al suo fianco in una battaglia che vale molto più di una partita. Invito, quindi, tutti quelli che non sono d'accordo a smetterla con la fiera delle banalità, del moralismo e delle buone intenzioni. Rispetto il loro pensiero, ma loro devono fare lo stesso con il mio. Senza cadere nel qualunquismo e nella retorica ed evitando di fare puro e semplice populismo.

Forza Lazio, per sempre e un giorno in più.

Sara

L'agente di Diakitè chiude la porta alla Romania: "Modibo andrebbe solo in tre campionati esteri"

Fonte: tuttomercatoweb.com
In merito alla situazione di Modibo Diakite, dato per partente dalla Lazio, abbiamo contattato Ulisse Savini, agente del giocatore: "Non c'è ninete di vero, la società non mi ha detto niente, nessuna richiesta ufficiale. Se avessero avuto una richiesta mi avrebbero informato, visti anche i rapporti che ho con Tare e Lotito. A gennaio c'è stato un sondaggio del Panatinaikos e mi hanno subito avvisato. Inoltre il giocatore per andare all'estero prende in esame solo i campionati tedesco, spagnolo ed inglese. Sta bene a Roma è molto legato a Lotito. Va via solo se la Lazio decide di cederlo, altrimenti non si muove".

Radu-Lazio, si tratta per il rinnovo

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Mentre Stefan Radu tiene in apprensione Reja, che probabilmente non potrà averlo a sua disposizione nemmeno per il match contro la Fiorentina a causa di una fastidiosa contusione al piede che lo ha già costretto a saltare la trasferta di Palermo, il suo procuratore e la Lazio hanno iniziato a parlare, per il difensore romeno, di rinnovo contrattuale. L'attuale accordo tra le parti, infatti, scadrà nel 2012 ed è proprio questo il momento di accelerare i tempi per blindare un calciatore che nell'ultima stagione si è reso protagonista di una crescita esponenziale che lo ha portato a finire sui taccuini dei direttori sportivi di mezza Europa. Radu, ad oggi, guadagna circa 350.000 euro. Allo studio c'è un ipotesi di rinnovo con prolungamente fino al 2015, con ingaggio più che raddoppiato. Il centrale, che poco tempo fa ha rivelato di essersi perfettamente integrato a Roma e di considerare la Lazio la migliore scelta fatta nella sua vita professionale, è molto stimato da Milan, Juventus, Inter, Palermo e Beyern Monaco. La Lazio, però, ha assoluta intenzione di tenerlo. Ed ha iniziato a lavorare per blindarlo.

Ballotta: "Fidatevi di Berni, Muslera è il futuro"

Fonte: Il Tempo
Marco Ballotta conosce bene l'ambiente Lazio, avendo disputato 6 stagioni in biancoceleste, vincendo uno scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa delle Coppe, ed una Supercoppa europea. Inoltre, è il calciatore più anziano che abbia mai giocato in A ed in Champions. Berni giocherà contro la Fiorentina per la squalifica di Muslera. Come lo giudica? «E' uno completo, affidabile. Ha forza fisica, è sicuro nelle palle alte, ha ottimi fondamentali. Ha solo bisogno di giocare e fare esperienza. Stavo per portarlo a Modena lo scorso anno, poi andò a Salerno». Berni ha giocato solo due gare con la Lazio a maggio 2007 (con Parma e Siena, ndr). Contro la Fiorentina soffrirà la pressione? «Non credo, psicologicamente è forte, è un tipo freddo. Certo, sarà carico a mille, lui è di Firenze». Com'era Berni come compagno di squadra? «Un perfetto uomo spogliatoio. E' un appassionato di rugby, e da quello sport ha ereditato la cultura del non mollare mai». Perché negli anni passati non è mai stato preso in considerazione dagli allenatori? «Fece una dichiarazione, una sorta di sfogo, anche a ragione. Pensava fosse arrivato il suo turno. A volte queste cose vengono lette in un modo, a volte in un altro. Rossi scelse l'esperienza». Cosa pensa tecnicamente di Muslera? «Grande carattere, non era facile ripartire dopo un inizio travagliato». La Lazio sta pensando al rinnovo del contratto del portiere uruguagio: lei che ne pensa?. E' giusto? «Bisogna investire sui giovani, e non si può cambiare tutti gli anni. Terrei in considerazione anche Berni. Trovare portieri migliori in giro non è facile». Carrizo sta fallendo anche in Spagna. «Lui e Muslera sono diversi. L'argentino vuole dimostrare sempre qualcosa, è più strafottente, Muslera più umile. Certo, Carrizo potrebbe attraversare un periodo no, oppure potrebbe non essere all'altezza, a volte le scelte si sbagliano. Muslera non partendo bene ha avuto la fortuna di allenarsi con Grigioni crescendo molto».

