giovedì 31 marzo 2011

Addio ad una leggenda, tra ricordi e lacrime

Tantissimi i personaggi che ieri hanno ricordato il grande Roberto Lovani, una vita con la Lazio e per la Lazio

Fonte: Il Tempo rassegna stampa www.lalazioinrete.com

Era il nonno di tutti, in casa Lazio. E tutti gli volevano bene, sul serio. Lo incontravi, al “Maestrelli” prima e a Formello poi, e subito il suo sorriso ti contagiava, subito ti ripetevi che il passare del tempo non aveva per nulla intaccato il fascino — sì, anche estetico — di questo galantuomo elegante e amabile. Bob Lovati se n’è andato a 84 anni dopo una vita bellissima e intensa, impreziosita da un grande amore: la Lazio. È stato l’allenamento più difficile, per Reja e i giocatori, quello di ieri pomeriggio. La squadra deve preparare la sfida Champions con il Napoli, ma la scomparsa del mitico Bob ha colpito e addolorato tutto l’ambiente. Del club biancoceleste, Lovati è stato portiere (135 partite e la storica Coppa Italia del ‘58), allenatore, vice di maestri come Maestrelli e Lorenzo, preparatore dei portieri, tecnico delle giovanili (li amava, i giovani, sapeva insegnare anche l’educazione), dirigente e osservatore “puntuale e competente” (parole di Zoff), simbolo e ora, definitivamente, leggenda. Nato nel ‘27 a Cusano Milanino, approdò alla Lazio nel 1955: fu subito amore, vissuto come una favola per oltre cinquant’anni. “Ci lascia una persona straordinaria, che con la Lazio aveva stretto un legame indissolubile”, recita il comunicato della società. Alemanno lo definisce “emblema della Lazio e patrimonio del calcio capitolino, un punto di riferimento per i tifosi”. Affranto Zoff: “E’ un dispiacere grande, Bob era un amico e una persona meravigliosa. È stato un grande portiere, completo, somigliava a Cudicini: ha raggiunto anche la nazionale”. E Chinaglia: “Con Lovati in panchina segnai il mio primo gol, nel ‘69 al Milan. Non era facile tenere a bada una squadra di pazzi come la nostra: lui e Maestrelli ci riuscirono”. “Rimarrà sempre nel mio cuore”, sospira Felice Pulici. Se volevi indispettirlo, bastava citare — era sufficiente sussurrarlo alle sue spalle — un nome: Da Costa. Si voltava, Bob, e ti mandava a quel paese: “Mi segnava sempre nei derby, un incubo”, ripeteva. Ma subito dopo rideva, ovvio, perché la sua autoironia te lo faceva amare ancora di più. Altrettanto scontato, conoscendo lui e il calcio-poesia di allora, che poi con Da Costa siano diventati amici. Domani alle 15 a Ponte Milvio i funerali. Domenica a Napoli giocatori con il lutto al braccio. Mentre si torna a parlare del centrocampista albanese Cana, obiettivo per giugno, Reja nasconde la formazione anti-Mazzarri: probabile che come regista accanto a Brocchi venga utilizzato per la prima volta Mauri. Di sicuro la squadra vuole onorare con una grande prestazione la memoria di Lovati. Nella Lazio tra l’altro resta il figlio, che usa bene le mani come il papà: Stefano infatti rimette in sesto i giocatori biancocelesti da bravo chirurgo ortopedico qual è. Pensate che orgoglio per Bob, ovunque lui sia.

2 Posta un commento:

Marco curva nord ha detto...

Ieri sera su sky sport 24 hanno parlato di lovati,di tutti i suoi anni passati ala lazio,di come lo si trovasse sempre all'interno di formello a camminare solo o con i calciatori giovani.
Ne hanno descritto un bellisimo quadro di una persona appassionata di sport e di lazio,insomma una persona cosi al di sopra che è passato attraverso tutte le dirigenze che si sono alternate alla guida della lazio fino all'arrivo di lotito e difatti sky sport ha detto a chiare lettere che bobo Lovati è rimasto a formello fino al 2004 fino a quando non arrivò lotito che ne spense la stella all'interno di formello facendo in modo che Bob non ci entrasse più.
Ecco chi è Lotito,il vostro presidente che stimate perchè ha salvato la lazio,un romanista che fà il nostro presidente e che ciruba sistematicamente un sacco di soldi,sputa sulle bandiere laziali e vorrebbe che i tifosi siano per primi tifosi di lotito.
BLEAH!!!!meglio un cassonetto che lotito il vostro presidente.

Ciao Bob e scusa se ho usato il tuo spazio per far capire agli ottusi che siamo in mano ad un pusillanime romanista.

Anonimo ha detto...

Che squallore di commento,è quello del lettore di curva nord,per questo evento profondamente doloroso!L'estensore non è riuscito neppure a cogliere l'attimo,che anche Roberto aveva percepito come miracolo,nel quale tutti noi Laziali siamo uniti nel dolore per la scomparsa del Grande Bob.Non scrivo altro,non ne vale la pena.Cosa potrebbe osare di andare a spiegare un ottuso???Ognuno di noi pagherà per quello che non ha saputo dare agli altri,perdono compreso.