Riceviamo e pubblichiamo da Matteo: Non sono d'accordo con la protesta di sabato, ma aderirò lo stesso

Salve a tutti,

Mi chiamo Matteo, Laziale dalla culla ormai 25enne abbonato dal 1994...
Innanzitutto vi ringrazio per il vostro sito che reputo forse l'unica fonte credibile nel web.
Il mio,anzi il nostro è un orgoglio ferito. Trovo sbagliatissima la protesta di Lazio - Fiorentina, ma nonostante ciò resto vicino ai fratelli Laziali ed aderirò anche io. Va fatto. O tutti uniti o continueremo ad essere "schiavizzati".
La mia mail riguarda una proprosta di protesta...e se davvero riuscissimo a lasciare l stadio vuoto (cosa quasi impossibile) la mia idea sarebbe ancora più semplice e andrebbe a finire sui giornali di tutto il mondo.
La mia idea è quella di lasciare le Curve ed i Distinti ai lati della Monte Mario vuoti. E riempire tutta la Tevere, in modo che il gestore abbia TUTTI noi davanti a lui. E per tutta la partita mostrare uno striscione con due semplicissime parole: "SEI SOLO". Vorrei sapere se secondo voi sarebbe una cosa fattibile.
Grazie ancora.

La redazione risponde

Per prima cosa grazie dei complimenti che fanno sempre piacere e che ci stimolano ad andare avanti e a migliorarci giorno dopo giorno. Del tuo intervento ci è piaciuto soprattutto un passaggio. Quello in cui dici che anche se non sei d'accordo aderisci all'iniziativa promossa dalla Curva Nord. Questo, secondo noi, è lo stato d'animo che si dovrebbe avere in questo momento. Uno stato d'animo che porti all'unione d'intenti di tutti e che faccia tornare il tifoso Laziale a ragionare con la logica del "Noi facciamo" e non più con quella dell'"Io farei". Non sappiamo dirti che se la tua idea di protesta sarebbe realizzabile o meno. Il consiglio che ci sentiamo di dare, al momento, è quello di seguire le iniziative della Curva. Ricominciamo a ragionare da popolo.

Riceviamo e pubblichiamo da Marco: Serve unità d'intenti

Forse a molti ancora non è chiaro il motivo della protesta. Non si diserta lo stadio perchè la lazio rischia la serie b, si diserta lo stadio, secondo me, perchè restare in Serie A con questa dirigenza ha decisamente poco valore, sia morale che aggregativo. Siamo stati offesi come popolo,abbiamo assistito alla epurazione di tutti i nostri uomini simbolo e non siamo stati in grado di fare nulla,fermi,sempre per amore di lazio. Oggi stanchi di un futuro che appare nuvoloso e privo di luce, ci troviamo ad un bivio. Entrare per sentir dire poi alle tv che una piccola minoranza è rimasta fuori,oppure disertare per non dare fiato alle falsità di questa gestione? Leggevo che l'azionista di maggioranza della Lazio, per non fare figure pessime, avrebbe in mente di far entrare gratis tutti i ragazzini della polisportiva e le loro famiglie. Bene,noi potremo ripetere la protesta tutte le domeniche,testardi contro testardo,ma poi dopo la fine del campionato quando si aprirà la nuova campagna abbonamenti,cosa farà? Regalerà le tessere? Fratelli,meglio la gallina domani che l'uovo oggi, quindi uniti si vince,soffriamo da oggi fino alla fine che non sò quando arriverà ma se restiamo anzi se torniamo ad essere uniti arriverà presto per questa (a mio avviso) inadeguata ed antilaziale dirigenza.

Saluti a tutti e sempre Forza Lazio

Marco

mercoledì 24 febbraio 2010

Ultime da Formello: Radu ancora a parte, sorpresa Hitzlsperger?

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Nel pomeriggio di oggi, presso il centro sportivo di Formello, la Lazio ha continuato a preparare la partita che domenica la vedrà impegnata contro la Fiorentina. Brutte notizie arrivano da Radu: il romeno ha scongiurato il pericolo infrazione ma continua a lavorare a parte. A tre giorni dal match con i viola, la sua presenza sabato appare veramente improbabile. Per la sua sostituzione, dando per scontato che Reja ha ormai scelto di tornare alla difesa a quattro, è in netto vantaggio, rispetto a Dias e Siviglia, Giuseppe Biava. Sarà proprio l'ex genoano, probabilmente, ad affiancare Stendardo sulla linea difensiva. A centrocampo, invece, sulla corsia mancina è stato provato tra i titolari Hitlzsperger. Il tedesco potrebbe scendere in campo dal primo minuto al posto di Mauri, in una mediana composta da Brocchi sulla destra e dalla coppia Ledesma-Matuzalem al centro. In avanti, infine, Floccari (che migliora dall'influenza), Rocchi e Zarate si giocano due maglie per tre posti. Potrebbe essere proprio il talento argentino, a sensazione, a partire dalla panchina come accaduto a Parma.

Riceviamo e pubblichiamo da Giancarlo Governi: Avrei preferito altre forme di protesta

C'erano altre forme di protesta, a mio avviso, più efficaci e non autolesionistiche. La mia idea, espressa a Tirone era questa: si va in massa allo stadio a sostenere la nostra Lazio. Alla fine della partita si rimane per una ora, anche due dentro lo stadio a cantare, a contestare. Con gli steward costretti a rimanere lì e con le forze dell'ordine fuori che non sanno che pesci pigliare. Una forma di protesta che avrebbe fatto parlare tutto il mondo.
Questa idea non è stata presa neppure in considerazione. Mi dispiace. Io andrò regolarmente allo stadio come sempre.

Giancarlo Governi

La redazione risponde

Egregio Dottor Governi, intanto la ringraziamo per il suo autorevole contributo. La proposta da Lei avanzata è a nostro avviso ottima e speriamo davvero che per il futuro possa essere presa in considerazione e magari attuata da chi di dovere. Per quanto riguarda sabato, però, pur rispettando il suo pensiero, noi aderiremo all'iniziativa promossa dalla Curva perchè ci sembra, anche se dolorosa, necessaria, purtroppo, se consideriamo il momento generale che sta vivendo la più antica società della capitale.

Cordiali saluti

La redazione

martedì 23 febbraio 2010

Pensieri in Libertà: Mi mancherai sabato sera, ma la dignità vale più di tre punti...

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Sabato sera mi mancherà tutto dello stadio. Mi mancherà il traffico sulla tangenziale, lo stress per trovare un posto in cui lasciare la macchina. Mi mancherà anche dare l'euro classico al posteggiatore abusivo che ormai fa parte del paesaggio. Mi mancherà la puzza di sigaro che di solito detesto ma che all'Olimpico diventa all'improvviso piacevole, mi mancherà affrettare il passo all'altezza di Ponte Milvio, passare il tornello di corsa, salire le scale a due a due con l'obiettivo di arrivare a vedere, nel minor tempo possibile, quello spicchio di campo verde che è da sempre l'icona di un culto pagano che si rinnova anno dopo anno, partita dopo partita. Mi mancherà vedere il riscaldamento, guardare se gioca Zarate, lanciare qualche improperio all'avversario più temuto o all'allenatore che preferisce il calciatore che mi sta più antipatico a quello che invece avrei fatto giocare io. Mi mancherà il "Non Mollare Mai" di Francesco Scarcelli da cantare a squarciagola mentre sventolo la sciarpa, il battibecco con il vicino di posto che al terzo minuto già inizia a criticare questo o quel giocatore, guardare il cronometro sperando che il gol arrivi prima della fine del primo tempo, gioire, disperarmi, incitare, inveire, giocare, praticamente giocare, con quelle undici maglie biancocelesti che da quando sono nato, non mi vergogno a dirlo, sono una delle cose più importanti nella mia vita. Dal basso dei miei 24 anni seguo la Lazio allo Stadio, da abbonato, dal 1997. Da quell'anno, ho mancato soltanto due partite, per causa di forza maggiore, tenuto a letto una volta dalla febbre, un'altra da una colica renale. Sabato sera, invece, resterò a casa di mia volontà. Per aderire ad una protesta tanto giusta quanto dolorosa, partorita da chi, già qualche anno fa, aveva provato ad avvertire i tifosi Laziali dei rischi che si stavano correndo. So che a molti può sembrare una decisione sbagliata. Ma la dignità di un tifoso che capisce di non essere più ricattabile con la scusa del troppo amore, secondo me vale molto più dei tre punti in palio contro la Fiorentina. La consapevole crescita di un popolo che può riscoprirsi importante e decisivo per il futuro del suo ideale biancoceleste merita di essere accompagnata. Anche quando si sceglie di seguire la strada più lunga e difficile. Anche quando si chiede un sacrificio che per un "Malato di Stadio" come me è enorme. Sabato sera non sarò all'Olimpico. Mi peserà questa assenza, ma credo con tutto me stesso che sarà per il tuo bene. Vinci Lazio mia, "e esci da sti guai", come cantava una canzone di qualche tempo fa. Noi, mi permetto per una volta di parlare al plurale, senza avere ovviamente la pretesa di rappresentare nessuno, saremo comunque accanto a te, pronti ad aiutarti a trionfare in una partita che a molti può sembrare virtuale ma che è invece fondamentale per il tuo presente e soprattutto per il tuo futuro. Quella della liberazione. Non sarà facile. Ma la gente Laziale, quella più vera, alla fine vince sempre. Il cielo è blu dietro alle nuvole. Niente, l'ho scritto e lo ripeto, potrà impedire, prima o poi, al sole di torlare a risplendere.

Ultime da Formello: Radu migliora, Reja prova il 4-4-2

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Nel pomeriggio di oggi, per la prima volta da quando è arrivato a Roma, Edoardo Reja ha provato il 4-4-2. Poco, fa, nel centro sportivo di Formello, il tecnico della Lazio nella classica partitella in famiglia che viene disputata ogni volta al termine dell'allenamento ha messo in campo un undici con il modulo che tante soddisfazioni diede alla prima Lazio targata Delio Rossi. Il centrocampo, da destra a sinistra, era composto da Brocchi, Ledesma, Matuzalem e Mauri, mentre in difesa c'erano Lichsteiner, Biava, Stendardo e Kolarov. In avanti, considerata anche la febbre che ha colpito Floccari, Cruz si è mosso al fianco di Zarate.
Dall'infermeria, intanto, giungono notizie abbastanza confortanti su Radu. Il romeno è ancora alle prese con una fastidiosa contusione al piede, ma oggi ha ricominciato a lavorare sul terreno di gioco, anche se non con il resto dei compagni. Difficile ipotizzare, ad oggi, un suo impiego contro la Fiorentina.

Stendardo: Lazio, devi cambiare rotta

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Nel primo pomeriggio di oggi, presso il centro sportivo di Formello, ha parlato Guglielmo Stendardo. Il difensore campano ha incontrato la stampa ed ha fatto il punto della situazione sul delicato momento che sta vivendo la Lazio: "Non credo ci sia stato un rilassamento dopo la vittoria di Parma, sappiamo che i problemi non sono finiti, la classifica è brutta e siamo consapevoli che bisogna trovare una continuità di risultati. Dobbiamo dare tutto per poter uscire da questa situazione: da qui alla fine dobbiamo giocare come se fossero tutte finali. E' l'unico modo per poter centrare il nostro obiettivo. Sono d’accordo con il mister Reja, quando dice che è un problema di testa. Roma è una piazza esigente e merita molto di più. Dobbiamo ritrovare la consapevolezza e la serenità perduta attraverso i risultati. Nelle ultime partite siamo stati sfortunati, non solo per gli episodi arbitrali. Per esempio contro la Juventus meritavamo di vincere e anche lì c’è stato un episodio discutibile. Poi in campo ci andiamo noi e credo che le colpe vadano attribuite a noi stessi. Non dobbiamo cercare alibi, i tifosi hanno ragione, la loro protesta è civile e legittima. Noi dobbiamo cambiare rotta."

La settimana di Berni


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E' iniziata ieri, proseguirà oggi. Una settimana importante per lui. Una settimana che vivrà intensamente, una settimana che probabilmente aspettava da tempo. Parliamo ovviamente di Tommaso Berni, terzo portiere della Lazio, che sabato sera (causa squalifica di Muslera) scenderà in campo per la prima volta in questa stagione contro la Fiorentina di Gilardino e Vargas. L'estremo difensore, nato proprio a Firenze nel 1983, cresciuto nel vivaio interista, dopo essersi messo in mostra in Serie B con la maglia della Ternana, è arrivato a Roma nel 2006. Inizialmente la Lazio sembrava credere molto in lui, tanto è vero che il suo ingaggio secondo radiomercato è costato alle casse del club biancoceleste poco meso di due milioni di euro. Poi non si è mai capito cosa sia realmente accaduto: Berni, infatti, ha difeso la porta della più antica società capitolina soltanto in due occasioni, al termine del campionato 2006-2007. Poi, per due anni in pratica, è finito nel dimenticatoio. Fino a gennaio del 2009, mese in cui si è trasferito in prestito alla Salernitana, mettendosi in mostra con buone prestazioni e parando due rigori nel giro di una settimana. Ha militato, inoltre, in tutte le nazionali giovanili, dall'under 15 all'under 21, con cui ha collezionato tre presenze tra il 2002 ed il 2005. Una cosa che non va trascurata, è che Berni si è da subito legato molto all'ambiente Laziale. Non a caso, qualche volta, è stato presente al compleanno della Lazio, il 9 gennaio, a Piazza della Libertà. Ora avrà l'occasione che aspettava da tempo. L'occasione di riscattarsi, di far vedere a tutti che a Roma quattro anni fa è arrivato un buon portiere e non un oggetto misterioso. Non sarà facile tornare a giocare una partita dopo tanto tempo di assenza dai campi da gioco. Ma siamo certi che Berni farà di tutto per non lasciarsi sfuggire questa opportunità. Forza Tommaso. Domenica sarà un match importantissimo nell'economia della lotta per non retrocedere. La salvezza della Lazio passerà anche da te, dai tuoi interventi e dalle tue mani.

Approfondimento: A gennaio altro mercato fallimentare?

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Il due di febbraio molti si sono scandalizzati quando abbiamo aspramente criticato l'operato della società nel corso del calciomercato invernale. Dopo i disastri dell'estate, infatti, e con la squadra in piena lotta per non retrocedere, ci aspettavamo interventi molto più pesanti da parte della dirigenza capitolina, che invece ha aspettato le ultime ore di mercato per chiudere alcune operazioni in entrata e che tra l'altro, secondo noi, ha portato nella capitale giocatori che poco servono alla causa biancoceleste. Ora, a distanza di quasi un mese, è possibile forse tracciare un primo bilancio, anche se provvisorio, sui nuovi giocatori della Lazio. Bilancio che, lo anticipiamo, è per ora assolutamente negativo.

Biava non ha ancora convinto del tutto. E' un buon difensore, ma non è certo l'elemento in grado di far fare un salto di qualità alla retroguardia. E' inoltre un 1977, e alla soglia dei 33 anni è difficile immaginare per lui ulteriori margini di miglioramento. Non sposta praticamente nulla nell'economia della squadra, e non è certamente quell'alternativa "migliore di Lugano" che Tare rivelò di avere in mano ad agosto. Migliore di Lugano, poi, non può essere sicuramente Dias: secondo noi il brasiliano non è così scarso come molti pensano, anzi crediamo che una volta ambientato nel campionato italiano potrà dire la sua anche come titolare. Ma per ora non è adatto alla massima serie. In due partite ha commesso errori grossolani, che hanno evidentemente danneggiato la linea difensiva Laziale, ed inoltre anche lui ha superato i 30 anni, senza mai avere una esperienza in un campionato europeo e senza collezionare neanche una presenza con la maglia del Brasile. Poteva essere una buona alternativa, ma prima di lui serviva una garanzia, da gettare nella mischia subito, in grado di cambiare davvero rendimento e volto al pacchetto arretrato della Lazio. Dias, inoltre, è costato un bel pò. Forse troppo. 2.5 milioni di euro per un difensore di 31 anni che non aveva mai giocato in Europa non sono pochi.

Il centrocampo è il reparto in cui servivano i maggiori sforzi. La linea mediana biancoceleste, considerato il reintegro di Ledesma (tardivo ed inspiegabilmente posticipato fino ai limiti dell'autolesionismo) necessitava di un interno destro in grado di far legna davanti alla difesa (più forte di Brocchi e Firmani, ovviamente), e di un centrocampista classoso, in grado di legare bene linea mediana ed attacco, di seguire i movimenti delle punte e di innescarne l'azione. Non è arrivato nessuno dei due: Hitlzperger è un interno sinistro che deve giocarsi il posto con Mauri e Matuzalem e che sta tra l'altro deludendo le attese, visto che ha giocato una partita gravemente insufficiente contro il Catania e che poi è stato messo ai margini dal nuovo arrivato Reja, mentre del trequartista non c'è stata nemmeno l'ombra. A quanto pare si è trattato Ederson, poi si è puntato su Golasa, solo che l'israeliano dopo aver fatto le foto di rito e dopo aver firmato il contratto se ne è tornato a casa e tanti saluti. Qua c'è un piccolo giallo: la Lazio, davanti al comportamento del giocatore, ha annunciato battaglie legali e promesso esposti alla Fifa. Aspettava il suo rientro a Formello per l'otto febbraio. Questo rientro non si è mai verificato. E ora? Il contratto firmato dal giocatore vale o si è verificato un nuovo caso Bengtsson? Ufficialmente la risposta non la conosciamo, anche se purtroppo possiamo intuirla.

L'unico ottimo innesto (e lo diciamo perchè non abbiamo pregiudizi) è stato Sergio Floccari. L'ex attaccante dell'Atalanta è davvero un bel giocatore, generoso, tecnico, con una buona vena realizzativa. Con Zarate forma un'ottima coppia d'attacco, su cui al di là dei problemi di questo campionato si potrà lavorare anche in ottica futura. Per comprarlo, però, serviranno nove milioni di euro.

lunedì 22 febbraio 2010

Pensieri in Libertà: Occhio agli isterismi verso i giocatori, altrimenti rischiamo di fornire assist a qualcuno...

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Sono giorni incandescenti, questi, nell'ambiente Laziale. Una stagione balorda (ancor più delle altre cinque targate Lotito, che comunque sono state mediocri visto che solo una volta il club biancoceleste è arrivato sopra al decimo posto) ha portato tutti sul banco degli imputati. Così, oltre alla società e al tecnico (parliamo ovviamente di Ballardini, allontanato un paio di settimane fa) sono finiti nel calderone della critica anche alcuni calciatori. Soprattutto quelli più importanti.

Questo, secondo noi, è in parte sbagliato e spieghiamo il perchè. E' innegabile che anche loro hanno responsabilità, ma il colpevole di questa situazione è sostanzialmente uno e tutti voi sapete di chi stiamo parlando. Esagerare con le critiche nei confronti di quei pochissimi giocatori di livello che abbiamo, poi, è a nostro avviso un errore. Soprattutto se si considera il fatto che al termine della stagione Lotito dovrà faticare non poco per trattenerli nella capitale e sarebbe sbagliato fornirgli un assist su un piatto d'argento per poi poterli mandare via, permettendogli di dire che in realtà non sono così forti, magari senza sostituirli, come già accaduto in passato.

Fare di tutta l'erba un fascio è sbagliato. Noi gli Zarate, i Kolarov, i Radu, i Ledesma, i Matuzalem, i Floccari, li vogliamo nella Lazio della prossima stagione, e lo diciamo oggi, senza e senza ma, anche se in questo momento qualcuno sta avendo un rendimento al di sotto delle aspettative. Saranno ben altri i giocatori da cedere a campionato finito. Non dobbiamo generalizzare e cadere nella trappola del gridare "Via tutti", perchè la Lazio ha alcuni elementi di spessore da cui ripartire e attorno a quelli dovrà ricostruire una squadra in grado di provare a competere per le posizioni di medioalta classifica. Niente alibi, da parte nostra, per chi in estate probabilmente avrà un bel da fare per trattenere a Roma i pezzi migliori di questa Lazio già scadente e debole.

Oggi la Lazio torna al lavoro: da verificare Radu

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Il lavoro dei biancocelesti riprenderà questa mattina alle undici. Nel centro sportivo di Formello il tecnico Edoardo Reja inizierà a preparare la sfida che sabato prossimo opporrà il club capitolino alla Fiorentina di Prandelli. C'è delusione in casa Lazio per la sonora sconfitta rimediata ieri a Palermo, ma c'è anche la voglia di guardare avanti con la consapevolezza che le prossime tre partite saranno determinanti per capire se Zarate e compagni saranno davvero costretti a lottare per la salvezza fino all'ultima giornata o se invece potranno tirarsi fuori dalla zona calda della classifica con qualche settimana di anticipo. Nelle prossime tre sfide i biancocelesti affronteranno Fiorentina, Sampdoria e Bari, giocando per due volte in casa. Sabato prossimo, ad esempio, contro i viola bisognerà far di tutto per vincere l'incontro e per sfruttare pienamente un turno che sulla carta può essere molto favorevole. Il valore assoluto della squadra di Prendelli è fuori discussione, ma la Fiorentina giocherà mercoledì sera contro il Milan e nelle ultime settimane ha dimostrato di essere abbastanza vulnerabile in campionato, anche perchè la Champions League causa un enorme dispendio di energie, sia fisiche che mentali.
Contro i toscani non ci sarà Muslera, che era da diffidato e che a Palermo è stato ammonito in occasione del rigore (inesistente) concesso a Miccoli. Oltre al danno, quindi, c'è stata anche la beffa per la Lazio, che sabato dovrà schierare tra i pali il terzo portiere Berni, considerata anche l'assenza per infortunio (che durerà fino al termine della stagione) di Albano Bizzarri. Chi invece ha qualche speranza di scendere in campo è Stefan Radu: il romeno è alle prese con una fastidiosa contusione al piede sinistro. Nell'ultima settimana non si è mai allenato con il gruppo ed anche ieri a Palermo si è capito quanto la sua presenza sia essenziale per la retroguardia dei capitolini. Già oggi il calciatore dovrebbe sottoporsi a nuovi accertamenti e magari provare a lavorare il resto dei compagni. Difficile, comunque, fare previsioni sul suo rientro. Le possibilità di vederlo in campo contro Gilardino e compagni, al momento, sono del 50%.

Il ritorno di Matuzalem è l'unica nota lieta

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
E' rientrato in campo, al sedicesimo minuto del secondo tempo, dopo quasi due mesi di assenza, ed ha in pochi istanti cambiato almeno in parte volto al centrocampo della Lazio. E' sicuramente il recupero di Francelino Matuzalem l'unica nota lieta nel match giocato ieri a Palermo. Il brasiliano è finalmente tornato a disposizione della Lazio e del tecnico Reja, che ne ha dosato l'impiego nella trasferta siciliana per permettergli di rientrare gradualmente e di ritrovare il ritmo partita, ma che sicuramente già da sabato prossimo, quando all'Olimpico arriverà la Fiorentina, lo inserirà nel blocco dei titolari accanto a Ledesma e a Brocchi. Matuzalem è una pedina fondamentale nella linea mediana della Lazio e, sperando che abbia finalmente superato i continui problemi fisici che spesso lo costringono a restare ai margini del gruppo, c'è da scommettere che il suo apporto sarà deterimante per l'ultima parte del campionato. E' l'unico calciatore, tra i centrocampisti, ad essere dotato di una grande tecnica di base, e ad essere in grado di seguire ed accompagnare l'azione delle punte. Non a caso, per caratteristiche tecniche, si completa alla perfezione con Cristian Ledesma, che invece è un ottimo mediano davanti alla difesa ma che va spesso in difficoltà quando si ritrova ad essere l'unica fonte di gioco della squadra. Matuzalem dovrà regalare al centrocampo della Lazio ordine, tecnica, geometria, carattere ed esperienza. Se la sorte lo assisterà permettendogli di non avere più guai fisici da qui al termine del campionato, siamo sicuri che il brasiliano potrà riuscire nell'impresa. Stiamo per entrare nella fase decisiva della lotta per non retrocedere. Serve il miglior Matuzalem per rivedere la migliore Lazio.

domenica 21 febbraio 2010

Pensieri in Libertà: Calma e sangue freddo. Molte cose non vanno, ma non lo scopriamo oggi

Fonte: Roberto Arduini www.lalazioinrete.blogspot.com
Iniziamo con una domanda, che forse potrebbe permetterci di guardare la situazione attuale della Lazio con un pizzico di negatività in meno. Quanti avrebbero firmato con il sangue dieci giorni fa per rimediare due pareggi consecutivi nelle trasferte di Parma e Palermo? Tutti forse no, ma la maggior parte sicuramente sì. Bene, se la squadra di Reja avesse pareggiato sia al Tardini che al Barbera avrebbe un punto in meno rispetto a quelli che possiede oggi. La giornata di campionato, inoltre, in chiave salvezza non è stata completamente negativa. Tutte le rivali del club biancoceleste hanno perso e la classifica è rimasta la stessa della settimana scorsa, con una partita in meno da giocare.

Per questo, ora, crediamo sia inutile mettersi a riparlare ancora una volta dei limiti di una squadra che sicuramente non si trova in quella posizione per caso. I problemi ci sono, e non serviva la sconfitta di Palermo per farcelo capire. Anche se in molti, nel corso di questa settimana, hanno provato a mettere la testa sotto alla sabbia e a far finta di niente, anestetizzati da una vittoria, quella di Parma, che anche qualche organo di informazione ha provato a spacciare per un'impresa. La reltà è ormai chiara per tutti quelli che hanno avuto voglia di vederla: una società con il bacino d'utenza ed il fatturato della Lazio non dovrebbe trovarsi in questa situazione. Un club che incassa circa cento milioni di euro l'anno non dovrebbe competere con realtà di provincia che hanno da gestire budget molto più limitati.

Questo è un dato incontrovertibile che certifica gli errori gestionali di chi dirige la Lazio e che e va al di là di una vittoria o di una sconfitta. Quelli che continuano a dare la colpa all'imponderabile e a parlare di contestazione strumentale dovrebbero fare un bel bagno di umiltà ed ammettere il fallimento sportivo di una gestione che pur potendo amministrare capitali importanti è riuscita solo una volta in sei anni a portare la Lazio al di là della decima posizione in classifica. E scusateci se lo diciamo, rischiando consapevolmente di essere impopolari, ma crediamo che i tifosi che giovedì scorso hanno invaso Formello per festeggiare non si sa bene che cosa dovrebbero ricordarsi che la loro squadra è la SS Lazio 1900, quinta o sesta forza economica (grazie anche a loro) del campionato italiano, e che per questo dovrebbero pretendere molto di più, per fare festa, rispetto ad una vittoria o ad un cambio di allenatore.

Detto questo, non ci resta che provare a guardare al futuro. Ben consapevoli, però, del fatto che farsi i conti su Livorno, Bologna, Catania e Atalanta, comunque vada, è un fallimento immenso, una sconfitta enorme, un'umiliazione che la Lazio e la sua gente non avrebbero meritato. Speriamo che i ragazzi di Reja sfruttino a dovere il prossimo turno, apparentemente favorevole, visto che all'Olimpico arriverà una Fiorentina che avrà probabilmente la testa rivolta alla Champions League, e sperando che davanti a una vittoria, che sarebbe oro colato, non ci siano poi ancora una volta 1000 Laziali pronti ad andare a Formello per festeggiare un qualcosa che dovrebbe essere scontato. Il club più antico della capitale d'Italia merita altro, merita di più di semplici discorsi sulla salvezza, ma se non ricominciano a pretendere questo i suoi appassionati sarà dura riavere quello che nel corso di questi anni è venuto a mancare.

A proposito di tifosi, in conclusione, permetteteci di dire la nostra sulla protesta organizzata dalla Curva Nord in vista di Lazio-Fiorentina: noi aderiremo. Senza se e senza ma. Se l'iniziativa dovesse essere confermata, a malincuore e con grande sofferenza, sabato sera non saremo allo Stadio Olimpico. E' vero che nell'impianto capitolino tra sei giorni si giocherà un match importantissimo per la squadra di Reja, ma è altrettanto vero che la partita che da tempo hanno iniziato i tifosi della Lazio non vale solo tre punti, ma ha una posta in palio ben maggiore e molto più importante. La dignità di un popolo intero, la dignità di una tifoseria che non vuole più essere oggetto di ricatto a causa del troppo amore. Davanti a questa parola, "Dignità", tutto il resto, secondo noi, perde di colpo buona parte della sua importanza.

Tracollo in Sicilia: le nostre pagelle

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Muslera 5.5
Incolpevole in occasione dei gol palermitani, appare comunque incerto in determinate circostanze. Rimedia (causa simulazione di Miccoli) una ammonizione pesante che gli impedirà di giocare il match contro la Fiorentina

Dias 4.5
Va a corrente alternata. Dimostra con alcune giocate di avere buone potenzialità, poi si perde sul più bello in un bicchiere d'acqua. Sbaglia il movimento nell'azione che porta al rigore di Miccoli, è bravo in marcatura ma ha grosse difficoltà nella lettura dell'azione

Stendardo 5.5
E' il migliore del pacchetto arretrato ma soffre come gli altri le giocate dell'attacco rosanero

Biava 5
Passo indietro rispetto alla buona partita di Parma. Soffre sempre nell'uno contro uno e viene spesso messo in difficoltà dalle verticalizzazioni di Pastore e dalla velocità di Hernandez

Litchsteiner 4.5
Non è più il giocatore della passata stagione. Dovrebbe osare di più quando c'è da accompagnare l'azione delle punte e non è nemmeno troppo attento in fase difensiva. Involuzione plateale, la sua, che dura ormai da diverso tempo

Brocchi 5.5
Mette la sua generosità al servizio della squadra ed è il migliore del centrocampo biancoceleste. Non può da solo cambiare le sorti di una partita che è apparsa segnata fin dai primi minuti, ma almeno ci prova

Ledesma 5
Imbrigliato tatticamente da Delio Rossi che lo conosce come nessun altro soffre non poco ad organizzare la manovra incappando in una giornata decisamente negativa

Mauri 4.5
Sbaglia un paio di gol "alla Mauri". I suoi momenti di buio davanti alla porta ormai sono un vero e proprio caso. Svagato e confuso fino alla sostituzione con Matuzalem

Kolarov 5
Qualcuno avrà da ridire su questo voto, ma a noi di un gol sul tre a zero interessa poco. Ci interessa, invece, l'atteggiamento del serbo, che da almeno un mese è lontano parente di se stesso. Così non si va da nessuna parte

Zarate 5.5
Ci prova nel primo tempo con un paio di accelerazioni che mettono in difficoltà la retroguardia avversaria. Poi va spesso a sbattere contro il muro rosanero, dimostrando però di essere uno dei pochi a non arrendersi fino alla fine

Floccari 5
Generoso come al solito, ma meno brillante rispetto alle ultime apparizioni. Non riesce mai a trovare il guizzo decisivo e soffre nella ripresa con l'ingresso di Cruz che lo costringe a giocare defilato e lontano dall'area di rigore

Cruz 5.5
Sgomita, lotta, fa a sportellate con la retroguardia avversaria e dimostra di avere almeno una buona dose di generosità. Gioca spesso spalle alla porta nel tentativo di fare da sponda per i suoi compagni di reparto, ma sembra ancora lontano da una condizione atletica accettabile

Matuzalem 6
La nota positiva della giornata. Entra al posto di uno spento Mauri e prova ad accendere la luce. Giocatore importante, se riesce a trovare continuità dal punto di vista fisico. La sua classe servirà sicuramente nella fase decisiva del campionato

Reja 5
La sua Lazio si sveglia bruscamente dopo la bella vittoria di Parma. Preoccupa soprattutto la prestazione dei biancocelesti che quasi mai hanno dato la sensazione di poter rientrare in partita

Reja duro a fine partita: "Miccoli si è buttato"

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Così il tecnico della Lazio al termine della partita: "Il rigore per loro non c'era. Miccoli non è stato neanche toccato, era da ammonire per simulazione. Inoltre Muslera era diffidato, oltre al danno subiamo anche la beffa. Avevo avuto la stessa impressione in campo, anche se gli errori ci stanno e noi dobbiamo accettarli. Abbiamo dimostrato di avere una buona capacità di reazione. Dobbiamo ripartire da qua. A Palermo rimontare non è facile, loro sono un buon gruppo, però ho una buona squadra anche io. Abbiamo sbagliato qualcosa in fase difensiva, non ci si difende rinculando. Zarate? La Lazio non è solo lui, anche se è un giocatore importante. Il nostro problema in attacco si può risolvere, devono ritrovare convinzione nei loro mezzi perchè abbiamo grandi giocatori."

Brusco risveglio a Palermo

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Finisce tra a uno per i rosanero la sfida del Barbera. Palermo subito in vantaggio con Hernandez e già sul due a zero attorno al trentesimo del primo tempo grazie ad un rigore procurato e trasformato da Miccoli. Nella ripresa Nocerino ha realizzato per gli uomini di Rossi la terza marcatura di giornate, mentre al minuto numero settantotto Kolarov ha fissato il punteggio sul tre a uno sengnando per la Lazio il gol della bandiera.

Muslera salterà Lazio-Fiorentina

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Piove sul bagnato in casa Lazio. I biancocelesti alla fine del primo tempo sono sotto di due gol a Palermo e sabato prossimo, nel match contro la Fiorentina, dovranno rinunciare a Fernando Muslera. L'estremo difensore era diffidato ed oggi è stato ammonito in occasione del rigore concesso a Miccoli. Contro i viola, quindi, giocherà il terzo portiere Berni, considerato anche l'infortunio di Bizzarri.

Fine primo tempo: Palermo-Lazio 2-0

Biancocelesti sotto a Palermo. Per ora decidono le reti di Hernandez dopo cinquantotto secondi e di Miccoli su calcio di rigore al trentesimo minuto di gioco.

Palermo-Lazio: Ultime dai ritiri e probabili formazioni

Fonte: www.lalazioinrete.blogspot.com
Palermo: Tutti disponibili per Delio Rossi, che a livello tattico schiererà un undici con il 4-3-1-2. Dovrebbe tornare Pastore dal primo minuto, mentre a centrocampo tutto ruoterà attorno a Liverani, che giocherà affiancato da Migliaccio e Nocerino. Panchina per Simplicio e Bresciano.

Lazio: L'unico dubbio di Reja riguarda il centrale da affiancare a Biava e Stendardo. In vantaggio sugli altri per sostituire l'infortunato Radu c'è Andre Dias. A centrocampo Mauri verrà preferito a Matuzalem visto che il brasiliano non ha ancora il ritmo partita mentre in avanti Zarate farà coppia con Floccari.

Probabili Formazioni

Palermo (4-3-1-2)
46 Sirigu, 16 Cassani, 24 Kjaer, 5 Bovo, 42 Balzaretti, 8 Migliaccio, 11 Liverani, 9 Nocerino, 6 Pastore, 10 Miccoli, 7 Cavani. A disp: (28 Benussi, 3 Goian, 23 Bresciano, 27 Calderoni, 14 Bertolo, 30 Simplicio, 90 Hernandez) All. Delio Rossi

Indisponibili: Mchedlidze
Squalificati: Carrozzieri
Diffidati: Blasi, Bresciano, Nocerino, Balzaretti, Cassani

Lazio (3-5-2)
86 Muslera,80 Dias, 28 Stendardo, 25 Biava, 2 Lichtsteiner, 32 Brocchi, 24 Ledesma, 5 Mauri,11 Kolarov, 20 Floccari, 10 Zarate. A disp: (88 Berni, 87 Diakitè, 13 Siviglia, 4 Firmani, 8 Matuzalem, 74 Cruz, 9 Rocchi) All. Reja

Indisponibili: Bizzarri, Meghni, Radu, Dabo, Foggia
Squalificati: nessuno
Diffidati: Foggia, Firmani, Baronio, Muslera, Rocchi

Arbitro: Rocchi di Firenze